Mimun sulla protesta: ''Ci vorrebbe un ambasciatore, Nesta lo farei ministro del rapporto con i tifosi''
Nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli. Secondo il pensiero esternato nella massima di Shakespeaere, i tifosi laziali hanno colpito. Dalla diserzione di domenica lo sciopero è diventato l’argomento principale dell’ambiente Lazio. Ognuno cerca di trovare un’ipotetica soluzione. Incalzato sull’argomento anche il direttore del tg5 Clemente Mimun, noto sostenitore biancoceleste, che come riporta la Gazzetta dello Sport, esprime tutto il suo malcontento: "Più siamo divisi, più siamo deboli. Non mi sento né un lotitiano, né uno che vuole disertare lo stadio. Vivo solo questa situazione con grande disagio e dispiacere: frequento la Lazio dagli anni Settanta, non ricordo un momento così triste, neanche quando abbiamo rischiato la C’’, poi sul cattivo rapporto tra Lotito e i tifosi aggiunge. ‘’Tra Lotito e i laziali c’è una forma di incomunicabilità che non può esistere: non c’è la Lazio senza i laziali, ma i tifosi non possono neanche pensare di scegliersi il loro presidente’’. Infine interessante l’idea lanciata dal direttore per cercare di risolvere questo conflitto interno. ‘’Servirebbe una mediazione, se ci fosse un incontro diretto sarebbero scintille, perché il tifoso è esasperato e Lotito cercherebbe in tutti i modi di far valere le sue ragioni. Ci vorrebbe un ambasciatore: fosse ancora vivo, avrei fatto il nome di Nanni Gilardoni. L’uomo giusto, però, potrebbe essere Alessandro Nesta: lo farei ministro del rapporto con i tifosi. È un grande laziale, che anche quando è andato via non ha mai sputato nel piatto dove ha mangiato, è stimato dalla società e amato dai tifosi. E lo utilizzerei anche dal punto di vista tecnico, per mettere su una difesa decente’’.
