Europa League: turno a porte chiuse per cori razzisti e striscioni. Gentile: "Ora il ricorso, ma evitiamo queste situazioni"

Pubblicato ieri alle ore 18.51
05.10.2013 07:30 di  Andrea Centogambe  Twitter:    vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
Europa League: turno a porte chiuse per cori razzisti e striscioni. Gentile: "Ora il ricorso, ma evitiamo queste situazioni"
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© foto di Alessandro Pizzuti

AGGIORNAMENTO ORE 8.20 – Una gara a porte chiuse da scontare con l'Apollon Limassol, questo il verdetto della Uefa, che ancora una volta ha la tifoseria biancoceleste nel mirino. I motivi di tale sanzione arrivano come si legge sulle colonne di Repubblica nel pezzo a cura di Giulio Cardone e Marco Ercole a seguito di striscioni contro la Uefa e un coro raazista: “Polacco puzzi di m....”. Una notizia che è un fulmine a ciel sereno, dopo la grande rimonta di Trabzon.

AGGIORNAMENTO ORE 19.20 - "Non è una decisione inattesa, perché era stata rilasciata la contestazione sulla base di una segnalazione da parte del Fare (Football Against Racism in Europe ndr), in riferimento a cori razzisti e striscioni ritenuti inappropriati". In esclusiva a Lalaziosiamonoi.it, il legale biancoceleste Gian Michele Gentile commenta il turno a porte chiuse e la multa inflitta dal massimo organismo europeo: "Bisogna che i tifosi si rendano conto che la Uefa è un organismo che vuole essere rispettato, ha un potere punitivo molto forte, troppo forte e bisogna evitare queste situazioni. Continuiamo a commettere gli stessi errori, in questo modo viene danneggiata l'immagine della squadra, della tifoseria. Ormai dalla Uefa vengono appositamente per vedere se succede qualcosa. Io ero allo stadio e sinceramente non mi sono accorto dei cori, quando ho letto la contestazione sono caduto dalle nuvole così come tutti i dirigenti biancocelesti". Ora la Lazio ha tre giorni di tempo per presentare ricorso: "Se va bene, sottolineo se va bene, potrebbero squalificare solo la Curva Nord", spiega un Gentile non troppo ottimista.

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno. La Uefa ha condannato la Lazio a giocare il prossimo turno di Europa League - contro l'Apollon Limassol - a porte chiuse. La causa di tale provvedimento - si legge su Gazzetta.it - risiede nei "cori razzisti, striscioni inappropriati, lancio di petardi e calcio d'inizio ritardato" durante la gara contro il Legia Varsavia, vinta dai biancocelesti per 1 a 0. Il club capitolino è stato anche multato di 40mila euro. La Lazio potrà fare ricorso entro tre giorni. Solo pochi mesi fa, un'altra pesante squalifica aveva costretto la squadra di mister Petkovic a giocare senza il proprio pubblico le gare casalinghe contro Stoccarda e Fenerbahce. In relazione all'inizio ritardato della ripresa, invece, Vladimir Petkovic è stato "ammonito", come riporta Corrieredellosport.it.