Lotito: "Nelle curve spaccio e prostituzione, serve tolleranza zero. Daspo a vita? Serve altro"

Pubblicato il 6/05 alle ore 00.58
06.05.2014 07:30 di  Matteo Vana  Twitter:    vedi letture
Fonte: Matteo Vana/Laura Castellani - Lalaziosiamonoi.it
Lotito: "Nelle curve spaccio e prostituzione, serve tolleranza zero. Daspo a vita? Serve altro"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

AGGIORNAMENTO 06/05 ORE 07.30 - "Chiunque abbia un ruolo deve contribuire al miglioramento del Paese, anziché mettere la testa sotto la sabbia. Io sono il padre di tutti: non solo degli scalmanati, ma anche delle tante persone perbene che subiscono in silenzio. Al mio fianco ho le autorità, tutti gli altri scoprono l’acqua calda, parlando di calcio e ricatti: io con le minacce e le intimidazioni convivo da sempre. E dicono che la colpa è mia, che non dialogo. Ma con chi dovrei dialogare? Non è la mia battaglia, questa. È la partita della legalità". Esordisce così il patron biancoceleste ai microfoni de la Repubblica, dopo gli avvenimenti di sabato sera. E dopo i complimenti al coraggio fatti recapitare dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, proprio mentre commentava quanto successo prima della finale di Coppa Italia e la decisione di garantire il proseguo della gara.

Cosa l’ha colpita dei fatti di sabato?
"Che un tifoso con precedenti conti più delle istituzioni e decida, con un cenno del braccio, se lo spettacolo deve andare avanti. Sembrava di essere al Colosseo: tutti in attesa del pollice dell’imperatore. E si continua a dare visibilità a persone che, indipendentemente dalla professionalità o dal livello culturale, assurgono a un ruolo di comando attraverso la violenza, la forza e certi atteggiamenti estorsivi".

Quali misure propone?

"Prevenzione e repressione. La prima richiede tempo per fruttare, ma la Lazio è impegnata nelle scuole. Una volta, i genitori raccomandavano al maestro elementare: “Gli meni, perché mio figlio non ascolta”. Oggi, al primo rimprovero un po’ energico scatta subito la denuncia. I giovani hanno grande fragilità interiore: venuti meno i filtri della scuola, della famiglia, dell’oratorio, dei partiti, sposano la logica del branco, in cui esisti solo se agisci come tutti gli altri. Come allo stadio".

È favorevole al Daspo a vita?
"Secondo voi, uno con precedenti penali si scoraggia per un Daspo? Serve altro. Inasprire le pene e renderle certe. Basta con l’impunità per i reati dei “tifosi”: traffico di stupefacenti, merchandising falso, intimidazioni. Poi, processi per direttissima e celle di sicurezza negli stadi".

È possibile isolare i violenti?
"Per i club non è facile: per la privacy, non possono sapere se chi acquista un biglietto ha avuto problemi in passato. Serve l’aiuto dei tifosi perbene, che devono aiutare le società invece di adeguarsi alla legge della giungla".

Il tifo organizzato rivendica anche le proprie iniziative di solidarietà e beneficenza.
"Ma io non sono contrario all’aggregazione in sé. Una cosa però è il sostegno a una squadra, un’altra è il condizionamento. In Italia molti ormai ragionano così: sono spariti i mecenati, i club vivono solo grazie alle tv, le tv prendono soldi dai tifosi e allora è il tifoso che deve comandare. Come se chi paga il biglietto al cinema pretendesse poi di scrivere anche il finale del film".

I fatti di sabato hanno riportato alla ribalta la questione della sicurezza dentro e fuori gli stadi, dei rapporti tra istituzioni, club e tifoserie. Il presidente Lotito esprime la propria visione in un'intervista riportata sul portale di Sport Mediaset: "Nelle curve si è creata una zona franca, si deve sapere che c'è spaccio di droga, merchandising falso e prostituzione. Per estirparle occorrono processi per direttissima e tolleranza zero. In un Paese civile, fermo restando il comportamento corretto della stragrande maggioranza delle tifoserie, non si può consentire una sorta di moratoria negli stadi dove sono stati catalogati come tifosi dei delinquenti che devono piuttosto essere sottoposti al codice penale". Misure restrittive ed educazione dei più giovani: queste le misure da adottare secondo il presidente biancoceleste: "Per fronteggiare questa situazione serve intanto una fase preventiva, che porti a educare i giovani a riscoprire la cultura della legalità e i valori dello sport - ha spiegato il presidente della Lazio -, attività a cui devono partecipare anche le squadre. Oggi i giovani ricorrono invece alla logica del branco per avere un'identità forte, spesso in contrasto con il sistema".  Ribadisce il concetto Lotito "In secondo luogo non si può consentire che negli stadi esista una zona franca. Anche i delinquenti sono tifosi e spesso approfittano di questa situazione. Occorre sapere che nelle curve allignano spaccio di droga, merchandising falso e prostituzione. Inoltre si raccoglie la manovalanza per altri atti di violenza che avvengono magari durante manifestazioni per motivi sociali". L'unica via per debellare il problema, si legge nell'intervista, è la tolleranza zero: "Non si può consentire che esista una zona franca bisogna applicare le leggi, emanare norme più rigide, avere la certezza della pena e adottare i processi per direttissima. Il Daspo non basta, è una sanzione amministrativa che a certi soggetti non crea alcun problema. Quel che serve è la tolleranza zero".