Lotito: "Do fastidio perché sono autonomo. Keita? Fu Inzaghi ad escluderlo in Supercoppa"

13.09.2017 09:53 di  Saverio Cucina   vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
Lotito: "Do fastidio perché sono autonomo. Keita? Fu Inzaghi ad escluderlo in Supercoppa"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Torna a parlare il presidente Claudio Lotito. Un’ampia panoramica tra mercato, la vicenda Keita e le vittorie in Supercoppa e contro il Milan in campionato. Ecco un estratto dell’intervista del patron biancoceleste al Corriere della Sera. In primis, un retroscena con mister Inzaghi: Simone ha qualità e quando ho puntato su di lui sapevo che sarebbe stato in grado di ottenere risultati. Tempo fa venne da me e si lamentò perché la Gazzetta non ci aveva messo fra le prime dieci. Sa cosa gli risposi? “Simo’ devi essere contento perché ci sottovalutano. Non si vincono gli scudetti stando sui giornali. E io lo so bene perché anche in ambito di politica sportiva sono piuttosto impopolare: Lotito dà fastidio perché è autonomo e indipendente. Noi come Fantomas dobbiamo fare: stare nascosti e apparire al momento opportuno. La Lazio in serie A veste i panni dello scolaro di origini umili: è in seconda fila rispetto al figlio del ricco, ma se ha testa ed è intelligente emerge o no? Lunedì si è parlato solo del crollo del Milan, non dell’impresa della Lazio”.

MERCATO - Luis Alberto non lo conosceva nessuno ed è stato una sorpresa. E poi Immobile, l’ho riscattato lo scorso anno a dieci milioni dal Siviglia quando in pochi credevano in lui. Ora vale molto di più. Senza parlare di Milinkovic-Savic che ha solo ventidue anni e diventerà un fenomeno. Spendere per spendere mica ti fa vincere: guardi il Cosmos di Pelè. Era imbottito di fenomeni ma trofei non ne ricordo”.

LA QUESTIONE KEITA – “Io scelgo il tecnico ma poi lascio assoluta libertà d’azione. Tutti pensano che ci sia il mio zampino dietro l’esclusione dai convocati di Keita nella finale di Supercoppa contro la Juventus. Invece Simone mi chiamò quando ero in vacanza in montagna e mi disse di volerlo lasciar fuori dalla lista perché nei suoi occhi non vedeva furia agonistica. “Decidi tu”, gli dissi. Qui c’è una catena di comando cortissima: il sottoscritto, Tare e l’allenatore”.

Saverio Cucina
autore
Giornalista pubblicista, classe 1987. Dal 2013 collaboro con Lalaziosiamonoi. Mi occupo di sport, cultura e politica. Laureato in Informazione, Editoria e Giornalismo a Roma Tre, ho lavorato nello staff politico del Comune di Fiumicino (2018-2023). Per Typimedia ho pubblicato Laziali in 100 personaggi (+1) e Fiumicino, le 100 meraviglie (+1).