ESCLUSIVA RADIOSEI - Zavaglia: "Su Anderson sensazioni positive. Il Santos può aggirare il fondo, ma..." Poi la frecciata a Cavanda...
“È un periodo di crisi, se una società può fare cassa con un giocatore non ci pensa due volte. Non esistono più giocatori incedibili. In Italia circolano pochi soldi, i grandi trasferimenti sono tutti all’estero. Difficilmente i big si trasferiscono in Italia. Lo stesso Real Madrid fa fatica a prendere Cavani, fa capire che la situazione italiana non è delle migliori, non solo del calcio ma del Paese in generale”. Esordisce così l’agente Fifa Franco Zavaglia, che ai microfoni di Radiosei dipinge uno scenario tutt’altro che esaltante. Da Jovetic a Cavani, sono tanti i giocatori che stanno per dire addio al Bel Paese: “I probabili partenti sono quelli che hanno una clausola rescissoria. Se il Real Madrid paga la clausola di Cavani, il giocatore parte. Lo stesso discorso vale per Jovetic. Da questo punto è un bene che Hernanes non abbia una clausola rescissoria. In generale io credo che se arriva una richiesta folle per un giocatore le società fanno bene a venderlo, l’importante è che quella cifra poi si investe di nuovo. La Juventus ha fatto scuola di questo. Quando ci fu la cessione di Zidane, Moggi e Giraudo con quei 155 miliardi realizzarono una grande plus valenza e costruirono una grande squadra in grado di vincere lo scudetto. L’importo che uno riesce ad avere dalle cessione lo deve reinvestire sul mercato, e magari cercare di abbassare il tetto ingaggi. Credo che Lotito e Tare sappiano fare bene i conti”.
HERNANES - Il Profeta è impegnato con la sua Nazionale in Confederations Cup e le voci di mercato sul suo conto si moltiplicano col passare dei giorni: “Io so che l’anno scorso qualche società si era fatta avanti per Hernanes, ma Lotito ha detto no, anche se si trattava di una cifra importante. Quindi non penso che Lotito voglia cedere Hernanes”. Il brasiliano ha un contratto in scadenza nel 2015 e un mancato accordo sul prolungamento aumenterebbe le possibilità di un addio: “Senza rinnovo è normale che se arriva una richiesta Hernanes non ci pensa due volte. Ma se lui si trova bene a Roma, penso che possa rimanere. È entrato in pianta stabile in Nazione , è un giocatore che va trattato come un big, con un ingaggio adeguato”.
FELIPE ANDERSON - E’ partita ufficialmente la missione Felipe Anderson. Il dsTare e il segretario generale Calveri sono volati in Brasile per chiudere l’affare. Zavaglia fa pil punto della situazione sulla trattativa: “La chiusura dell’affare dipende molto dal fondo inglese che detiene la metà del cartellino. Se il fondo inglese capisce che il valore del giocatore non è così elevato, visto che sta giocando anche poco, la Lazio senza problemi può portare il calciatore a Roma. Se il fondo continua a mantenere una valutazione eccessiva, io al posto della Lazio rinuncerei, anche perché 7-8 milioni di euro sono già tanti. A queste cifre si possono prendere tanti altri giocatori. Il ragazzo non è contento di stare al Santos, vuole venire a Roma. La trattativa è iniziata in tempi non sospetti sotto la mia supervisione. A gennaio Santos e fondo inglese non si sono accordati ed è saltato tutto”. Nella giornata di oggi si è fatta strada la possibilità che il Santos possa aggirare il fondo inglese e vendere il giocatore alla Lazio. Una possibilità difficilmente realizzabile: “E' vero che il Santos può aggirare il fondo, ma poi quest’ultimo può agire legalmente nei confronti del club brasiliano. Il Santos se vuole può vendere il giocatore perchè detiene le sue prestazioni sportive. Ma difficilmente il Santos farà una cosa del genere. Non ne ha motivo. Comunque credo che se il giocatore farà pressione sulla società può arrivare alla Lazio. Tare e Calveri non sarebbero partiti se non pensano di chiudere l’affare”.
CAVANDA - L’ennesima vicenda di in fuori rosa in casa Lazio si è consumata in questa stagione. Le parole dell’agente Fifa sono piene d’amarezza: “Dopo 35 anni che lavoro in questo ambiente, non mi stupisce più nulla. Il giocatore era stato trattato come un figlio, avevamo pensato a tutto, dal titolo di studio alla patente. Gli abbiamo fatto anche da balia, lo abbiamo supportato anche a livello economico. Non era un ragazzo molto tranquillo caratterialmente, spesso di notte chiamava perchè si trovava in situazione non positive. Gli siamo stati sempre vicini e quindi non pensavo potesse fare un’azione del genere. In questo mondo non c’è riconoscenza. In tutta questa situazione la cosa più spiacevole è che il suo collega, non firmando per la Lazio lo ha indotto a cambiare agente. Sono vaccinato a tutto ma non ci sto nel modo in cui è avvenuto”.
