FOCUS - Romulo e la Lazio, due rette parallele che alla fine si sono incontrate

31.01.2019 18:15 di Federico Marchetti Twitter:   articolo letto 10460 volte
Fonte: Federico Marchetti - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
FOCUS - Romulo e la Lazio, due rette parallele che alla fine si sono incontrate

Due rette che si trovano sullo stesso piano si dicono parallele quando non si intersecano mai. Questa è la definizione generica di rette parallele in geometria, quantomeno secondo le reminiscenze scolastiche, e questo sono stati Romulo e la Lazio: due linee che hanno corso vicino senza mai incontrarsi, quantomeno fino a questo momento. Ma adesso Rômulo Souza Orestes Caldeira - questo il nome completo del giocatore del Genoa - e il biancoceleste hanno infine trovato un punto di contatto, venendo uno incontro alle esigenze dell'altro. Dopo essersi sfiorati nelle ultime due sessioni di mercato, ora Romulo vestirà la maglia della Lazio e sarà il rinforzo in più sulla fascia destra che i biancocelesti, per stessa ammissione di Tare, stavano cercando.

IL JOLLY ITALO-BRASILIANO - Nato in Brasile anagraficamente e calcisticamente, naturalizzato italiano e ormai veterano del nostro campionato: Romulo può essere per la fascia destra quello che Lulic è per la sinistra, un jolly in grado di ricoprire diversi ruoli tra cui, all'occorrenza, quello di interno di centrocampo. D'altronde, quella del mediano è la posizione che occupava alle origini, quando militava nella Primavera della Juventude, e che quando serve sa tornare ad interpretare. A portarlo in Italia è stata la Fiorentina, che lo ha poi passato al club che gli ha permesso di affermarsi come esterno di sicuro affidamento nel nostro Paese: l'Hellas Verona, dove Romulo ha trascorso quattro anni tra Serie A e Serie B, con una parentesi di un anno alla Juventus che gli ha anche permesso di fregiarsi del titolo di Campione d'Italia.

GLI INFORTUNI E LA VOGLIA DI NON MOLLARE - Nel mezzo, però, anche dei guai fisici di non poco conto, su tutti una pubalgia che in bianconero quasi non gli permetteva più di camminare. Acciacchi che non gli hanno impedito di dare sempre il cento per cento, suscitando anche lo stupore di un certo Andrea Pirlo. La Juventus però decide di non esercitare il riscatto e Romulo torna a Verona, dove fa i conti con i suoi problemi fisici una volta per tutte e, dalla stagione successiva, non esce più dal campo, aiutando anche gli scaligeri a riconquistare la Serie A. Nel momento in cui i gialloblù retrocedono di nuovo il Genoa non ci sta a privare la massima serie italiana di un giocatore così e, superando le pretese di Lazio e Roma che l'avevano cercato, se ne assicura le prestazioni facendogli sottoscrivere un biennale.

LA NUOVA SFIDA - A Genova Romulo trova prima Ballardini, poi Juric, poi Prandelli: non importa chi sieda in panchina, Romulo gioca praticamente sempre e colleziona 19 presenze tra campionato e Coppa Italia, dimostrando ancora una volta di poter incarnare una certezza. Tra l'altro con Prandelli si era già incontrato, perché proprio l'ex ct dell'Italia lo aveva convocato in Nazionale per la spedizione in Brasile, sua terra natìa, per il Mondiale 2014. Romulo rifiutò la chiamata non fidandosi al cento per cento della sua tenuta fisica e lasciando spazio a chi era più in forma di lui, segno inequivocabile di responsabilità e consapevolezza della propria forza e dei propri limiti. Ora la Lazio rappresenta per lui una nuova sfida, in una realtà più grande ma in cui può incarnare l'uomo in più su una fascia destra che aveva disperatamente bisogno di un innesto. Per ora sei mesi di prestito, per il riscatto si vedrà: ma alla fine la geometria ha ceduto, le rette si sono intersecate e finiranno questo campionato a braccetto.