ESCLUSIVA - Lazio, parla Delneri: "Chievo, Inzaghi, Immobile, il derby di Di Canio: vi dico tutto"

01.12.2018 11:00 di Alessandro Vittori Twitter:   articolo letto 5369 volte
Fonte: Alessandro Vittori - Lalaziosiamonoi.it
ESCLUSIVA - Lazio, parla Delneri: "Chievo, Inzaghi, Immobile, il derby di Di Canio: vi dico tutto"

La Lazio archivia la sconfitta in Europa League e mette nel mirino il Chievo. Domenica al Bentegodi ci saranno in palio punti importanti per la lotta Champions, considerando anche gli impegni delle dirette concorrenti, il Parma per il Milan e l’Inter per la Roma. La redazione de Lalaziosiamonoi.it ha contattato il mister Luigi Delneri, protagonista assoluto del miracolo Chievo dei primi anni duemila ed esperto allenatore ex Juventus e Roma tra le tante. Una chiacchierata a 360 gradi su vari temi.  

Quanto sarà difficile per la Lazio affrontare il Chievo dopo il pareggio di Napoli?

“Il Chievo ha dimostrato a Napoli di poter mettere l’anima sulle partite. In una partita in cui non c’era storia tecnica ha tirato fuori quelle armi che l’hanno contraddistinto in questi anni. Sarà una partita dura per la Lazio perché i veronesi per avere ancora un appiglio di salvezza devono fare una partita importante e sicuramente ci metteranno l’anima per non lasciare come unica perla il pareggio del San Paolo. La Lazio dalla sua avrà la stessa freschezza perché tanti suoi titolari non hanno giocato in Europa League”.

Che Lazio è quella di oggi?

“La Lazio è in lotta per un posto importante nel campionato e ha passato in modo semplice il turno di Europa League. Simone ha fatto un ottimo lavoro, motivando di nuovo un gruppo che aveva guidato l’anno scorso a cui è stato aggiunto Acerbi, pedina molto importante perché gioca sempre. Poi ovviamente ogni anno è diverso dall’altro e già nella scorsa stagione i biancocelesti hanno fatto bene”.

Un pensiero sul tecnico Simone Inzaghi, suo ex giocatore all’Atalanta

“Simone è un ottimo allenatore e lo dimostra sempre. È arrivato all’ultimo momento in casa Lazio, allenava le giovanili molto bene e anche in prima squadra si è ritagliato uno spazio importante. Ha carattere, è stata una bella sorpresa per me. L’ho conosciuto un anno a Bergamo come un ragazzo serio, dalla sua aveva la voglia di emergere in un mondo che probabilmente gli ha tolto qualcosa a causa di problemi fisici quando era calciatore. Mi sembra che sia il prodotto più importante tra i giovani allenatori”.

Immobile ha esordito con lei in Serie A

“Gli inizi sono sempre difficili. A Genova Immobile aveva bisogno di crescere dopo il grande impatto di Pescara, serviva tempo per tornare al massimo. Mi sembra che con il tempo abbia dimostrato tutte le sue qualità. Anche quel periodo è servito per conoscere il calcio, anche dai periodi negativi si creano le situazioni positive. Ha dimostrato di sapersi ritagliare un posto importante nel calcio, tra vittorie della classifica marcatori e nazionale. Sono contento per lui”.

Come giudica la stagione di Milinkovic e Luis Alberto?

“Ogni anno fa storia a sé. Luis Alberto è un giocatore di grande qualità tecnica, Milinkovic un altro ragazzo di spessore. Secondo me questa sarà una parentesi molto limitata nel tempo, nel senso che hanno dalla loro risorse importanti e troveranno il modo e il momento per dire la loro sempre e comunque nella Lazio di cui sono stati protagonisti assoluti l’anno scorso. Capitano momenti meno brillanti e probabilmente le altre squadre sono più attente a loro. Anche se fanno meno, il loro apporto è sempre importante per la squadra”.

La lotta Champions?

“Il campionato è lungo. Nella lotta Champions vedo Inter, Roma, la Lazio può dire la sua. Del Milan tutti parlano male ma poi va a Roma con i biancocelesti e pareggia la partita senza tanti titolari e per poco non vince anche. Per me poi devono ancora assestarsi l’Atalanta, la Fiorentina. C’è il Parma, il Sassuolo, nel calcio qualche sorpresa può sempre starci. Coloro che erano partiti con ambizioni di Champions ed Europa League sono tutte lì”.

Ha trascorso un anno sulla panchina della Roma, un ricordo di quell’esperienza e del derby del 6 gennaio 2005

“Esperienza negativa nel senso che sono arrivato in un momento particolare, con tanti cambi di allenatore. Quell’anno per la Roma era un anno di rinascita, i giocatori dovevano dare ancora il loro grande apporto. Un momento di crescita ci deve essere e quella è stata la base per poi proseguire con Spalletti. Oggi i giallorossi sono molto criticati, ma sono qualificati già al turno successivo di Champions. Del derby del 6 gennaio ricordo l’1-1 e poi la sconfitta. Sono partite particolari, le vittorie portano delle sensazioni importanti. Io ne ho vinti in altre città e gli strascichi positivi sono evidenti. Sono partite a sé stanti, non hanno un perché e un per come”.

Il suo obiettivo attuale qual è?

“Oggi il mio obiettivo è tornare nel calcio come tutti gli allenatori. Aspettiamo e vediamo cosa succede. Nel mentre mi guardo le partite e continuo sempre a studiare calcio”.

Lei è un candidato alla panchina del Bologna in caso di esonero di Inzaghi, ha avuto contatti?

“Pippo è un bravo allenatore, l’ha dimostrato nei suoi anni al Venezia. Anche al Bologna non sta facendo male, ha soltanto bisogno di una vittoria che possa sbloccare la squadra”.

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