Lazio, finale shock: contro la Sampdoria è ancora pari

Pubblicato il giorno 8/12/2018 alle ore 22:40
09.12.2018 07:30 di Laura Castellani Twitter:   articolo letto 7895 volte
Fonte: Laura Castellani - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, finale shock: contro la Sampdoria è ancora pari

Ancora un pari, ancora un solo punto: all'Olimpico, tra Lazio e Sampdoria finisce 2-2. Il pareggio più amaro: i biancocelesti rincorrono la Samp fin dal primo tempo, gli ospiti vanno in vantaggio con Quagliarella al 21'. Acerbi nella ripresa raggiunge i blucerchiati, Immobile dal dischetto trova il vantaggio. Una montagna russa di emozioni, per i laziali, virtualmente con i tre punti in tasca quando ormai manca giusto una manciata di minuti dal triplice fischio di Massa. Al nono del recupero, Saponara spegne l'esultanza di tutto uno stadio ancora in festa, con il pallonetto che si insacca alle spalle di Strakosha. Una beffa e una delusione, per la Lazio che, soprattutto nella ripresa, sembrava aver trovato il giusto atteggiamento, quello che era mancato nella sfida contro il Chievo. Arriva la fine, l'Olimpico è annichilito e la squadra, stremata, torna sotto la Nord - dove pochi minuti prima correva per gioire con la sua gente. Un punto basta per agganciare il Milan, a cui comunque manca ancora una partita: domani se la vedrà con il Torino. Ma la delusione per un pareggio così non può che far male.

FRUSTRAZIONE - Dopo cinque giorni di ritiro, non è più tempo per le riflessioni: si torna in campo, per cercare di sbloccare definitivamente quella "Ferrari ingolfata" che da ormai 4 partite ha smesso di correre veloce come dovrebbe. Inzaghi si riaffida al 3-5-2, il secondo tempo contro il Chievo e il test con la difesa a quattro resta una parentesi accidentale. Marusic lascia il posto a Patric, sulla destra. Ma il traffico e la densità di gioco avviene dall'altra parte del campo, sulla corsia di competenza di Lulic. Inizi blandi, partenza accorta anche per la Lazio. I biancocelesti mostrano le unghie al 13', quando la respinta pasticciata di Audero finisce sulla testa di Caicedo: Immobile segna, ma è fuorigioco. È il via ufficiale a una sequela di tentativi non concretizzati, di ultimi passaggi inefficaci o sfortunati. Chi non sbaglia, invece, è Quagliarella al 21': diagonale di Murru, tap-in del capitano della Sampdoria. La Lazio continua a sbattere le ali sulla finestra, a volte con troppa frenesia. A fine primo tempo, c'è da mangiarsi le mani: prima, la conclusione di Immobile si spegne sul fondo, il colpo è troppo angolato. Poi, ci si mette anche la fortuna: il tiro del centravanti biancoceleste si stampa sul palo.

SHOCK -  Al duplice fischio, la Lazio torna nello spogliatoio solo per rifiatare un secondo e ascoltare i nuovi dettami tattici del mister: si ritorna subito in campo, ad aspettare la Samp. Inzaghi vuole dinamismo e si gioca la carta Correa, richiamando in campo Caicedo. Spazio anche per Cataldi al posto di Badelj. Lo spartito della ripresa ribadisce l'andazzo del primo tempo: i biancocelesti continuano a spingere in avanti. Ci provano tutti, dagli esterni (Patric più partecipe rispetto al primo tempo) agli attaccanti: Immobile viene chiuso da Andersen quando sta per buttare dentro l'incornata di Milinkovic; Correa cincischia e sbaglia i tempi della conclusione. Alla fine, il gol del pareggio arriva da chi è abituato a frequentare le retrovie: Francesco Acerbi, su calcio d'angolo. La spinta che serviva per continuare il soliloquio biancoceleste con ancora più decisione: tenta ancora Milinkovic, ci prova in tutti i modi Immobile. Nel recupero, l'ultima chance: Bereszynsky blocca fallosamente Correa, espulsione e punizione. Il tocco di mano di Andersen in barriera viene certificato dalla Var: Immobile sul dischetto non sbaglia. La squadra esulta, corre sotto la Nord. Sembrerebbe il finale perfetto per una settimana complicata. E invece, l'epilogo è da horror: nel momento di maggior euforia, la Samp riparte, Kownacki innesca Saponara, il centrocampista la mette dentro di pallonetto. L'Olimpico si ammutolisce, disilluso. Quarto pareggio consecutivo.