FOCUS - Lazio, ecco il Siviglia: El Rey de copas ai sedicesimi soltanto al fotofinish

17.12.2018 15:25 di Saverio Cucina Twitter:   articolo letto 6905 volte
Fonte: Saverio Cucina - Lalaziosiamonoi.it
FOCUS - Lazio, ecco il Siviglia: El Rey de copas ai sedicesimi soltanto al fotofinish

Decano dell’Europa League se non altro per il record di successi (ben 5), il Siviglia pesca sulla propria strada una Lazio tutt’altro che sconosciuta. Sarà soltanto un ritorno al Sánchez-Pizjuán infatti per El Tucu Correa, la meteora rojiblanca Immobile e la non più “giovane promessa” Luis Alberto, cresciuto praticamente in casa per poi trovar fortuna altrove. Una stagione entusiasmante soprattutto nella Liga, al netto di 9 vittorie, 4 pareggi e 3 ko. Un ruolino di marcia che attualmente consente al Siviglia di occupare il secondo gradino della classifica con 31 punti, davanti all'Atletico Madrid per differenza reti e a sole tre lunghezze dal Barcellona.

L'EXPLOIT DI ANDRÉ SILVA E IL 3-5-2 DI MACHÍN - Trascinatore a sorpresa proprio Andre Silva, oggetto misterioso al Milan ma letteralmente "riqualificato" in maglia biancorossa con 8 reti in 15 presenze. Determinante, su tutti, il successo roboante contro il Real Madrid di fine settembre: un netto 3-0 che ha incrementato definitivamente l'autostima della formazione andalusa, decisamente più equilibrata quest'anno con il 3-5-2 ridisegnato dal nuovo tecnico Pablo Machín, con Ben Yedder a sostegno dell'ex rossonero, Banega in cabina di regia custodito da Sarabia e Vazquez ai suoi lati e le spinte laterali di Navas e Guilherme Arana. In difesa l'usato sicuro targato Kjaer, anche lui ex conoscenza italiana. Un sorteggio tutt’altro che benevolo per la Lazio al netto del blasone internazionale dell’avversario, di gran lunga a suo agio in questa competizione. Eppure il pass per i sedicesimi, almeno quest’anno, non è stato poi così agevole: le sconfitte contro Krasnodar e Standard Liegi hanno rischiato infatti di compromettere il passaggio del turno, ottenuto in virtù dell’ultimo successo interno proprio contro i russi.

2018-19: FATTORE CAMPO, CROCE E DELIZIA - È qui forse la chiave di lettura del percorso europeo degli uomini di Pablo Machín. Straripanti in casa, balbettanti lontano dall’Andalusia. Tanti gol segnati nel percorso estivo dei preliminari, addirittura 15 messi a segno nel gruppo J, gran parte ovviamente siglati all’interno delle mura casalinghe. Cinquina allo Standard Liegi nella gara d’esordio del girone, sestina vincente e clean sheet nella terza gara contro i turchi dell’Akhisarspor, dopo il ko esterno in Russia nella seconda giornata con il Krasnodar. Il fortino del Sánchez-Pizjuán, in sostanza, come panacea a tutti i mali subiti in trasferta. Due facce della stessa medaglia che offrono un profilo quantomeno preventivo della formazione sevillistas. L’epopea di Unai Emery è alle spalle, ma quella consuetudine così recente nel dominare “l’Europa dei meno grandi” è in qualche modo insita nella memoria biologica del Siviglia, soprattutto nella fase ad eliminazione diretta.

REY DE COPAS – Nessuno come loro in Europa League. Dal 2005 ad oggi, 5 trionfi di cui tre consecutivi (2013-14, 2014-15, 2015-16), ai quali si sommano le prime due vittorie sempre di fila del 2005-06 e 2006-07. La ciliegina sulla torta è arrivata poi sempre nel 2006 con la vittoria della Supercoppa Europea grazie al successo storico contro il Barcellona di Messi, Eto’o e Ronaldinho con i gol di Renato, Kanouté e Maresca. Un percorso glorioso internazionale nato sotto un’ottima stella e con tanto di record anche lì: 10 maggio 2006, Philips Stadion di Eindhoven, il Siviglia batte nella finale della vecchia Coppa Uefa il Middlesbrough imponendosi per 4-0, ancora oggi il maggior scarto in una finale europea a gara unica. Un anno dopo gli andalusi superano i connazionali dell'Espanyol nella finale del 16 maggio 2007, disputata all'Hampden Park di Glasgow. Trionfo questa volta ai rigori grazie al penalty finale del compianto Antonio Puerta. Il resto è storia contemporanea, il triplete di vittorie consecutive con Unai Emery in panchina e il trascinatore Carlos Bacca in attacco. Nel maggio 2014 proprio allo Juventus Stadium, dopo aver eliminato i bianconeri in semifinale, i rojiblancos superano sempre ai rigori il Benfica, incrementando anche la leggendaria maledizione sulle finali europee dei lusitani. Combattuta anche la vittoria successiva del 2015 contro il Dnipro: gara in salita con il gol in apertura di Kalinic per gli ucraini, risolta però grazie al solito Bacca, autore di una doppietta, con il supporto di Krychowiak e di un Ever Banega mai così determinante. L’ultima perla nel 2016 ai danni del Liverpool di Klopp. Sturridge illuse i Reds, subito rimontati da Gameiro e dalla doppietta di Coke. Spirito andaluso, estro e scelte lungimiranti in chiave mercato: la ricetta di successi passati ma ancora recenti. Gli stessi ingredienti a cui i sevillistas attingeranno anche in questa temporada.