FOCUS - Siviglia, ti ricordi? Immobile, Luis Alberto e Correa: l'attacco della Lazio habla español

17.12.2018 16:02 di Laura Castellani Twitter:   articolo letto 5497 volte
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
FOCUS - Siviglia, ti ricordi? Immobile, Luis Alberto e Correa: l'attacco della Lazio habla español

"Serà una noche especial": il commento di Luis Alberto non nasconde un po' di emozione, nel pensare alle due sfide che a febbraio la Lazio disputerà contro il Siviglia. Riaffiorano i ricordi, davanti agli occhi scorrono vecchie immagini. Non tutti le guardano allo stesso modo: per alcuni, l'emozione lascia il posto alla rabbia agonistica, al sentimento di rivalsa. Anche per Ciro Immobile sarà una serata da ricordare. Monchi, allora direttore sportivo biancorosso, lo aveva scaricato. La Lazio ha creduto in lui, non si sbagliava. Il centravanti avrà modo di farlo capire ancora una volta sul palcoscenico europeo. Non solo Luis Alberto e Immobile: tra i biancocelesti che hanno indossato la maglia andalusa c'è anche Joaquin Correa. Non tre uomini a caso: tutti in attacco, tutti in grado di essere determinanti, a tal punto che la loro assenza può gravare come un macigno (vedi Luis Alberto). Con un passato biancorosso, poi, c'è anche Martin Caceres. Ma per lui - probabilmente out dalla lista Uefa - difficilmente ci sarà l'occasione di rendere indimenticabili i sedicesimi di finale. 

LUIS ALBERTO - È nato e cresciuto a San José del Valle, a poco più di un'ora di automobile dalla più grande Siviglia. Appena Inzaghi scioglie le righe, Luis Alberto coglie l'occasione e fa ritorno a casa. La maglia biancorossa l'ha indossata per otto anni. E, come se non bastasse, il passato è una sirena che, di tanto in tanto, torna a cantare alle suo orecchie: dopo l'esplosione nella scorsa stagione, il club andaluso non smette di immaginare un grande ritorno. Alla Lazio è sbocciato: la società iberica si ingolosisce e si mangia le mani. E anche in questi mesi di difficoltà, per il centrocampista biancoceleste, continuano a rimbalzare dalla Spagna le voci di un ritorno di fiamma con il Siviglia. Appena conosce l'avversaria dei sedicesimi, Luis Alberto racconta sui social il proprio entusiasmo. Non vede l'ora. E aggiunge un "forza Lazio": il richiamo al presente. Oggi, le ultime pagine della sua storia parlano di Roma. 

CORREA - Anche per lui sarà una serata densa di emozioni. La cesura tra passato e presente è una trattativa estiva e un nuovo contratto firmato pochi mesi fa. La Lazio assesta il colpo a luglio e lo riporta in Italia dopo due anni trascorsi Siviglia. Il Tucu è un talento conosciuto, ma ancora non completamente rivelato. A Roma, arriva con il proposito di consegnare ai biancocelesti la propria definitiva ascesa. Tecnico, veloce, un vero dribbling-addicted, in grado di far scordare saudade e nostalgia dopo l'addio di Felipe Anderson. In questi mesi si è prima ritagliato il ruolo di spacca-partite, poi ha cercato di conquistarsi la fiducia di Inzaghi e tappare il buco lasciato vuoto da Luis Alberto, alle prese con un periodo complicato. Con il Siviglia aveva siglato 15 gol e realizzato 10 assist in 73 presenze, alla Lazio continua a crescere. Nelle quattro partite europee in cui è stato schierato da Inzaghi, ha segnato due volte, confezionando anche un assist. Curriculum aggiornato prima del prossimo incontro. 

IMMOBILE - Dal flop alla consacrazione: capita tutto nel giro di qualche mese. In Spagna, Ciro Immobile aveva segnato solo due volte. Viene scaricato dal Siviglia, finisce fuori dai programmi del ds Monchi: il futuro dirigente romanista ancora non lo sapeva, ma il suo sarebbe stato un regalo apprezzatissimo dai tifosi della Lazio. Il club capitolino se lo accaparrava a una cifra ridicola, considerando la sua esplosione e il suo rendimento a Roma. I biancocelesti credono in lui, non hanno dubbi. Sono più veloci delle titubanze di altri club interessati - Napoli in primis. E hanno fatto bene: lo scorso anno, il laziale è entrato nella top ten dei migliori marcatori della storia del club, conquistando anche il titolo di capocannoniere a fine stagione, a pari merito con Icardi. Finora, con l'aquila sul petto ha segnato 78 gol. I numeri possono solo in parte evidenziare il peso di un attaccante che, quando non segna, compie un lavoro generosissimo sul campo, spendendosi senza remore per tutta la squadra. Saranno notti speciali. E voglia di rivincita.