Zarate-Lazio, slitta l'inizio delle ostilità: strategie delle parti e confronto col caso Pandev

Pubblicato il 3/5 alle ore 22.36
05.05.2013 15:38 di  Davide Capogrossi  Twitter:    vedi letture
Fonte: Davide Capogrossi - Lalaziosiamonoi.it
Zarate-Lazio, slitta l'inizio delle ostilità: strategie delle parti e confronto col caso Pandev
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© foto di Federico Gaetano

Zarate – Lazio, non chiamatela una guerra-lampo. Il contenzioso legale tra il Pibe di Haedo e il club biancoceleste è solo all’inizio, per la serie: ci eravamo tanto amati e ora… volano piatti. Il riferimento è all’art.7 dell’accordo collettivo circa diritti e doveri dei calciatori per gli allenamenti. Zarate ha mosso il primo passo: chiede la rescissione del contratto e un risarcimento pari al 20% dello stipendio lordo annuo (oltre 500mila euro).

DECISIONE RIMANDATA  - Oggi era attesa la decisione del Collegio Arbitrale circa la data del primo dibattimento. Secondo indiscrezioni raccolte in esclusiva dalla redazione di Lalaziosiamonoi.it né il club né il giocatore hanno ricevuto alcun tipo di comunicazione. Flavia Tortorella è l’arbitro selezionato da Zarate, Ferruccio Auletta dalla Lazio, Massimo Zaccheo è il terzo arbitro: non hanno ancora formulato una decisione in merito. Il giocatore chiede un rito abbreviato, la Lazio il rito ordinario. Tutto dipenderà da quanto il Collegio vorrà scavare a fondo nella vicenda. Zarate ha chiesto di sentire un numero ingente di test, tra cui i giocatori che si allenano con lui da dicembre a margine del gruppo (nessuno di loro ha ancora ricevuto comunicazioni, ndr). Gli avvocati del giocatore hanno raccolto una documentazione articolata: filmati degli allenamenti, certificati medici che testimoniano la situazione di stress emersa dopo l’esclusione ed altro ancora. Un disagio che poi avrebbe reso necessario il viaggio delle Maldive in marzo. Uno stop autorizzato previo certificato medico, per uno sfogo cutaneo da stress, causato proprio dalla condizione di “fuori rosa”. Ma del viaggio tra le bianche spiagge la Lazio non sapeva nulla…

STRATEGIE A CONFRONTO - Anche la società capitolina porterà a testimoniare diversi personaggi, il contenzioso non terminerà prima dell’estate, difficilmente prima di 2-3 mesi. Si prevedono molteplici udienze. La strategia difensiva si dipanerà a partire da un semplice distinguo: l’allontanamento di natura disciplinare rispetto a quello di natura tecnica. Tutto parte dall’allontanamento dal gruppo, in fondo, l’art. 7 si basa su questo. La Lazio ci tiene a ribadire che il giocatore fu escluso a dicembre per motivi essenzialmente tecnici, perché Petkovic in quel momento riteneva che il ragazzo non fosse al passo con i compagni, per motivi sia di approccio mentale che tecnico. Le due auto-esclusioni dalla lista dei convocati, ma soprattutto il viaggio non autorizzato alle Maldive hanno decisamente complicato la situazione del giocatore. Ed è lì che è scattato lo switch tra il “tecnico” (fase compresa tra dicembre e febbraio) e il “disciplinare” (da marzo).

CONFRONTO COL CASO PANDEV - Una situazione che ricalca alcune vicende di altri tesserati, ultimo in ordine cronologico il caso Pandev. Una sagoma simile, ma una colorazione decisamente differente. O almeno la Lazio spera. Il Collegio Arbitrale dette ragione al macedone, il club fu condannato a versare una somma di 160mila euro e le spese processuali, oltre alla rescissione del contratto. Le stesse volontà di Maurito. In entrambi i casi la parolina magica invocata dai giocatori è “mobbing”. I punti di contatto finiscono qui. Pandev aveva richiesto la rescissione per profonde divergenze circa la sua situazione contrattuale, Lotito non aveva acconsentito ad una rescissione consensuale ed era sfociato il contenzioso. Nessuna vacanza galeotta né auto-esclusione a macchiare la situazione del macedone. Il suo ricorso al Collegio fu accolto il 23 dicembre del 2009, ma da quel giorno il contesto è cambiato. A quei tempi il Collegio Arbitrale era composto per 2/3 da membri selezionati dall’Aic. E la Lazio infatti, a margine del verdetto, contestò l’eccessivo “trasporto emotivo” degli arbitri nell’emissione del giudizio finale e la composizione appunto dello stesso. Oggi il nuovo ordinamento prevede un arbitro per parte, selezionato a discrezione. Esperti di diritto, terzi, non parti in causa: non sono espressioni né della Lega né dell’Aic, né  di alcun movimento sindacale. Poi c’è il terzo giudice che, in caso di mancato accordo tra le parti, interviene per dirimere la controversia. Un giudizio più oggettivo, che tranquillizza la società. A distanza di 3 anni e mezzo il caso Pandev brucia ancora, non si vuole bissare con l’argentino. Oltre 20 milioni di motivi per scongiurare il remake, il verdetto del supermobbing (come lo ha ribattezzato il suo manager Ruzzi). Volano piatti, e pensare che c’eravamo tanto amati…