Cisse verso l'addio, lui non lo esclude: "Non so se vado via... Forse!", il QPR attende...
Recluso in panchina nella domenica del rilancio biancoceleste, tormentato dai rumors di mercato che lo vogliono sul piede di partenza. Djibril Cisse, il Leone nero che nella Lazio ha trovato la conversione in un mansueto gattino, vive queste ore biancocelesti di fine mercato, già quasi da ex. Edy Reja ha deciso di non puntare più sulle qualità del francese e lo ha deciso ormai da diverso tempo. Qualcosa si è rotto fra il calciatore ex Panathinaikos e lo staff tecnico della Lazio. Un’incrinatura, una delusione che affonda radici lontane. Già a novembre il 20 di novembre, all’indomani della pessima figura di Napoli. Era la dodicesima giornata di campionato e in quella occasione il tecnico goriziano gli consegnò le chiavi dell’attacco, complice l’assenza di Klose per infortunio. La Lazio stava attraversando un periodo difficile dal punto di vista della condizione fisica. Gli infortuni stavano mettendo in crisi un sistema di gioco che fino a quel momento aveva fruttato un bel gruzzoletto di punti (Klose e compagni contavano all’attivo sei vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta, ndr). Una compagine la Lazio, che dopo un avvio stentato, per due mesi era riuscita a scalare posizioni e a modellarsi come squadra. Lui, Djib invece no. Anzichè inserirsi nel gruppo Cisse iniziò una parabola discendente che tra prestazioni no e astinenza da gol lo hanno condotto presto sull’orlo dell’anonimato. Da novembre ad oggi Reja si è convinto. Cisse non fa al caso della Lazio e la bocciatura l’ha sancita escludendolo dal gruppo dei titolari. Nuova leadership e nuove gerarchie, quelle che hanno riconsegnato a capitan Rocchi lo scettro dell’attacco al fianco di Super Miro, scavalcando decisamente il francese nelle scelte dell’allenatore. Ecco perché da qualche giorno Djibril ha deciso. Una chiamata a Piola, il suo agente francese, una frase di troppo rilasciata all’Equipe in zona mista a Milano, dopo Milan – Lazio (partita che lo ha rivisto al gol dopo quattro mesi di astinenza, ndr) e il dato è tratto. Djib e la Lazio sono agli addii. Nessuno lo dice apertamente, ma arrivano ‘le mezze conferme’. Tare lo ha spiegato a sky oggi: “Cissè vuole giocare in nazionale e qui in Italia ha trovato difficoltà”: tradotto sta per andarsene. La moglie via Twitter, è un vizio di famiglia, lancia frasi sibilline: "Vediamo cosa ci riserva la giornata di domani...". Lei, Jude, vive a Liverpool e spera in un riavvicinamento del marito. Lui il re del Twitter scalpita per chiudere al più presto la parentesi più oscura della sua carriera, quella che lo ha visto uscire di scena da perdente. Non parla, ma ammicca. Non urla, ma Twitta, ed oggi uscendo dalla zona mista di Verona ha incrociato il nostro sguardo in silenzio, ma con lo sguardo di chi avrebbe voglia di gridare… non si è fermato, ma ha rallentato, specialmente quando una nostra domanda chiara e diretta gli è piombata addosso: “Vai via Djib??” Gli chiediamo mentre sale le scale che conducono al pullman. “Non lo so se vado… Forse!”, risponde. È scuro in volto e non accenna sorrisi. Cisse l’osannato, Cisse la bestia incatenata. Non è un addio ma quasi. Chievo – Lazio potrebbe esser l’ultimo passaggio in biancoceleste. Nel giro di due giorni il suo futuro potrebbe puntare altrove: in Inghilterra, sponda QPR. Peccato per tutto quello che poteva essere ma non è stato… Forse oggi è l’addio.
