Flachi: "La Lazio mi fa impazzire! Inzaghi? Ci ho giocato, mi piace la sua mentalità"

13.01.2018 08:00 di Alessandro Vittori Twitter:   articolo letto 6000 volte
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico De Luca
Flachi: "La Lazio mi fa impazzire! Inzaghi? Ci ho giocato, mi piace la sua mentalità"

Settimana di pausa per il campionato, che prima della sosta sembra aver dato indicazioni importanti. Napoli e Juventus candidate a giocarsi lo Scudetto con Lazio, Inter e Roma in lotta per due posti Champions. Di questo e di molto altro ha parlato Francesco Flachi ai microfoni di Radio Incontro Olympia: “Il Napoli esprime il gioco migliore ma non so se riuscirà ad arrivare. Mi sono rotto a vedere la Juventus vincere. L’Inter mi piaceva ma ha perso qualche cosa, non so se potrà recuperare qualcosa con il mercato: comunque non ha mai espresso un calcio piacevole. La Roma mi ha sorpreso tanto, nonostante tutto quello che è successo, l’addio di Totti e il nuovo allenatore. La Lazio mi fa impazzire, come gruppo, come giocatori, come intensità. Mi piace da esterno, in questo momento vedo Juventus e Napoli a contendersi lo Scudetto e la Lazio favorita per la Champions che si giocherà con Inter e Roma. Tra Lazio e Roma mi danno qualcosa in più i biancocelesti. Mi piacciono Anderson, Luis Alberto e Milinkovic che è devastante. Era da tanto che non vedevo un giocatore completo e forte come lui. Mi piace la mentalità che ha dato Inzaghi: su di lui non avrei mai puntato i soldi, ma è diventato un grande allenatore. I ragazzi vanno in campo e si divertono, sono uniti, sintomo della bravura di Simone”.

DISAVVENTURE - “Il livello è sceso in Italia ma non in Europa. Poi Messi e Ronaldo vincono sempre il pallone d’oro perché sono fenomeni, mentre una ventina d’anni fa ne vincevano uno a testa perché ce ne erano tanti di giocatori forti. Adesso stiamo soffrendo, l’Italia rispecchia l’Italia: spero ci sia un cambio importante perché non ci meritiamo tutto ciò. Una partita a Perugia feci tre gol in rovesciata. Sono stati otto anni fantastici a Genova, ma nella vita non si butta nulla, neanche i momenti brutti. Bisogna assumersi il peso delle proprie responsabilità come ho fatto, l’importante è non mancare di rispetto e non rubare. Imparando dai miei errori e non sentendo le voci in giro vado avanti. Ciò che conta sono i giudizi dei miei figli e dei miei genitori. Quando smetti di giocare ti rendi conto chi è veramente amico e chi no, ne ho visti tanti passare e pochi rimanere. Tutto fa parte della vita”.

OGGI -  “Ho una scuola calcio e alleno durante la settimana una squadra di terza categoria di nome Bagno a Ripoli. Però la domenica vado fuori dal campo a vedere la partita e non posso fare il corso d’allenatore per la squalifica che finisce tra quattro anni. Vorrei sapere se sono in grado di fare il tecnico o il dirigente. Il mio istinto era l’arma migliore e mi ha fatto fare le cose belle e quelle brutte. Su Internet a rivedere i miei video ci vado perché le emozioni che regala il calcio sono molto forti. Ogni tanto torno a Genova, mi serve quando sono giù. Il calcio ti dà tanto ma quando smetti è difficile, soprattutto perché non provi più le sensazioni della preparazione della partita. Se giocavo bene e facevo gol non dormivo la notte e mandavo mia moglie a comprare il giornale per leggere quello che veniva scritto”.

GRUPPO - “Io giocavo con Batistuta, Baiano, Rui Costa e ringrazio il cielo. Nella mia carriera ho avuto degli insegnamenti veri a livello sportivo e di allenamento: se sbagliavo mi prendevano per l’orecchio dicendo di non fare così. Poi piano piano quello che facevano loro lo facevo anche io. Ciò che conta nel calcio al di là delle qualità tecniche è il gruppo, solo con quello arrivano i grandi risultati. Un anno con queste caratteristiche siamo arrivati a un punto dalla Champions. Prima per esempio un 2-0 non veniva mai rimontato, oggi succede spesso. Ci sono poche persone di calcio rimaste nel calcio. Oggi purtroppo si ragiona solo sugli euro”.