“Memmo” Eufemi: “Io, 8 anni con la Lazio, vinsi la Coppa Italia del '58! E a un provino marcai Piola..."

Pubblicato il 7/06/2018 alle ore 00.30
07.06.2018 06:45 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
“Memmo” Eufemi: “Io, 8 anni con la Lazio, vinsi la Coppa Italia del '58! E a un provino marcai Piola..."

Ha aperto lo scrigno dei ricordi e ha raccontato le emozioni della Coppa Italia del 1958, il primo trofeo della storia della Lazio. Adelmo Eufemi, per tutti “Memmo”, ex difensore classe 1935, ha parlato ai microfoni di Radio Incontro Olympia: “E pensate che quando conquistammo quella Coppa non venne organizzata nemmeno una cena fuori... Del tipo: ‘avete vinto? Bravi, a posto così...’. In totale ho passato 8 anni in biancoceleste, dal ‘54 in poi. Ho ancora il contratto qui a casa: prendevo 40mila lire al mese. Un operaio, a quei tempi, prendeva sulle 30mila. Io a 19 anni mi ritrovai in prima squadra con il mio ingaggio e l’abbonamento per i mezzi pubblici. Tutti i giorni partivo da Anzio con il treno per andare agli allenamenti...”. Eufemi scelse la Lazio per rimanere vicino alla famiglia, poco prima aveva rifiutato Novara e Bologna: Feci tre provini, durante il primo mi fecero marcare Silvio Piola. Andai alla grande e mi presero. Ma all’epoca Novara sembrava lontana quanto l'America, quindi decisi di rifiutare. Poi arrivò l’opportunità qui a Roma...”. Bob Lovati e Carlo Parola nello stesso spogliatoio: “Il primo è stato la mia guida, mi incoraggiò durante l'esordio a Napoli. Bob era una persona splendida, è stato il mio migliore amico... un amico vero! Parola invece era il mio idolo da bambino, lo imitavo sulla spiaggia con le rovesciate. Quando lo vidi gli diedi del ‘lei’, lui mi rispose: Memmo ma che fai? Siamo compagni di squadra e dobbiamo lottare insieme per la Lazio. Ma io ero veramente emozionato...”. Di padre in figlio, ma anche da nonno a nipote: “Gli ho spiegato cosa significhi essere un Laziale, io l’ho imparato con gli anni e i tanti sacrifici fatti. Lui mi chiede sempre di andare allo stadio, purtroppo non è un posto facilmente raggiungibile per noi anziani”. Ma “Memmo” è un eterno giovane: la Storia non ha età.