Per la panchina si fa strada l'ipotesi di Matteo: l'idea stuzzica Lotito, ecco perché...

pubblicato alle ore 03.35
15.05.2012 07:45 di  Marco Valerio Bava   vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
Per la panchina si fa strada l'ipotesi di Matteo: l'idea stuzzica Lotito, ecco perché...
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Non proporrà un calcio spumeggiante, ma i risultati parlano per lui e la Londra di fede Blues è ai suoi piedi. Roberto Di Matteo è il personaggio più in voga dalle parti di Chelsea e non solo. Ha preso in mano una squadra allo sbando, è subentrato a quello che sembrava essere l'erede designato di Mourinho e ha portato Drogba e compagni dove nessuno avrebbe mai immaginato. Sabato si giocherà la Champions a Monaco contro i padroni di casa del Bayern dopo aver tramutato i ruggiti del Barcellona in innocui miagolii. L'antipasto, molto gustoso, è stato la conquista della settima Fa Cup della storia del Chelsea, storia di due settimane fa. Di Matteo non si è inventato nulla: ha preso in mano una squadra sfiduciata, ha rimesso dentro i senatori esiliati come Terry, Lampard e Drogba e ha ridato verve e voglia di vincere ad un gruppo che di esperienza e classe ne ha da vendere. Non si è inventato nulla, vero, ma spesso la soluzione è nella semplicità. I risultati parlano per lui, ma il calcio è spietato e non sempre questi bastano per guadgnarsi la riconferma. Di Matteo è un precario di lusso, sa che il suo destino -anche in caso di trionfo a Monaco- è praticamente segnato. Abramovich, patron capriccioso, dopo aver provato a convincere Guardiola a trasferirsi a Londra, ora sembra orientato ad affidare il Chelsea versione 2012/2013 a Fabio Capello.

TRE ANNI DI LAZIO- La notizia sembra sia arrivata anche nelle segrete stanze di Formello e allora ecco che Roberto Di Matteo entra di diritto nella lista dei papabili successori di Edy Reja. Lotito è affascinato dall'idea di accaparrarsi l'ex centrocampista biancoceleste. Con la maglia della Lazio, Di Matteo ha collezionato 87 presenze in campionato condite anche da sette gol. Acquistato da Cragnotti nell'estate 1993, il regista di Sciaffussa convince subito Zoff che lo inserisce nel blocco dei titolari. Nella stagione successiva Zeman, arrivato alla Lazio al posto di Zoff (diventato presidente), lo conferma e proprio con l'allenatore boemo Di Matteo dà il meglio di se. Regista nel 4-3-3 di Zeman, Roberto si esalta e diventa uno dei migliori centrocampisti d'Italia. La stagione successiva è comunque di alto livello nonstante qualche screzio con Zeman che lo porta, in estate, a cedere alle lusinghe del Chelsea. Cragnotti accetta i circa 6 miliardi offerti dai Blues e nel giro di pochi mesi, a Londra, Di Matteo diventa un vero e proprio idolo.  Dopo quattro anni da leader, però, all'alba della stagione 2000-2001 la gamba sinistra fa crac: frattura di tibia e perone. Da lì inizia un calvario medico fatto di operazioni chirurgiche in serie che, purtroppo, non portarono nessun beneficio e dopo un anno e mezzo di sofferenza Di Matteo decide di abbandonare il calcio giocato. Per qualche anno si allontana dal suo mondo, prima di rientrare da allenatore sulla panchina del Milton Keynes Donk (squadra di League One) che guida fino ai play-off. L'anno dopo è in Championship (serie B inglese), alla guida del West Bromwich Albion: calcio piacevole e soprattutto promozione in Premier. La prima stagione nel massimo campionato inglese, però, dopo una partenza sprint non si conclude bene e Di Matteo viene esonerato dopo 31 giornate. La sua nuova esperienza al Chelsea è storia recente e il destino ha ripagato Roberto di quell'infortunio maledetto portandolo a Monaco a giocarsi la partita più bella.

ROMA-LONDRA E RITORNO? - Di Matteo, però, resta un precario di lusso, nonostante l'affetto dei tifosi del Chelsea. Come dichiarato al "Processo di Biscardi" e anche nell'edizione odierna del Messaggero, la sua candidatura piace a Lotito, stuzzicato dall'idea di affidare la panchina ad un allenatore di respiro internazionale e soprattutto capace di andarsi a giocare la finale di Champions. Come detto, l'ex laziale, ha dimostrato di saperci fare e inoltre l'esperienza sulla panchina del Chelsea gli ha dato quello spessore che forse altri candidati non hanno. Il presidente biancoceleste non vuole fare salti nel buio, vuole ponderare la sua scelta, domani incontrerà Reja ma il futuro del goriziano non si deciderà nelle prossime 24 ore, questo è quello che filtra. Con Zola non ci sono contatti da tempo ma la sua candidatura è tutt'altro che decaduta. Di Matteo, dal canto suo, è concetrato sulla partitissima, ma la Lazio è nel suo cuore e un ritorno a Roma è ipotesi che lo affascina. Lotito sfoglia la margherita, riflette e la decisione è tutto tranne che presa: Reja, la vecchia fiamma Zola e la new entry Di Matteo, questi i papabili al momento (anche se non sono da escludere sorprese). Roberto era andato via da Roma per diventare un idolo a Londra: dopo sedici anni la strada potrebbe essere percorsa al contrario.