Reja: "Lazio, devi correre e non cercare alibi!"
Reja ha chiesto alla Lazio ieri alla ripresa degli allenamenti, di crederci di più, di continuare a correre ed alzare i ritmi della partita. Il tecnico espulso dall’arbitro Brighi, a Marassi aveva preferito rimanere in silenzio. Nessuna squalifica per lui, se l’è cavata con un’ammonizione con diffida e potrà sedersi in panchina domenica nella gara contro il Bari. Spera di vedere una Lazio più aggressiva, meno timorosa e più convinta dei propri mezzi. Spera di vedere una squadra in grado di esprimere personalità e non chiusa in difesa paurosa come accaduto contro la Samp dopo aver sbloccato il risultato.
Reja ha spiegato cosa non è andato a Genova, tutti concetti che sta chiedendo ai suoi giocatori “Pensavo si potesse giocare per un’ora, o almeno per tutto il primo tempo agli stessi ritmi con cui era iniziata la partita. Prima del gol di Floccari, avevamo creato altre due occasioni nitide con Stendardo e Rocchi. Ma poi la squadra si è fermata, ha rinculato in difesa, ha arretrato troppo ed ha perso aggressività. Ci può essere qualche difficoltà fisica, ma credo sia molto più determinante l’aspetto psicologico. C’è la paura, c’è mancanza di convinzione. Se abbiamo attaccato la Samp in inferiorità negli ultimi dieci minuti, significa che c’è ancora la birra. Perché non è stato fatto prima? Bisogna insistere, crederci e correre di più. Ricordo la Lazio dell’anno scorso giocare su ritmi alti”
Deve allenare trenta giocatori e non è facile. Sta cercando in tutti i modi di trovare la quadratura tattica più giusta ed adeguata per la Lazio. Ha difeso le proprie scelte e rifarebbe la stessa formazione messa in campo con la Samp. La partita l'aveva preparata per cercare di tornare ad attaccare e sorprendere i blucerchiati ed ha visto miglioramenti.
Il tecnico ha cercato di spegnere anche ogni alibi per la direzione dell’arbitro Brighi che ha sollevato qualche dubbio favorendo in più di un'occasione, nel dubbio la Samp. Ma il tecnico ha spento ogni tensione “Ci sono stati tre falli invertiti. Uno ha pure portato all’ammonizione di Radu che è entrato in diffida. Ma non ci sono scusanti. Io non voglio che la squadra si aggrappi a nessun alibi legato agli arbitri. Dobbiamo solo insistere e continuare a correre. Sono convinto che ne usciremo”
Archiviata la sconfitta, il tecnico punta tutto sul trittico di partite che attende la Lazio: Bari, Cagliari, Siena. «Tre gare decisive per la salvezza, è il momento di far vedere il nostro effettivo valore, di dare quelle risposte che la gente si aspetta. Dobbiamo buttare via le paure e ritrovare uno spirito garibaldino e carico d’iniziativa per affrontare le partite nella maniera giusta. Ecco, mi piacerebbe vedere quel carattere e quell’orgoglio degli ultimi dieci minuti di Genova quando, senza niente da perdere, i ragazzi hanno chiuso in crescendo sfiorando il pareggio. Dobbiamo sfruttare i prossimi tre turni perché, in seguito, il calendario sarà molto difficile».
Reja sta lavorando sia a livello fisico che psicologico. «Contro il Bari abbiamo l’obbligo di vincere e servirà una mentalità diversa, che sia non solo di attesa ma più propositiva. L’avversario è forte e pericoloso e può creare problemi soprattutto in contropiede. La Lazio, oltre a una buona condizione atletica, deve riacquistare la fiducia nei propri mezzi e un miglior rendimento di alcuni elementi. Basta con i piagnistei, i nervosismi, le recriminazioni, dobbiamo accettare eventuali errori, lavorare e fare risultati. Ci serve anche l’aiuto dei tifosi: per le critiche ci sarà tempo in avanti, adesso è importante garantire il sostegno alla squadra che deve salvarsi».
