Stadio Roma, Grancio: “Tor di Valle uno scempio, non sarà nemmeno della Roma” Poi un retroscena...

17.04.2019 16:07 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: Francesco Mattogno - Lalaziosiamonoi.it
Stadio Roma, Grancio: “Tor di Valle uno scempio, non sarà nemmeno della Roma” Poi un retroscena...

Cristina Grancio, consigliera comunale ex 5 stelle e promotrice della delibera per l'annullamento del pubblico interesse sullo Stadio della Roma, ha parlato ai microfoni di Radio Cusano Campus riguardo il progetto di Tor di Valle: “Ai romanisti dico di non farsi prendere in giro, lo stadio non sarà della Roma ma di una Società di cartolarizzazione con sede negli USA, questa è una delle illegittimità. La legge sugli stadi non è stata fatta perché la proprietaria dello stadio debba essere una Società di cartolarizzazione, la proprietaria deve essere la Roma che invece diventa l’affittuaria. Lo stadio è stato strumentalizzato. È necessario dare uno stop definitivo a questo scempio a Tor di Valle, dando così la possibilità all’Amministrazione capitolina di scegliere un’altra area, anche propria".

SULLA DELIBERA PER L'ANNULLAMENTO DEL PUBBLICO INTERESSE: L’annullamento è previsto per delle illegittimità presenti nel testo degli atti che sono definiti ‘autorizzatori’, è l'Avvocatura che ha rilevato delle anomalie sulla legittimità di questi atti. È inevitabile che la Roma impugni il provvedimento, lo dice lo stessa Avvocatura. Occorre che nel provvedimento ci siano situazioni dichiarate di illegittimità e non fantasie, affinché quel provvedimento possa resistere a un’impugnazione della società. È così, non ci siamo inventati nulla, quindi mi sento di portare avanti la delibera".

UN RETROSCENA SULL'APPROVAZIONE DEL PROGETTO: “Prima di accordarsi con la Roma nel febbraio del 2017 facemmo una riunione di maggioranza, e la sindaca Raggi ci chiese: “Se l’Avvocatura capitolina supporta la possibilità di andare in annullamento e di chiudere la fase dello stadio della Roma a Tor di Valle, siete tutti d’accordo per procedere?”. Ci fu un sì unanime. Partì la richiesta all’Avvocatura ma la risposta non arrivò, o probabilmente arrivò prima alla Sindaca. Nel frattempo si fece l’accordo con la Roma, lasciandoci a tutti a bocca aperta. Fu una scelta calata dall’alto. Avevamo detto tutti sì all’annullamento se l’Avvocatura ci avesse dato delle illegittimità da perseguire per annullare e invece si raggiunse l'accordo. Credo che il parere sia stato secretato perché non si potesse far uscire. Altrimenti come si poteva giustificare il cambio di rotta sullo stadio?”.

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