Lazio, De Martino: "Da qui in avanti tolleranza zero verso chi danneggia l'immagine della società"

Pubblicato il 17/01/2019 alle ore 17.20
18.01.2019 07:25 di Annalisa Cesaretti Twitter:   articolo letto 14081 volte
© foto di Federico Gaetano
Lazio, De Martino: "Da qui in avanti tolleranza zero verso chi danneggia l'immagine della società"

Lazio Style Radio, l'emittente ufficiale della società biancoceleste, compie otto anni. Sugli 89.3 è intervenuto Stefano De Martino, il responsabile della comunicazione della Lazio, che ha approfittato della speciale occasione per stilare un bilancio del lavoro svolto in questo arco di tempo. Ecco le sue parole: "Oggi festeggiamo un altro anno importante passato insieme. Riavvolgendo il nastro è stata quasi un'esperienza da pazzi. Il progetto che presentai al presidente Lotito era qualcosa di inedito, nessuna società di calcio aveva mai pensato di creare un'emittente radiofonica. Voglio ringraziarlo, perché ha saputo credere nella mia idea".

I PRESUNTI CORI RAZZISTI - "Come immaginavo, non ci sono stati sviluppi. La società ha risposto subito alla fine della gara con l'intervento del portavoce biancoceleste Arturo Diaconale. La testimonianza dello stesso direttore Mimun, che ha subito detto di non aver sentito nulla, è una prova importante. Senza dubbio questa vicenda  ha danneggiato l'immagine della Lazio in tutto il mondo. Mi ha fatto molto arrabbiare. Credo che questa volta, riportando quella notizia in quel modo, si sia andati veramente oltre. Più che un'anomalia, lo definirei come un caso di malcostume. Il danno che ha provocato non si può cancellare, va contro tutto ciò che la società fa per promuovere determinati valori. Non c'è stata la percezione di questi cori, la notizia è stata riportata quasi in modo puerile, senza la dovuta attenzione. La mia idea è anche che la Lazio si sarebbe dovuta costituire come parte lesa. Il danno, in questo caso, è stato più grande che in altre occasioni proprio perché in quei giorni il tema del razzismo era particolarmente caldo. Il danno c'è stato a livello di immagine e non solo: la Lazio è quotata in borsa, partecipa alle competizioni europee e questo tipo di notizie attirano anche l'attenzione della Uefa. Questo modo di fare giornalismo va a danneggiare coloro che svolgono un lavoro egregio quotidianamente e nel mondo Lazio ce ne sono tante di testate degne di rispetto. Mi sento di chiedere scusa ai tifosi biancocelesti per il danno che questa notizia ha arrecato al nostro club. Mi sono arrivate tante email di persone che mi chiedevano se ci fosse qualche prova di questi cori. E invece non c'è nulla. Ma tutto questo interesse è comprensibile, perché quello del razzismo è un argomento molto sensibile, che abbraccia la vita di tutti. Anche per questo motivo la notizia - lanciata dall'agenzia - è stata subito riportata in primo piano da tante testate. Speriamo solo che - come ha detto Diaconale - si tratti veramente di una psicosi. Mi auguro che non ricapiti mai più, perché errori di valutazione di questo tipo non possono essere più accettati. Ci vuole tanta attenzione prima di cucire una notizia del genere addosso ai tifosi. Da qui in avanti tolleranza zero verso qualunque distorsione della realtà.". 

IL FUTURO - "La Lazio vuole crescere come squadra e come società. Qui si lavora per questo giorno dopo giorno. Il mercato? Sto leggendo i nomi più disparati e la cosa mi fa anche un po' ridere. Noi abbiamo le idee chiare e non c'è spazio per chissà quale valutazione. Siamo in tanti, quindi per mettere in condizione l'allenatore di lavorare al meglio è anche necessario sfoltire la rosa. Il lavoro che si sta facendo è questo e in maniera incessante. Sarà il campo il giudice di ogni cosa. L'obiettivo della società, lo ripeto, è quello di crescere".

PROGETTI - "Si è conclusa la prima fase, quella della creazione di un centro di produzione all'avanguardia. Ora ne inizierà una seconda, quella delle grandi manovre in termini di partnership, con collaborazioni di grande livello. Voglio ringraziare tutti i nostri ascoltatori, che ci seguono sempre e non smettono di dimostrarci il loro affetto. Noi lavoriamo per loro".