ESCLUSIVA - Pereirinha: "Ho visto una Lazio da Champions, ma attenzione a Pioli". E su Felipe...

 di Daniele Rocca Twitter:   articolo letto 8901 volte
Fonte: Daniele Rocca-Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico De Luca
ESCLUSIVA - Pereirinha: "Ho visto una Lazio da Champions, ma attenzione a Pioli". E su Felipe...

Se n'è andato come è arrivato. Sempre in punta di piedi Bruno Pereirinha. Mai una parola fuori posto, mai un eccesso. Anche sulla sua professionalità Petkovic ha costruito la meravigliosa epopea del 26 maggio. Professionista esemplare, nonostante il poco spazio e gli infortuni che ne hanno condizionato il rendimento. Arrivato nel gennaio del 2013, ha collezionato 27 presenze in due anni e mezzo di Lazio. Ma è tornato, Bruno: ieri ha assistito alla vittoria dei suoi compagni dalla tribuna dello Stadio Olimpico. Si è divertito - freddo a parte - e ha voluto commentare il bel periodo dei capitolini ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it, facendo anche un salto nel suo passato biancoceleste.

Come hai visto la Lazio contro la Fiorentina?

Ho visto una bella Lazio. Ha lottato, anche se non ha creato tante occasioni. Alla fine ha fatto una bella partita, l’importante era conquistare i tre punti.

Lotito e Tare?

Li ho incontrati in tribuna. Ci siamo salutati, abbiamo scambiato qualche battuta. Li ringrazio perché alla Lazio mi sono trovato molto bene, anche con il resto dei compagni.

Come ti trovi in Brasile?

Ho un contratto fino a luglio. Sto facendo una bella esperienza anche se il calcio è molto diverso. Quando sono arrivato ho fatto molta fatica. È un calcio particolare, diverso anche da quello italiano e portoghese.

Il ricordo più bello alla Lazio?

La Lazio è una grande squadra e ha una grande società. Ci sono tante cose che mi legano a Roma, ma la più bella rimane la Coppa Italia vinta contro la Roma, l’unico trofeo che ho vinto nella mia esperienza italiana.

Qualche rammarico per il poco spazio trovato?

L’ultimo anno alla Lazio è stato un po’ amaro per me, ho avuto poche possibilità di giocare. Quando sono sceso in campo ho fatto bene. A quel tempo c’era Pioli che aveva altre idee, ma nel calcio ci sta anche questo.

Che tipo di allenatore è Pioli e che campionato ti aspetti dalla Lazio?

Sta facendo un bel campionato, il secondo posto è vicino. Spero che ce la possa fare. Pioli non lo sto seguendo molto all’Inter, non ho visto molte partite. Alla Lazio si è dimostrato molto bravo, sia tatticamente che nel rapporto con i giocatori. Anche se non ho avuto tante chance ho imparato tanto.

E gli altri allenatori? Qual è quello con cui hai legato di più?

Con Petkovic sentivo tanta fiducia, anche da lui ho imparato tanto. Sono migliorato come calciatore sotto la loro guida…

Invece il calciatore con cui passavi più tempo?

Quelli con cui ho coltivato un’amicizia anche fuori dal campo sono stati Alvaro Gonzalez e poi, dopo il suo arrivo, anche Felipe Anderson. È un rapporto che dura nonostante la lontananza e se sono venuto allo stadio ieri è stato anche per rivederli.

A proposito di Felipe Anderson, come giudichi la sua crescita in questi anni?

Penso che magari anche il modo di giocare della Lazio quest’anno gli fa fare un po’ più di fatica. Io lo vedo molto forte in fase offensiva. In questo ruolo è costretto anche a difendere e ci metterà un po’ più di tempo per trovare la giusta carica per giocare in quel modo.

Avete parlato del suo futuro? Come si trova?

Lui sa che è un giocatore importante qui, è importante sapere che la società punta molto sulle sue doti. E il fatto di stare a Roma può incidere in modo determinante anche sulla sua crescita personale, non solo su quella della squadra.

Come valuti il lavoro di Simone Inzaghi? La sua squadra può puntare alla Champions?

Penso di sì, anzi lo spero. Per il momento sta facendo molto bene e se non ci saranno problemi in futuro, questa Lazio ha tutte le carte in regola per arrivare nei primi tre posti. È un allenatore che conosce bene la società, la gente si fida di lui. Ha tutto per fare bene.

Ci sono dei punti in comune tra questa Lazio e quella di Pioli che arrivò al terzo posto dopo la vittoria di Napoli?

Sono due squadre simili, anche se mi sembra che in attacco eravamo più incisivi. Però mi piace tanto anche questa Lazio e ha tutte le possibilità di arrivare al terzo posto.

Su Keita qual è il tuo pensiero? Tu che ragazzo conosci?

Un ragazzo arrivato dalla Primavera, era umile e lavorava tanto. Tutta la squadra gli voleva bene, non so se in questo anno e mezzo che non ci sono stato è cambiato qualcosa, ma io l’ho sempre visto come un calciatore che era lì per aiutare il gruppo e che si dava da fare.

Infine, una curiosità o un aneddoto che ricordi con particolare affetto nella tua esperienza alla Lazio?

Beh, riguarda sempre la finale vinta con la Roma. Eravamo a Ponte Milvio per festeggiare e un tifoso mi si è avvicinato chiedendomi la maglia. Gli ho risposto: “Ma se te la do, poi a me cosa rimane?”. Allora lui mi ha risposto subito: “Ti do la mia”. Mi sono messo a ridere e ce le siamo scambiate. Io a casa ho ancora la sua e sicuramente lui ha tenuto la mia.

Un messaggio per i tifosi della Lazio?

Li ricordo ancora con affetto, mi hanno sempre sostenuto. Non sono mai stati critici nei miei confronti, spero che continuino a sostenere i calciatori che ci sono adesso e la società. Perché alla fine vogliamo tutti la stessa cosa: la Lazio più in alto possibile.