UN DERBY AL GIORNO - Lazio-Roma del '00, Ballotta: "Emozione unica, fu decisivo per lo scudetto. Che punizione di Veron!"

Pubblicato ieri alle 17.45
 di Claudio Cianci  articolo letto 4055 volte
Fonte: Claudio Cianci-Lalaziosiamonoi.it
UN DERBY AL GIORNO - Lazio-Roma del '00, Ballotta: "Emozione unica, fu decisivo per lo scudetto. Che punizione di Veron!"

Ha vissuto la Lazio per sei stagioni, godendosi i successi europei e nazionali. Ha sempre dato tutto quando era chiamato in causa. Come in occasione del derby del 25 marzo del 2000, quando Marchegiani dovette abbandonare il campo per infortunio ed entrò lui. Marco Ballotta ricorda quella sfida, che la Lazio portò a casa grazie alle reti di Nedved e Veron. Per ricordare quella stracittadina e per parlare della prossima in programma il 4 dicembre, la redazione de Lalaziosiamonoi.it ha contattato in esclusiva proprio Ballotta.

Il 25 marzo 2000 la Lazio vinse un derby importantissimo grazie a Nedved e Veron... Cosa ricorda di quella partita?

"Ricordo che è stata una partita importantissima, non solo perché vincemmo il derby, anche per la lotta scudetto. Sapevamo che sarebbero serviti i tre punti anche in questa sfida per puntare al titolo. Vincere il derby, comunque, è un'enorme soddisfazione. Vincerlo è importante per tutti. Vedere la sfera calciata da Veron che entrava è stato bellissimo. Lui e Mihajlovic da lontano sapevano battere benissimo le punizioni. Si prese questa responsabilità ed andò a buon fine. Vedendo la traiettoria posso dire che il portiere avrebbe dovuto fare un miracolo, cosa che non avvenne fortunatamente per noi".

Purtroppo quest'anno c'è sempre la questione legata ai pochi spettatori presenti al derby...

"Manca tutto senza tifo. Il derby è il tifo, si tratta di una sfida per la gente e per la città. I giocatori devono andare in campo, ma lo sentono maggiormente i tifosi. Senza di loro manca tutto".

Un giudizio su Inzaghi?

"Bisognava dargli il tempo materiale, aveva fatto bene con il settore giovanile. Ma i giovani sono una cosa, la prima squadra un'altra. Non è facile, l'anno scorso ha sfruttato la sua mezze possibilità. Quest'anno era stata fatto un'altra scelta, ma non è arrivato Bielsa. Inzaghi è stato richiamato in causa ed ha ripagato la fiducia di tutti, la sua squadra sta andando bene. Forse è l'uomo giusto per questo momento della Lazio, mi auguro faccia bene ancora e che si possa togliere delle soddisfazioni".

La Lazio non vince il derby dal 26/05/2013, crede che questo che verrà possa invertire la tendenza?  

"Deve essere sempre la volta buona: il derby è un terno a lotto. Non c'è mai una squadra avvantaggiata, sarà una sfida equilibrata a livello di rose in campo. Ma non vince sempre il migliore, dipende da come nasce la partita. A seconda di come si sviluppa la gara ti fai condizionare. Il derby non è per tutti, ci vogliono giocatori di un certo carisma. La Lazio è un po' più giovane, ma ha giocatori che sanno cosa vuol dire giocare il derby. Dall'altra parte, non va dimenticato, c'è una squadra importante".

Quali sono gli uomini chiave di questa sfida nella Lazio?

"Penso che Felipe Anderson e Keita potranno fare la differenza, ma Biglia è quello che dà quel qualcosa in più a livello di uomo-squadra. Principalmente sono questi tre i giocatori che possono fare tanto in questa gara. Bisogna considerare anche Immobile".

Si aspettava che Strakosha facesse così bene?

"Si possono avere delle indicazioni, ma i giovani finché non li vedi giocare certe partite e con continuità fai fatica a giudicare. Poi è indubbio che se giochi nella Lazio non sei l'ultimo arrivato, quando è stato chiamato in causa ha fatto bene. Ci si può puntare per il futuro: capacità tecniche non gli mancano".

Dubbio di modulo 4-3-3 o 3-5-2, quale dovrà usare Inzaghi contro la Roma?

"Un'identità propria la si deve avere, poi Inzaghi saprà come far giocare la squadra, soprattutto quando avrà le sue sensazioni un paio di giorni prima della partita. Io penso che il modulo ce l'abbia meno in testa, forse ancora ha ancora qualche dubbio. Avere quasi tutti a disposizione è una cosa buona, hai ampi margini di scelta e puoi giocarti le tue carte al completo".

Oggi i tifosi hanno sostenuto la squadra nell'amichevole contro il Capranica a porte aperte. Domenica accompagnerà la Lazio all'Olimpico. Quanto è importante questa vicinanza?

"Molto importante ed anche reciproca: la squadra va bene e la tifoseria gli sta dando fiducia. Spero che possa essere la volta buona per una riappacificazione e per ottenere ottimi risultati. La Lazio si merita serenità dopo queste annate altalenanti, serve qualcosa di concreto".

Uno degli uomini di punta della Roma è Dzeko, cosa ne pensa di questo suo stato di grazia?

"Il problema per la Lazio, appunto,  è il suo stato di grazia, quando sei sulle ali dell'entusiasmo ti riescono cose che non pensavi di poter fare. Lo scorso anno Dzeko ha trovato difficoltà, non gli riusciva niente. Era considerato un ex giocatore ed è stato criticato da tutte le parti. Quest'anno la società gli ha dato fiducia e la sta ripagando, ogni volta che tocca il pallone fa gol. Vede la porta ed è tranquillo, bisognerà fare molta attenzione". 

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