ESCLUSIVA – Offerto lo svincolato Bojinov: Lotito lo stima, ma la proiezione è complicata
“Attaccante svincolato: I want you”. Il volto severo dello Zio Sam, icona a stelle e strisce, e quel dito puntato sulla lista degli epurati, dei bomber in cassa integrazione. Petric, Baros, Iaquinta, Marica, varie ed eventuali, compreso il nostro Rocchi. Caccia al nome, come fu lo scorso febbraio per Saha. Stavolta c’è un ‘però’, ribadito senza mezzi termini dal ds Tare, scritto e riscritto a lettere cubitali: “Non penso che arriverà un'altra punta da qui a gennaio, intervenire sul mercato degli svincolati non è la nostra priorità”. Niente pretattica, il discorso non fa una grinza. In caso di necessità, si interverrà a gennaio. Intanto il fax di Formello continua a ‘sputare’ proposte per l’attacco. Il telefono di Tare squilla, nonostante il veto. Quelli di Lotito anche, ma non è una novità. Ma se per caso qualcuno desse un’occhiata a quei fax?
IDEA BOJINOV – I vari agenti continuano a proporre giocatori per l’attacco, anche a bocce ferme. Tentar con un fax, non nuoce alla salute...e al portafogli. Tra i tanti profili, uno però è stato lasciato in stand by. Secondo indiscrezioni raccolte in esclusiva dalla redazione di Lalaziosiamonoi.it, Valeri Bojinov è stato offerto proprio in queste ore alla dirigenza biancoceleste. L’attaccante bulgaro classe ’86 è comunitario e si è liberato lo scorso venerdì da un contratto che lo legava allo Sporting Lisbona sino al 2016. E’ un giocatore in parabola discendente, esploso giovanissimo a Lecce (fu il più giovane calciatore straniero a esordire in Serie A, ndr), ha cercato fortuna tra Fiorentina, Juventus, Manchester City, Parma e, appunto, Sporting Lisbona. Un talento sempre sul punto di esplodere, ma la fiamma non ha mai completato il suo percorso lungo la miccia. Nell’ultimo anno calcistico ha accettato di rimettersi in gioco in cadetteria, senza grossi risultati. Prospettive tutt’altro che entusiasmanti. Il giocatore è stato proposto, è un discorso in stato embrionale difficile da portare avanti. Il presidente Lotito è un suo grande stimatore (nel 2007 provò a portarlo a Roma, ndr), non è escluso che ci sia stato o ci sarà un confronto all’interno dei quadri dirigenziali/tecnici sul da farsi. Tare è stato categorico: Zio Sam abbassa quel dito, la Lazio sta bene così, almeno sino a gennaio. E’ lui il plenipotenziario del mercato, difficile contraddirlo.
PARCO ATTACCANTI – Yilmaz rappresentava il salto di qualità, Quagliarella un valido piano B che B non era (a detta di Tare). Tutto il resto è noia, urlerebbe il Califfo. Miroslav Klose segna 35 anni suonati sul passaporto, nella stagione del Mondiale brasiliano e dell’inseguimento al bomber Ronaldo. Una remuntada è stata già completata, quella al mostro sacro Gerd Muller, sul tetto dei cannonieri tedeschi. Quest’anno in Serie A gioca un certo Mario Gomez- stimolo non di poco conto - rivale cavalleresco sia in Nazionale che ai tempi del Bayern. Se aggiungiamo il dato incontestabile dell’estrema professionalità del Cav. Miro, siamo a cavallo. E poi il declino fisico si presenta (scongiuri please) verso febbraio. Qualche giorno prima il mercato è attivo e Tare non ha mai nascosto un possibile intervento in attacco. Per la serie: dimmi che combinerete da qui a Capodanno, e vi dirò che accadrà all’Ata Hotel. C’è Sergio Floccari, trattenuto non senza fatica dai soliti romantici corteggiatori e con un contratto in scadenza a giugno da prolungare. C’è Brayan Perea, che necessita di un periodo di ambientamento e di una massiccia preparazione atletica (si è allenato solo in patria). Elemento di prospetto, ma solo a medio-lungo termine potrà esser valutato correttamente. Per la serie: dimmi come ti comporti da qui a Capodanno, e vedrò se mandarti in prestito. La favoletta di Alfaro non ci convince, il cecchino biondo ha mercato tra le dune di Dubai e dovrebbe salutare a breve. Ederson e Felipe Anderson sono due ottimi jolly, utilizzabili in attacco nell’eventualità di un cambio modulo a partita in corso. Stesso discorso per il giovane Keita, che pietra grezza non è, bensì un diamante da lavorare con pazienza e cura maniacale dei dettagli. Il quadro tattico sembra chiaro: 4-1-4-1, con eventuali variazioni sul tema tendenti ad un 4-2-3-1. Quindi? Quindi una sola punta di riferimento. Ecco perché Bojinov alla Lazio, nonostante la stima di Lotito, è una proiezione difficile.
