RIVIVI IL LIVE - Bielsa a Perugia: "Meglio rischiare che accontentarsi. La Serie A? Sapete com'è andata..."

Pubblicato alle 21:55
 di Saverio Cucina  articolo letto 22776 volte
Fonte: Dal nostro inviato a Perugia, Saverio Cucina - Lalaziosiamonoi.it
RIVIVI IL LIVE - Bielsa a Perugia: "Meglio rischiare che accontentarsi. La Serie A? Sapete com'è andata..."

AGGIORNAMENTO ORE 00:10 - Dopo aver dribblato le altre domande sull'attualità (una riguardava il Napoli), Bielsa termina il suo discorso concentrandosi sulla filosofia del calcio italiano e su quello che andrebbe cambiato: “Ci sono due cose che mi hanno colpito del calcio italiano. La prima che condivido con tutto il mondo calcistico, ovvero che c’è una storia di estrema solidità dietro il calcio italiano. Credo che però in questo momento il calcio italiano stia cambiando il proprio profilo. E può essere gestito in due modi, entrambi legittimi. Il regolamento può essere una fonte di risorse per elaborare strategie, ovviamente trovando un limite che bisogna stare attenti a non superare. E l’altra funzione, che è quella originale, far sì che il potenziale di bellezza, che il gioco, fluisca più facilmente. Noi non ci domandiamo come funzionano vittoria e bellezza. Sempre più spesso la bellezza viene vista come un ostacolo per ottenere la vittoria. Questo è un paradosso. Avete visto l’estremo semplicismo dei mezzi di comunicazione che per rendere un’idea di massa la riducono. E la riducono al prezzo dell’ignoranza di noi che ne usufruiamo. Quindi che cosa è meglio: vincere o giocare bene? Questo è un assurdo. Perché in realtà bisognerebbe giocare bene per vincere, non vincere o giocare bene. Quando i giornalisti parlano di calcio, noi specialisti sappiamo che i giornali non ne sanno nulla. Quando i giornali parlano di matematica, i matematici sanno che i giornali non ne sanno niente. Noi sappiamo solo una cosa. Tutto il resto serve a ingannare”.

AGGIORNAMENTO ORE 23:50 - Bielsa pone il veto sulle domande di stretta attualità, ma riusciamo comunque a estorcergli qualche battuta sul mancato approdo alla Lazio. Alla domanda 'Il suo modo di vedere la Serie A è cambiato dopo i fatti della scorsa estate', il tecnico argentino risponde con un'altra domanda: "Perché, che cosa è successo questa estate? Se siete stati attenti, sapete tutti cosa è successo". Poche parole, propedeutiche alla lettera pubblicata lo scorso agosto: "Mi sono già espresso in merito e, se ci dovessero essere aggiornamenti, farò un'altra conferenza stampa". El Loco si è trincerato dietro il silenzio e, pur di non sviare il discorso, fa appello all'educazione: "Se rispondessi farei un torto a tutti i giornalisti che mi hanno chiesto un'intervista e che oggi non sono venuti".

AGGIORNAMENTO ORE 23:20 - Ora tocca alle domande dei giornalisti presenti in sala. La prima riguarda la formazione dei campioni in Argentina: "Prima i poveri avevano la speranza di essere calciatori. Oggi si è ridotta questa possibilità. Basta andare a vedere a che ora si alzano i bambini nei barrios. C'è una cosa, oggi. L'idolatria. Parlare male di un idolo è imperdonabile. Il povero ha bisogno di poter fantasticare e pensare che un giorno potrà essere come quell'idolo. Il calcio compete con molte altre cose. Compete con televisione, pc, giochi. Per diventare calciatore devi allenarti e giocare 8 o 9 ore al giorno. Per questo i calciatori sono pagati così tanto. Ho una soluzione. L'unica strada per far sì che il calcio non muoia: sviluppare seri programmi di formazione calcistica".

AGGIORNAMENTO ORE 23:10 - Secondo Bielsa si dovrebbe giocare sempre per la vittoria: "Se due squadre giocano senza correre rischi, non c'è la partita. Se invece le due squadre giocano correndo rischi, allora c'è partita. Io mi dico sempre: Preferisco giocare rischiando di non fare neanche un punto, ma con l'obiettivo di prenderne sempre tre. Dato però che la società dice che chi perde è un idiota, questo discorso non torna. Se meritate di vincere e non ci riuscite, sappiate che non è pericoloso aver ricercato un obiettivo non raggiunto. Diventa pericoloso ottenere un successo non meritato".

AGGIORNAMENTO ORE 23:00 - El Loco ha spiegato anche l'importanza e le caratteristiche che deve avere un leader per essere riconosciuto tale: "Se uno non è flessibile tutto questo processo di acquisizione di conoscenze si interrompe perché il vento ci spezza. Il vero leader non rimane bloccato in nessuna fase 'bontà' o 'giustizia' ma diventa un leader umano. Che è la versione migliore del leader. Ho capito cosa fosse il leader quando ho iniziato a lavorare. C'era un giocatore molto carismatico. Gerardo Martino. Questa persona l'ho conosciuta come giocatore. Quando entrava in un luogo dove ci sono molte persone, tipo lo spogliatoio, si avvertiva un rumore diverso nello spazio. Il leader parla poco e lo fa sempre a voce bassa, viene celebrato e riconosciuto come tale".

AGGIORNAMENTO ORE 22:45 - Prosegue la lezione di vita del maestro Bielsa: "La norma in un gruppo è indispensabile perché è al servizio del miglioramento della convivenza. Vi racconto un aneddoto. Una volta ero a Los Angeles con un amico alle 9 del mattino. Eravamo in un incrocio della strada, stava guidando, avevamo la visuale su tutte le strade, ma lui si era comunque fermato allo stop. Allora lo spirito latino che governa il mio comportamento mi spinse a chiedergli: "Perché ti sei fermato?" Mi rispose che io dovevo sentirmi al sicuro. Pensate allora all'importanza della convivenza. Immaginatevi il potente di turno che contatta un giocatore. Sarà forte con i deboli. Comunque sempre ingiusto. Come possiamo pretendere responsabilità in un giocatore? Il messaggio che riceve è " ti voglio bene solo se vinci!" Lui dentro di sé risponde "ho bisogno che mi ami per vincere e non che mi ami dopo che vinco. Il tuo affetto mi rafforza e mi permette di avere successo. E anche il tifoso cade nella trappola". Prende il fiato dopo un monologo interminabile: "Abbiamo quasi finito grazie a Dio (risata generale, ndr). Sono sicuro che non è quello che vi aspettavate ma ormai è tardi...".

AGGIORNAMENTO ORE 22:16 – Eccolo, Marcelo Bielsa prende la parola. Dopo i ringraziamenti iniziali di rito, il tecnico argentino ha dichiarato: È importante difendere l'elemento più debole della squadra per poter rendere al meglio. Perché il più debole è importante? Perché se una squadra sente di dover difendere principalmente il più debole, allora la costruzione di questo sentimento pone un gruppo di essere umani al suo più alto livello agonistico collettivo. Creare attenzione sul più debole si trasforma in una strategia. E questo processo educativo è complesso perché la società di oggi ci dice che il più debole è un problema. È giusto che il più forte venga pagato di più. Ma il più forte non deve avere più privilegi ma più responsabilità. E questo non avviene sempre. Tutto ciò provoca un grande individualismo. La gerarchia è un elemento che se non gestito bene crea danno. L'unico elemento è la bontà. Questa sembra una fiaba della buona notte per i bambini. Ma credo che il perdono sia più efficace del castigo. La gioia dà molti più risultati della colpa".

PERUGIA - "Se c'è un modo originale di pensare, praticare e raccontare il calcio, è quello in cui lo pensa, lo pratica e lo racconta Marcelo Bielsa". Questo lo slogan che anticipa l'ultima serata del festival 'Encuentro 2017', l'evento culturale che che si svolge a Perugia dal 2014 e che ha l’obiettivo di valorizzare e celebrare la letteratura spagnola e latinoamericana, che in Italia conta su un seguito di lettori nutrito e appassionato. L'ospite d'eccezione di questa sera è proprio lui, El Loco Bielsa, che per l'occasione terrà una conferenza sul calcio e su "cosa il calcio significa per le società che siamo chiamati ad abitare".