SPORT & ORTOPEDIA - Professor Lovati e Lalaziosiamonoi.it: alla scoperta della "Bandelletta ileotibiale"

01.04.2013 11:39 di  Marco Valerio Bava  Twitter:    vedi letture
Fonte: lalaziosiamonoi.it/Stefano Lovati/MarcoValerio Bava
SPORT & ORTOPEDIA - Professor Lovati e Lalaziosiamonoi.it: alla scoperta della "Bandelletta ileotibiale"

Lunedì dell'Angelo. Pasquetta. Giornata da passare in famiglia o tra amici, giornata di gite fuoriporta e pranzi sostanziosi. Giornata buona anche per un nuovo appuntamento con la rubrica "Sport&Ortopedia", curata dal Prof. Stefano Lovati, Responsabile ortopedico della S.S. Lazio calcio e Responsabile Sport Clinique Paideia, e da Lalaziosiamonoi.it. In questa nuova puntata andremo a conoscere la cosiddetta "sindrome della bandelletta ileotibiale". Patologia da sovraccarico che può colpire soprattutto chi pratica calcio, podismo o pallavolo. I sintomi si localizzano soprattutto nella parte esterna del ginocchio e i rimedi sono diversi e non è escluso il ricorso alla chirurgia.

SINDROME DELLA BANDELLETTA ILEOTIBIALE

La sindrome della bandelletta ileo-tibiale, è un disturbo che si manifesta prevalentemente nei maschi che praticano sport, con un dolore laterale al ginocchio, a cui talvolta non si presta attenzione perché poco intenso. La bandelletta ileotibiale è una fascia tendinea tesa sulla faccia laterale del femore e che nasce dalla fusione di due muscoli: il grande gluteo e il tensore della fascia lata. Questa fascia si inserisce  in basso sulla faccia esterna della tuberosità tibiale È una sindrome che colpisce in particolar modo i podisti, ma non è infrequente anche in coloro che praticano altri tipi di sport come, per esempio, i calciatori, i cestisti e i pallavolisti. La sindrome della bandelletta ileo-tibiale può essere considerata sostanzialmente, una sindrome da sovraccarico le cui cause possono essere molteplici. Tra gli infortuni di origine tendinea che colpiscono il ginocchio  non è comunque tra le più note, la leadership spetta infatti all'infiammazione del tendine rotuleo, e dalla infiammazione dei tendini flessori (zampa d'oca generalmente o bicipite femorale). Durante il cammino e di più ancora nella corsa, l'azione del grande gluteo e del tensore è praticamente continua. In particolare nell'appoggio monopodalico (su un piede solo), il tensore della fascia lata è assoluto protagonista della stabilità del bacino, poiché evita che il bacino "cada" dalla parte del piede sollevato da terra.

Cause: Si tratta sostanzialmente di una infiammazione tendinea generata da un sovraccarico e da alcuni fattori predisponenti, come la corsa prolungata, la corsa o gli allenamenti su terreni accidentali, alterazioni della morfologia meccanica degli arti inferiori e del bacino, alterazioni anatomiche del piede, cinetica della corsa non efficace, ipotono dei muscoli degli arti inferiori, calzature sportive non adeguate. Tale infiammazione può generare una frizione eccessiva tra questo tendine e l'osso sottostante, peggiorando ulteriormente il quadro clinico.

Sintomi: Dolore continuo ma non molto acuto sulla parte esterna del ginocchio. Molte volte l'atleta pensa che non si tratti di cosa grave e quindi è spesso portato erroneamente a continuare gli allenamenti. La sintomatologia insorge in maniera molto subdola: all'inizio si manifesta in maniera sorda dopo pochi minuti, poi sembra attenuarsi ma alla fine di solito aumenta di nuovo fino a condizionare la dinamica della corsa al termine della seduta. Normalmente il dolore è nella zona laterale del ginocchio e si accentua con la digitopressione a ginocchio flesso sul condilo laterale del femore. Col susseguirsi degli allenamenti, però, il dolore si aggrava, rendendo a un certo punto impossibile la corsa.

Diagnosi: Per diagnosticare con sicurezza la sindrome della bandelletta ileo-tibiale occorre una visita specialistica perché un dolore nella stessa sede potrebbe essere causato da un danno al menisco laterale, da una sindrome femoro-rotulea, da una tendinite del popliteo, o da una sofferenza del legamento collaterale esterno. Solo uno specialista, con una visita accurata, riesce a formulare la giusta diagnosi. Ci si può avvalere di esami strumentali quali l'ecografia e un RM fondamentalmente per escludere altre patologie associate.

Terapia: E' di fondamentale importanza capire la causa dell'infiammazione. Di certo non bisogna commettere l'errore di continuare a fare sport sul dolore. Le terapie variano dalla correzione della postura,  all'utilizzo di plantari su misura, al potenziamento della muscolatura addominale e degli arti inferiori. Benefici si possono avere attraverso l'allungamento manuale della fascia con esercizi di stretching e di manipolazioni osteopatiche. Anche macchinari quali tecar, laser, e ipertermia possono migliorare la sintomatologia dolorosa. In casi particolarmente resistenti, è possibile effettuare un ciclo di terapia infiltrativa con cortisonici. Solo quando fallisce il trattamento conservativo, è previsto l'approccio chirurgico con un detensionamento della fascia ileotibiale.

 

Per ulteriori approfondimenti su problemi di natura ortopedica il Professor Stefano Lovati, vi invita a contattarlo direttamente alla sua email, o visitare il suo sito internet. Cliccate sui rispettivi banner per il link desiderato.

 

                                    

 

                  

 

        

 

 

 

Dottor Stefano Lovati
Specialista in ortopedia e traumatologia
Responsabile ortopedico  S.S. Lazio calcio
Responsabile Sport Clinique Paideia