Marcolin: "Lazio, contro la Juve non puoi essere rinunciataria. Cambio modulo? Inzaghi farà delle modifiche..."

21.08.2018 19:55 di Saverio Cucina Twitter:   articolo letto 7126 volte
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
Marcolin: "Lazio, contro la Juve non puoi essere rinunciataria. Cambio modulo? Inzaghi farà delle modifiche..."

Torna a sudare la Lazio in vista del secondo big match di inizio campionato contro la Juventus. Inzaghi dovrà porre rimedio alle lacune viste contro il Napoli, partendo soprattutto dalla fase difensiva. Ad analizzare il momento dei biancocelesti, soprattutto dal punto di vista tattico, è stato l'ex centrocampista biancoceleste Dario Marcolin, intervenuto ai microfoni di Radio Incontro Olympia. L'attuale commentatore di Dazn ha poi riavvolto il nastro agli anni vissuti nella Capitale: "Se Inzaghi contro il Napoli ha deciso di non mettere subito in campo i nuovi acquisti è perché ha scelto di affidarsi alla vecchia guardia. Durmisi non conosce Callejon, è ovvio che il mister biancoceleste abbia deciso di puntare su Caceres, ma questa non va interpretata come una bocciatura. Magari contro una squadra meno forte avremmo visto Durmisi. Una partita può essere forse un indizio, cinque o sei partite magari diventano una prova. Ricordiamoci che il Napoli ha fatto 91 punti lo scorso anno e contro la Lazio erano gli stessi giocatori eccetto il portiere". 

L'ERRORE IN MARCATURA SU CALLEJON - "Il difetto di molti difensori è quello di guardare la palla e non l'uomo che si inserisce. Spesso si marca a zona, ma più ti avvicini alla porta e più devi marcare l'uomo. A zona devi metterti quando non hai i centimetri. Ma se hai difensori come quelli della Lazio, a quel punto la soluzione migliore è mettersi a uomo. Devi guardare le caratteristiche dei giocatori per marcare a zona".

COME AFFRONTARE LA JUVENTUS? - "Se sei troppo rinunciatario prima o poi il gol te lo fanno. Allo Stadium vinci facendo la partita che la Lazio ha fatto lo scorso anno, ma non deve sbagliare nulla. E poi la tradizione contro la Juve a Torino è positiva, ricordo la vittoria in Supercoppa con Conceiçao. Ora ovviamente le due squadre sono differenti, questa Juve è stratosferica ma deve ancora dimostrarlo. Inzaghi dovrà impostare una squadra su misura della Juventus ed essere veloce nelle ripartenze. Contro il Chievo ho visto una squadra molto lineare che ha vinto la partita anche grazie ai cambi. Con tutto il materiale a disposizione non credo che Allegri possa incartarsi. La sua forza è la gestione dei campioni, sa motivarli al punto giusto e quando entrano danno sempre il massimo".

CAMBIO MODULO? - "Credo che in cuor suo Simone voglia rimanere con la difesa a tre. Magari con Leiva e Badelj in mediana può aprire degli scenari diversi a centrocampo facendo un 3-4-2-1, con Milinkovic e Luis Alberto dietro a Immobile. Ma sarà un esperimento che eventualmente farà quando la squadra sarà più ricettiva e non prima di affrontare Napoli o Juventus. Ora devi essere più pratico possibile. Milinkovic centravanti? Più no che sì. Lui è bravo quando guarda la porta, se fai il centravanti devi imparare a giocare spalle alla porta. E' un'altra cosa, cambia completamente la prospettiva. Non facciamoci ingannare dalla stazza fisica del giocatore".

AMARCORD ATTACCANTI, DA SALAS A CASIRAGHI - "Salas aveva una capacità di esecuzione e velocità incredibile. Poi quell'esultanza... si tatuò anche l'immagine del suo inchino sul polpaccio. Casiraghi? Al di là del colpo di testa, si muoveva in campo molto bene. Zeman ha cambiato molti giocatori, il suo contributo è stato molto importante. Bokisc amava più la profondità, Gigi era più di manovra. Per Zeman il centravanti doveva venire incontro e gli esterni dovevano andare alle spalle dell'attaccante per il taglio. Con questi movimenti venivano fuori i migliori gol della Lazio di Zeman. Quando non giocava Signori era Boksic a mettersi a sinistra con Casiraghi centrale".

LA MAGLIA TROPPO STRETTA DI BOKSIC... -  "Non era facile tenere fuori Boksic, con Zeman giocava di più, con Eriksson meno. Poi ci fu la querelle della maglia... Ricordo che all'epoca la Lazio aveva nuove divise, diciamo un po' più attillate. A quel punto Alen andò da Manzini dicendogli di non voler giocare con quella maglia perché troppo stretta. Eriksson, che era lì vicino, lo invitò allora a sedersi e allo stesso tempo chiamò Ravanelli comunicandogli che avrebbe giocato al posto del croato. La vicenda si chiuse lì. I due poi si chiarirono. Diciamo che Eriksson era sempre abbastanza fermo nelle decisioni".