Vocalelli: "La Lazio è in testa con l'Inter, ora a cosa può ambire?"

13.10.2026 16:30 di  Paolo Verdi   vedi letture
Fonte: Alessandro Pedicelli - Lalaziosiamonoi.it
Vocalelli: "La Lazio è in testa con l'Inter, ora a cosa può ambire?"

RASSEGNA STAMPA - La Lazio sorprende, convince e guarda la classifica dall’alto, alimentando ambizioni e interrogativi sul proprio futuro. Ma fin dove può arrivare la squadra di Gattuso? Di seguito, l'editoriale della Gazzetta dello Sport, a firma di Alessandro Vocalelli, analizza il momento dei biancocelesti, tra risultati, obiettivi europei e la possibilità di diventare la vera sorpresa della stagione.

“Osservando la classifica, una domanda comincia legittimamente a farsi strada: ma la Lazio in testa con l’Inter, a cosa può ambire? Può davvero rappresentare l’elemento sorpresa e una variante molto scomoda per quelle squadre - dal Napoli alla Roma, dal Como al Milan, dalla Juve all’Atalanta - che sono ripartite dai blocchi con ambizioni dichiarate? L’interrogativo, per la verità, si è rivelato di stretta attualità anche all’interno del club: la società, per bocca del direttore sportivo Fabiani ha parlato apertamente di Europa come traguardo da tagliare; mentre Gattuso, un po’ risentito, ha invitato a non mettere troppa pressione alla squadra. E di conseguenza… all’allenatore”.


“Posizioni comprensibili, perché ognuno fa il proprio lavoro. Anche se darsi un obiettivo, fissare un traguardo, non è mai un esercizio sbagliato: in qualsiasi azienda c’è una previsione di budget, per poter definire gli obiettivi strategici. Un passo quasi obbligato nel caso specifico della Lazio, che si è impegnata pesantemente per giugno prossimo, acquistando ad esempio Frattesi, Pinamonti e Sutalo con la formula dei prestiti onerosi e riscatti obbligati o con target facilmente raggiungibili. Un rilancio forse dettato anche dal clima di sfiducia che si respirava nell’ambiente in estate e ha consigliato di provare uno scatto in classifica, per non restare (per la terza volta di fila) fuori dal giro internazionale, con la rinuncia ai tanti soldi che questo comporta. Logico dunque che Fabiani si sia anche pubblicamente esposto, richiamando tutti alla massima responsabilità e al massimo impegno”.


“Il messaggio, comunque, è stato pienamente recepito - nei fatti - da Gattuso e dai suoi calciatori, che incassata l’eliminazione in Coppa Italia col Mantova (con ulteriore contraccolpo tecnico ed economico) hanno preso meritatamente il volo in campionato. Cinque vittorie e un pareggio in sei partite rappresentano un bottino storico per la Lazio, che non era mai partita così bene. Frutto di un calcio divertente ed efficace e non solo del classico richiamo al sacrificio, alla generosità, alla sofferenza. La Lazio gioca bene, viaggia alla media di quasi due reti a partita che tra l’altro hanno un tratto comune: a parte la stoccata da fuori area di Tavares contro il Monza, tutte le altre sono arrivate al termine di azioni manovrate, con il finalizzatore pescato all’interno dell’area avversaria. Come dire che Gattuso ha dato linee di gioco molto efficaci, verticali, chiare, lasciando pochissimo all’improvvisazione. E se è vero che il calendario - Milan a parte - non è stato particolarmente impegnativo, non c’è alcun motivo per non godersi il felicissimo momento”.


“Torniamo dunque a chiederci: ma dove può arrivare la Lazio? Non avere nessun altro impegno oltre al campionato - che di per sé non è certo un motivo di vanto - rappresenta un vantaggio straordinario. Pensate solo che domenica i biancocelesti affronteranno la Juve reduce appena 72 ore prima dalla trasferta con il Celta Vigo. Inciderà tanto o poco? È comunque un fattore che si ripeterà per tutta la stagione. Come è un fattore l’assenza di gran parte del pubblico in casa, per l’ormai nota diatriba con la proprietà. Dunque, più che avventurarsi in una previsione personale, non resta che affidarsi all’obiettivo del club: credere di poter puntare davvero all’Europa, che vuol dire soffiare almeno un posto alle favorite diciamo così istituzionali. Facendosi anche trovare pronti per scalare altre posizioni nel caso, lì davanti, una o più tra le rivali dovessero "bucare". Perché il calcio è materia a volte imprevedibile”.