Flaminio, il PEF e la mobilità: i problemi che la Lazio dovrà risolvere
RASSEGNA STAMPA - Altezza e pensilina sono due temi fondamentali per arrivare a un progetto definitivo che possa ottenere parere favorevole nella Conferenza dei Servizi. Ma non sufficienti. Per la realizzazione dello Stadio Flaminio bisogna risolvere anche altre questioni, come riportato dall'edizione odierna del Messaggero.
VISIBILITA'D ELL'IMPIANTO ORIGINALE - Una di queste riguarda la struttura progettata da Nervi. La Soprintendenza, infatti, ha chiesto alla Lazio di trovare una soluzione affinché possa esser più visibile l'impianto originario.
PEF - La seconda questione riguarda il piano economico-finanziario. Nelle ultime due settimane sono andati in scena molti incontri al Campidoglio che hanno visto protagonista anche Claudio Lotito. Sul tavolo del confronto ci sarebbero gli oneri di urbanizzazione che corrispondo al quanitativo di denaro da corrispondere al Comune. La Lazio spinge affinché la cifra sia minima dal momento che sta rivalutando un impianto abbandonato e in disuso. Le norme, però, prevedono un canone da parte del concessionario per ottenere una concessione.
MOBILITA' - Un altro tema di rilevanza assoluta è quello della mobilità. Nel progetto originale la Lazio prevedeva: pochi parcheggi nei pressi del Flaminio. Per sopperire al problema è stava avanzata l'idea di: una ZTL in occasioni di grandi eventi e la creazione di una zona parcheggio a Tor di Quinto con navette adibite al trasporto dei tifosi allo stadio. Il tutto in attesa dell'apertura di una fermata della Metro C in prossimità dell'Auditorium prevista per il 2036. A quel punto, per arrivare al Flaminio ci sarebbe la fermataAuditorium per la C, quella Flaminio per la A, la Roma-Viterbo (che godrebbe anche della fermata Euclide non lontana dal catino dello stadio) e il tram 2.
