El Chueco Gentiletti: il gringo che cerca il riscatto in Europa

Pubblicato ieri alle 22:15
19.08.2014 07:30 di Carlo Roscito Twitter:   articolo letto 39774 volte
Fonte: Carlo Roscito - Lalaziosiamonoi.it
El Chueco Gentiletti: il gringo che cerca il riscatto in Europa

"Lazio a un passo da Santiago Gentiletti". Chi? La domanda sorge spontanea, i tifosi biancocelesti se lo chiedono da ieri sera. Se non tutti, poco ci manca. Affare virtualmente chiuso, le casse del San Lorenzo aspettano di accogliere 2,5 milioni di dollari (circa 2 milioni di euro). La cifra della clausola di rescissione. Gentiletti è pronto, l’occasione della vita può arrivare dopo il trionfo in Copa Libertadores, l’equivalente sudamericana della Champions League. Vinta da assoluto protagonista, con una rete decisiva nei quarti - contro i brasiliani del Cruzeiro - che ha aperto al Ciclòn la strada per le semifinali e per il successo storico del 14 agosto scorso. Presidente e allenatore ormai rassegnati alla cessione: per Gentiletti è pronto un contratto per i prossimi tre anni (con opzione per il quarto). Papa Francesco diventerebbe il suo primo tifoso nella Capitale.

“EL CHUECO” - Ma torniamo alla domanda iniziale: chi è Gentiletti? Santiago Juan Gentiletti nasce il 9 gennaio del 1985 a Santa Fe. La stessa città di Juan Pablo Carrizo, tanto per citare un nome noto da queste parti (sperando che i risultati siano migliori di quelli ottenuti a Roma dal portiere). Ma più che la località, non passa inosservata la data. Quando uno viene al mondo in quel giorno, forse la Lazio ce l’ha nel destino ed è solo questione di tempo. Santiago possiede il passaporto italiano, elemento fondamentale per la riuscita dell’operazione (la Lazio così può tesserare anche un altro extracomunitario). Da piccolo,viene soprannominato “El Chueco”, che letteralmente significa “persona con le punte dei piedi all’indentro”. Nomignolo che si porterà dietro per tutta la vita. E che farà sentire sulle caviglie degli avversari. Fin dai tempi del Gimnasia La Plata, dove resta dal 2003 al 2008: cinquanta partite con le stigmate del leader. Dopo due anni di esperienza in Cile (all’Osorno e all’O’Higgins), l’Argentinos Juniors decide di puntare su di lui. Per una stagione e mezza veste la maglia dei “Bichos Colorados” ("Insetti rossi"), con cui vince un campionato Clausura. Da titolare inamovibile, tant’è che il Brest (allora in Ligue 1) lo sceglie come rinforzo per la difesa nell’estate del 2011. Dopo soli 12 mesi il ritorno amaro in patria. Il San Lorenzo lo acquista insieme ad altri quindici calciatori per rivoluzionare una squadra da zona salvezza. Mai scelta fu più azzeccata.

GRINGO - Ghentiletti (questa la pronuncia esatta del cognome) ha una grande personalità, se ne accorgono subito al Ciclòn. Diventa l’idolo indiscusso del “Nuevo Gasometro”. Facile innamorarsi di un gringo del genere: è un difensore grintoso, dà il meglio in marcatura. Non è un fulmine, a campo aperto può andare in difficoltà. Per questo cerca spesso l’anticipo e il corpo a corpo con l’attaccante avversario. È un mancino naturale, può giocare in una difesa a quatto o come centrale di sinistra di una linea a tre. È stato impiegato anche come terzino, il suo ruolo ideale rimane quello di marcatore puro. In una recente intervista dichiarava: “Preferisco affrontare un vero numero 9, piuttosto che un attaccante rapido”. Era la vigilia di San Lorenzo-River Plate, di fronte aveva David Trezeguet. Mica uno qualsiasi. All’ipotesi d’addio, i tifosi del San Lorenzo si sono scatenati sul web: “Assurdo, questo è un regalo! Come si può perdere il difensore migliore a un prezzo del genere?”, il messaggio comune della protesta. E dire che il Livorno aveva fatto un pensierino alla maledetta clausola soltanto un paio di giorni fa. La rabbia resta, la delusione a Buenos Aires è tanta. Almeno lo perderanno per un club di A. 

IL CAMMINO DI SANTIAGO - È  pronto alla nuova sfida Gentiletti, deve vendicare la bocciatura europea. Per lui, quello alla Lazio, non sarebbe il primo salto nel calcio che conta. Ci aveva provato già nella stagione 2011-2012, era atterrato con il piede sbagliato. Il Brest lo aveva preso in prestito dall’Argentinos Juniors, aveva appena vinto il campionato di Clausura. In Ligue 1 soltanto 15 presenze e 2 gol totali tra campionato e coppa, una salvezza ottenuta con 3 punti di vantaggio sul diciottesimo posto in classifica. Non proprio un rendimento esaltante. Il prestito rimane senza riscatto, il centrale torna di diritto in Argentina. Una fortuna. Gentiletti va al San Lorenzo e si afferma come uno dei migliori difensori sudamericani. Vince un’Apertura e una Copa Libertadores: il massimo per un calciatore oltreoceano. Quando arriva un titolo, però, Santiago intraprende un nuovo viaggio. La storia si ripete. El Chueco chiede di più, ora pretende il riscatto. Vuole lasciare il segno anche in Europa. Oltre alle dita, deve tirare fuori le unghie.