Lazio, il Dr. Monachino: “Gudmundsson e non solo, come stanno gli infortunati”
Aggiornamento medico ai microfoni dei canali ufficiali della Lazio. È intervenuto infatti in radio il dottor Pietro Monachino per fare il punto sulla situazione degli infortunati. Di seguito le sue parole: “Mi fa piacere essere qua, mi fa piacere innanzitutto ringraziare la Lazio che ha dato fiducia a me e sono molto contento perché ho trovato un gruppo di lavoro veramente fantastico, sono ragazzi con cui mi confronto ogni giorno. Li chiamo ragazzi perché ovviamente sono più giovani di me, quindi per me sono ragazzi: tutti bravi, tutti preparati, tutti disponibili e stiamo piano piano secondo me costruendo un gruppo sempre più coeso e con cui mi trovo molto bene. Il primo ringraziamento va a loro perché è ovvio che lavorare con un gruppo in questa maniera significa avere la giornata più facile. E allo stesso tempo devo dire francamente anche il rapporto con lo staff tecnico è un rapporto molto diretto, molto piacevole nel fatto che ci confrontiamo ogni giorno su tutto”.
“Per quanto riguarda gli infortunati due situazioni non sono state direttamente provocate in campo con noi. Per quanto riguarda Gudmundsson sono in continuo contatto con lo staff in Islanda. Martedì ripeterà gli esami e verosimilmente se gli esami ci daranno esito positivo cercheremo piano piano di rientregarlo in campo perché quello è l'obiettivo. Non subito col gruppo squadra, ma vogliamo però portarlo verso il campo perché abbiamo protetto in maniera molto molto attento la spalla per quello che serviva. Lui ha avuto purtroppo una lussazione che è stata vista bene in campo. Una lussazione che si è ridotta in maniera spontanea, è il primo episodio e questo è un altro elemento prognostico positivo. C'è stata una piccola frattura del trochite quindi abbiamo dovuto rispettare dei tempi che sono fondamentali però l'obiettivo è stato ed è quello di riportarlo in campo senza ricorrere alla chirurgia perché quello era il rischio maggiore con un trauma di questo tipo”.
“La spalla da quello che lui mi ha detto è stata fuori per pochi secondi ed è stato per fortuna il suo primo episodio, quindi diciamo che da un punto di vista prognostico tutto questo è un grosso vantaggio. L'evento, se l'avete visto l'immagine, è stato veramente forte come ambito cinetico e quando queste lussazioni non si riducono in maniera spontanea e la spalla rimane fuori per più tempo ma soprattutto non sono un primo episodio è ovvio che il rischio di dover arrivare alla chirurgia è più alto. Nel caso suo se il percorso continua così, potremo presto riportarlo in campo. Quindi martedì faremo il punto della situazione con il gruppo di lavoro, ovviamente con gli altri colleghi, e poi capiremo le logiche per le prossime settimane”
“Per quanto riguarda invece Cancellieri, lui ha avuto un infortunio particolare ma sta andando molto bene. Abbiamo fatto ieri il test esocinetico per vedere quella che è la situazione muscolare, per fortuna grazie al lavoro fatto in questi giorni muscolarmente abbastanza avanti non avendolo mai fermato, quindi prevediamo di riportarlo in gruppo verosimilmente settimana prossima. Ha avuto una brutta brutta ferita però sta procedendo tutto molto molto bene. Il non fargli perdere tono muscolare è quello che ci preoccupava di più perché per fortuna non erano state interessate strutture vitali anche se ci è andato molto vicino. Però la cosa positiva è che noi abbiamo potuto lavorare quasi ogni giorno con lui. Devo essere sincero, è stato un ragazzo che ci ha ascoltato molto e ci ha seguito in tutto quello che gli chiedevamo”.
“Da quel punto di vista si è messo a disposizione totale, ma le dico francamente che una delle cose che io ho notato e che a me fa molto piacere è che veramente tutti i ragazzi sono molto disponibili con me e col gruppo di lavoro su quello che noi gli chiediamo. Abbiamo instaurato fin da subito un rapporto molto aperto e molto lineare, ci confrontiamo sugli esami e parliamo ovviamente molto con gli atleti. Questo è un aspetto che secondo me sta dando un grosso risultato perché aumenta la fiducia e aumenta la capacità di confronto, perché credo che sia fondamentale aumentare il dialogo, questo aiuta tanto il medico. Quello che io faccio con i miei pazienti e per fortuna sto riuscendo a farlo qua è di instaurare intanto un rapporto di fiducia. Quando c'è fiducia c'è capacità di scambio, di connessione e si capiscono i tempi. Si ragiona insieme, si decide quando riprendere, se essere cauti o meno. E questo devo dire francamente agevola il lavoro”.
“Le dinamiche del calcio le conoscete molto bene, sono spesso legate ai tempi a pressioni che arrivano sotto tanti punti di vista. Io vi dirò una cosa paradossale: quando arrivo qua mi rilasso. Tante cose vanno ragionate con attenzione, però l'impatto in un ambiente di lavoro tranquillo e sereno dove tutti fanno il loro e dove ci confrontiamo tanto, dove parliamo di continuo, creauna grossa sinergia anche con lo staff tecnico. E credo che sia un valore aggiunto per il quale va dato a merito francamente ai ragazzi. Io sono arrivato e tutto questo l'ho già trovato, forse va dato merito anche a chi ha lavorato prima di me, perché quando uno entra in questi contesti deve anche considerare chi per tanti anni ha già fatto questo. Io avevo due anni di esperienza con la femminile, quindi già conoscevo in parte il mondo Lazio. Quest'anno è sicuramente un impatto molto più importante, stare all'interno di questo gruppo fin qui mi sta dando tanta tanta soddisfazione e il mio obiettivo è creare i presupposti per uno staff molto molto organizzato”.
“Rovella e Marusic nel complesso stanno andando entrambi bene, abbiamo adottato - e devo dire grazie al mister che non ci ha mai messo pressione e anche alla grossa consapevolezza da parte dei ragazzi - una linea molto molto cauta, perché questo tipo di infortunio lo richiedeva con entrambi. Credo che siamo verso la dirittura d'arrivo perché entrambi negli ultimi esami ci hanno dimostrato un quadro buono, anche se non siamo ancora nella logica di definirli pronti per il rientro, ma penso a breve di poterli riaggregare al gruppo”.
“La gran parte delle criticità nel mondo del calcio sono muscolo-tendinee, i loro infortuni avevano entrambi un'entità importante e noi abbiamo applicato una metodologia di lavoro che prevede una stadiazione in risonanza magnetica, prevede un protocollo di trattamento fisioterapico con determinati step, prevede un percorso di recupero funzionale anche quello con determinati step. Matchando tutte queste queste situazioni stiamo seguendo un percorso di determinati giorni. Ovvio che l'aspetto dall'esterno è sempre basato su: ‘Ma quanti giorni sono?’. Si arriva a toccare un tasto difficile, perché chi vive queste situazioni e chi le vive ogni giorno sa quanto siano a volte difficili le decisioni di ripresa. Però, proprio grazie al confronto quotidiano con lo staff tecnico, a un gruppo di lavoro molto disponibile e a ragazzi entrambi molto attenti a quello che noi diciamo, stiamo riuscendo a recuperare da due infortuni di un'entità estremamente importante”.
“I calciatori fanno questo di mestiere e vorrebbero essere in campo il prima possibile. Noi vogliamo che abbiano però la consapevolezza di quello che è il problema e ogni giorno glielo spieghiamo da un punto di vista d'immagine e da un punto di vista clinico per quelli che sono i valori e i dati che loro raccolgono lavorando in palestra o in campo e gli stiamo facendo capire che tutto questo andrà a vantaggio loro, soprattutto per evitare il rischio di ricadute. Perché se lei vede nel mondo del calcio oggi si tende molto a forzare i tempi di recupero e forzando i tempi di recupero spesso si va sulla recidiva e credetemi che la recidiva è veramente un fallimento per tutti: serve il doppio del tempo e nessuno è contento di vedere una recidiva in campo. Avere quella pazienza che magari può significare qualche qualche giorno in più d'attesa per tutti quelli che vorrebbero l'atleta in campo, può significare salvaguardare la salute dell'atleta. Sono scelte che vanno fatte con molta attenzione, che vanno moderate e vanno condivise, però fino adesso direi che siamo ormai oltre i tre mesi di lavoro molto intenso, lavoro in un contesto anche climatico difficile e stiamo lavorando secondo me da questo punto di vista bene. Per me ovviamente sono i primi mesi, quindi sto piano piano conoscendo queste dinamiche sempre meglio. Però francamente sono molto contento”.
