Lazio - Milan e il no a ‘Libertà’, il tifo organizzato: “Ecco come è andata”
Nel corso del secondo appuntamento con Lazio: nel buio, la luce sul canale YouTube di Brigata Lazio la tifoseria organizzata biancoceleste è tornata a parlare anche di quanto accaduto in occasione della gara tra Lazio e Milan, con il divieto tardivo di esporre la parola ‘Libertà’ in Tribuna Tevere. Questa la ricostruzione dettagliata dell'accaduto: “Abbiamo già detto che quando diamo il contenuto di una scenografia, non sveliamo mai il contenuto nel dettaglio: ci assumiamo la responsabilità di ciò che verrà fuori e spieghiamo a grandi linee in cosa consisterà la scenografia, ma non diciamo di che argomento si tratta, di che parola si tratta”.
“Per quanto riguarda la parola che doveva essere esposta a Lazio-Milan, avevamo detto che era semplicemente una frase dal valore assoluto per gli esseri umani e una parola di speranza per tutti noi. Questo non significava che fosse qualcosa di dannoso, offensivo. Quando se ne sono accorti, e mancava un'ora all'inizio della partita, con la faccia piena di vergogna ci hanno detto che dovevamo rimuovere la scenografia perché non volevano che fosse esposta in Tevere”.
“Non ci sono stati fatti nomi, ma non credo che la responsabilità sia di una sola persona. Penso che sia stato un consiglio, appoggiato poi da chi decide. Io ho detto loro: ‘Guardate, ragazzi, così è peggio, ve lo dico io. Non si può vietare una cosa del genere, è un valore assoluto degli esseri umani, non potete vietarlo. Quello che succederà dopo sarà cento volte peggio perché si sta arrecando un danno gravissimo a se stessi e alla società’. Abbiamo scongiurato un macello in Tevere, perché hanno minacciato di far entrare gli steward per rimuovere tutti i cartoncini”.
“Immaginiamo il padre di famiglia che ha speso 500 euro di abbonamento: non viene perché non vuole prestare il fianco a questa gestione, poi torna allo stadio perché vuole dimostrare il suo dissenso e il suo amore per la squadra allo stesso tempo. A quel punto arriva qualcuno con un fratino giallo e gli toglie il cartoncino con la parola ‘Libertà’. Penso che sarebbe successo un finimondo in tribuna. Quindi siamo intervenuti per tutelare anche i normali tifosi. Perché vietare quella parola in Tevere senza conoscerla e non il telone curva senza aver visto il disegno? Forse perché la Tevere si inquadra più facilmente della Curva?”.
