Viviano: "Milinkovic è impressionante, un fuoriclasse. Anche Strakosha una sorpresa: ha grande personalità"

19.06.2018 21:00 di Gabriele Candelori Twitter:   articolo letto 10881 volte
Fonte: Gabriele Candelori - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
Viviano: "Milinkovic è impressionante, un fuoriclasse. Anche Strakosha una sorpresa: ha grande personalità"

Un vero e proprio innamoramento calcistico. Emiliano Viviano non ha di certo usato mezzi termini per commentare la prestazione al Mondiale russo di Milinkovic contro la Costa Rica. Intervenuto sulle frequenze di Radio Incontro Olympia, il portiere della Sampdoria ha proseguito il suo elogio per il centrocampista laziale: “Al di là del valore assoluto del giocatore, mi meraviglia il suo strapotere fisico. Ho usato quell’espressione colorita perché fa quello che vuole, sembra che giochi con ragazzini di quindici anni delle volte. Gli avversari gli rimbalzano quasi addosso e la naturalezza dei suoi gesti tecnici è impressionante. Riuscire poi a essere così incisivo in fase offensiva, e io lo so dato che mi ha fatto gol andata e ritorno, è da fuoriclasse. Sono giocatori fuori categoria, spero per i tifosi biancocelesti rimanga alla Lazio, ma potrebbe giocare in qualsiasi squadra europea”. Poi sul paragone con Pogba: “Mi ha fatto gol anche lui. Ma tanto non fa notizia, mi segnano tutti (ride, ndr). Sono un po’ diversi, fisico a parte. Pogba fa giocate di fino e calcia più da lontano, Milinkovic s’inserisce tanto ed è fortissimo di testa. Qualcuno lo paragona anche a Zidane, però ci sta più quello con il centrocampista dello United. In assoluto ribadisco che è uno dei giocatori più forti della Serie A. Ora gli chiedo se mi manda una maglia visto che gli ho fatto pubblicità (ride, ndr). Quale? Quella della Lazio va bene. Tanto sono stato due anni in camera con Portanova e sui biancocelesti le ho sentite tutte. Daniele è una persona leale, uno vero”.

STRAKOSHA - “La Lazio ha un portiere molto forte, è una delle sorprese dell’ultimo campionato. Non lo conoscevo: ha preso il posto di Federico (Marchetti, ndr) che aveva fatto ottimi campionati. Bisogna avere personalità per tenere la porta e lui se l’è meritata ampiamente. La concorrenza? Dipende dal carattere. Se uno è ansioso ti fa bene non averla, altrimenti se tendi ad adagiarti puoi rendere al massimo se c’è qualcuno sotto. Se Strakosha ha fatto queste prestazioni in una piazza del genere però vuol dire che è forte”.

I RIGORI E IL RUOLO DEL PORTIERE - “Bisogna cercare di essere bravi, quella è una questione di tempistica del tuffo. Già indovinare il lato vuol dire tanto. Negli ultimi anni mi riesce bene, ma cerco di allenare altro. A me danno fastidio quelli col baricentro basso come Dybala, hanno una facilità di calcio incredibile”. Poi sul ruolo in generale: “C’è un’età in cui cambia il modo di stare in porta: con l’esperienza si tende a essere più razionali e meno istintivi. Parliamo di un ruolo particolare, alcuni hanno fatto una carriera al di sotto delle loro possibilità non potendo giocare in squadre forti. L’attaccante può giocarsela, noi invece dobbiamo essere al posto giusto al momento giusto. La tecnica è alla base, ma per arrivare in Serie A la testa fa la differenza. Ci sono tante componenti in termini di personalità e fiducia che viene trasmessa alla squadra. Bisogna vedere l’impatto con determinate pressioni ad esempio. È un ruolo difficile da giudicare per chi non ci ha giocato. Perché si dice che siamo matti? Tu ti butteresti fra le gambe di uno che tira a 120 all’ora coi tacchetti tra la testa? Devi avere per forza una certa personalità, si vive in un mondo a parte”.

GLI ERRORI DI KARIUS - Il problema reale è la tempistica. Di errori così ne fatto io, ne ha fatti Buffon che il più forte della storia del calcio, Neur, lo stesso Strakosha, Allison… In una finale di Champions tuttavia li ricordano tutti. Io ho preso Farias pieno a dieci metri, ma era un Cagliari-Sampdoria e si può recuperare. Spero possa dimenticarlo, in quel momento non sarei mai voluto essere nei suoi panni. I compagni di squadra alla fine hanno pensato a tutt’altro, non era per abbandonarlo. Ti passano per la testa tante cose”.

ALLISON E GLI ALTRI TOP - “Avendo diversi amici nella Roma da tempo mi dicevano fosse così forte. Lo scorso anno aveva fatto anche qualche errore, temevo per lui l’impatto con Italia e Roma. Invece è un portiere completo e ha fatto cose straordinarie. Neuer interpreta il ruolo in modo moderno. Mi piacciono anche Courtois e Oblak che però non è ai Mondiali. Il portiere per me deve sapere fare tutto. De Gea? In finale di Champions è un massacro. Se la Spagna passa i gironi tutti si sono già dimenticati di quell’errore”. Infine su Meret: “Bisogna dare tempo ai giovani e puntarci, altrimenti è difficile diventino pronti. Ognuno ha bisogno di crescere e di fiducia. Fossi una grande squadra lo prenderei, ma allo stesso tempo va anche protetto”.