FIGC | Malagò-Galliani, il "duello" entra nel vivo: la situazione per la presidenza
RASSEGNA STAMPA - Il quorum è arrivato: undici club su venti della Serie A hanno firmato la candidatura di Malagò alla presidenza della FIGC. Soglia minima raggiunta, partita aperta. Ma l'ex presidente del Coni non ha intenzione di accontentarsi: vuole allargare il fronte. La resa dei conti è fissata per il 14 dicembre alle 11.00. Per vincere di nuovo le lezioni servirà il 50% più uno dei voti. L'intera Serie A pesa appena il 18%, troppo poco per decidere, abbastanza per condizionare. Il resto si gioca nelle altre componenti, riporta Il Messaggero.
La prima crepa nel fronte Malagò l'hanno aperta AIC e AIAC, che dopo averlo sostenuto a giugno hanno virato su Galliani. L'ex Milan parte dunque con il 30% delle due componenti. Abete, col 34% della Lega Dilettanti, ha in mano la carta più pesante. Vorrebbe astenersi, ma ha una priorità: scongiurare il commissariamento, possibile se nessuno raggiungerà la maggioranza. Resta da capire, però, quanto sarà in grado di guidare il proprio esercito. Il comitato della Lombardia, ad esempio, sarebbe pronta a votare Galliani. Così l'ex dirigente rossonero potrebbe già sfiorare il 37%, mettendo nel conto anche qualche club di A.
Nel frattempo, le diplomazie lavorano a pieno regime: telefonate, incontri, retroscena. Dopo il vertice in videoconferenza di mercoledì, tutte le componenti torneranno a confrontarsi lunedì. La partita è ancora lunga e nessuno vuole scoprire troppo presto le proprie carte.
