ESCLUSIVA Radiosei - Brocchi: "Il dodicesimo uomo torni al fianco della Lazio. Matri? Deve sentirsi apprezzato"
“Sono strafelice per Matri, è un grande amico. Sono contento indossi una maglia a me molto cara". Ancora sorride, Cristian Brocchi, dopo la doppietta del suo 'fratellino' Alessandro Matri. Ai microfoni di Radiosei l'ex centrocampsta della Lazio esprime tutta la sua gioia per il debutto da sogno dell'attaccante lombardo: "Siamo così amici che quando ero alla Lazio parlavamo spesso, sa bene quale ambiente lo aspettava. Si è preparato con l'umiltà giusta, è un ragazzo che lavora tantissimo. Si è ambientato in tempi brevi, è il giusto premio a un ragazzo che ha tanta voglia di mettere in mostra le sue qualità”. Poi Brocchi ripercorre le esperienze passate del numero 17: “Matri ha avuto difficoltà solo al Milan, è stata una stagione difficile. Anche alla Fiorentina si è inserito in un'annata non positiva. Per il resto ha fatto sempre bene, alla Juventus aveva in squadra grandi giocatori ma si è ritagliato il suo spazio. Non ha sofferto nelle grandi squadre, si è fatto trovare sempre pronto. Alla Lazio sa di essere importante, ma per lui è fondamentale sentirsi apprezzato”. Serviva come il pane un attaccante come Matri, dopo il match di ieri questa convinzione si è rafforzata più che mai: “Sono mancati Djordjevic e Klose, la loro assenza si è sentita. Per giocatori come Felipe e Candreva, Matri è l'ideale. Il primo gol è da attaccante puro, è un movimento da bomber d'area”. Sul ritorno di Mauri: “Stefano è uno dei migliori per interpretazione tattica di alcune situazioni di gioco. Può giocare da mezzala, trequartista e falso nueve. Uno come lui non si trova ovunque, è un giocatore importantissimo anche per lo spogliatoio”. Un passo indietro, Brocchi dice la sua sul mercato: "La Lazio ha rispedito al mittente le offerte per i suoi gioielli, queste sono comunque ottime operazioni di mercato. Ci sono altri club che fanno della continua compravendita un diktat, la Lazio no. Serve equilibrio per capire che si può uscire da un preliminare, anche in malo modo, ma non per questo la squadra non è valida. Secondo me la Lazio non ha mai dato la sensazione di non essere squadra, semplicemente non è riuscita a fare quello che ha fatto spesso. A Verona ha affrontato una squadra col veleno, il Chievo non vedeva l'ora di affrontare i biancocelesti, reduci da una mazzata tremenda". Sull'ambiente che circonda i Pioli boys: "Se la Lazio riavrà il dodicesimo uomo al suo fianco, sarà una delle più temibili. Ripeto, la Lazio ha tenuto giocatori importanti, se riuscirà ad avere un ambiente compatto al suo fianco farà bene. Lavorare in un ambiente ostile non aiuta. Spero che la Lazio possa recitare un ruolo da protagonista in questo campionato, secondo me più equilibrato dello scorso anno. Si fa fatica a dire chi vincerà lo Scudetto, sarà una lotta aperta a molte squadre. Ci si gioca Scudetto, Champions ed Europa League in pochi punti”.
