Lazio, Pancaro: "Lotito, rinnova Gattuso! E per lo Scudetto..."
RASSEGNA STAMPA - Entrambi calabresi. Entrambi con un passato al Milan. Entrambi ora legati alla Lazio. Giuseppe Pancaro e Gennaro Gattuso hanno uno storico che li accomuna e che rafforza il loro rapporto. L'ex terzino ha vintolo Scudetto con i biancocelesti, oggi il suo ex compagno in rossonero ha portato la Lazio dove nessuno era riuscito. Intervenuto ai taccuini del Messaggero, proprio Pancaro ha parlato dell'arrivo di Gattuso in biancoceleste e del lavoro che stasvolgendo.
GATTUSO ALLA LAZIO - "Quando ho saputo che aveva accettato la proposta del club ci siamo incontrati e gli ho spiegato il clima che avrebbe trovato, che la situazione che ha vissuto in ambiente non era il massimo ma che uno come lui poteva giovarsi di tutte queste problematiche perché è stato un guerriero. Ebbene, Rino non ha avuto dubbi, in estate mi disse che era convinto di fare la scelta giusta e ora i fatti gli danno ragione".
GATTUSO - "E vi garantisco che è un personaggio unico, che ha fatto la sua forza. Anche da giocatore, quando si poneva un obiettivo si metteva a lavorare fino alla sua conquista. E così sta facendo oggi, stiano tutti molto attenti alla Lazio perché non è una meteora. Non ha paura di nessuno e gioca meglio di tutti in una serie A senza padroni".
GATTUSO NELLO SPOGLIATOIO - "Gattuso (nello spogliatoio, ndr) ti diceva le cose in faccia, se era necessario, come penso faccia oggi da allenatore. La sua forza di volontà è straordinaria. Era un leader e sapete perché? Voleva sempre salire di livello, all'inizio uno poteva dire che aveva solo grinta e invece lui si allenava per migliorare. Arrivava per primo e usciva per ultimo: si fermava per diventare numero uno". E lo conferma la sua reazione al fallimento di Zenica: "Rialzarsi sarebbe stato difficile per tutti ma non per uno come lui, abituato a lavorare ventiquattro ore al giorno".
GATTUSO DA ALLENATORE - "Ha avuto alti e bassi, ha dovuto spesso lavorare in condizioni difficili ma la sensazione è che lui e la Lazio si siano trovati al momento giusto. Guardate che Gattuso sta facendo un capolavoro e in Nazionale ha avuto davvero sfortuna. Buffon aveva fatto la scelta giusta. Sono stato pochi giorni fa a giocare con Gianluigi e di Rino mi ha detto cose meravigliose non solo dal punto di vista caratteriale. È diventato un allenatore vero, ho visto la Lazio giocare come poche volte in vita mia".
IL FUTURO DI GATTUSO - "Un anno di contratto? Fossi un dirigente biancoceleste lo convocherei in fretta e mi metterei al tavolo per trattare. Gattuso farà gola a tanti, a fine stagione, e legarlo al club è la prima cosa da fare. Se credo in questo binomio? Si è visto in queste prime dieci giornate quanto Rino riesca a dare alla squadra. Non pensate che sia solo una questione di feeling, la Lazio gioca e bene, si vede che è in grado di recitare anche copioni diversi. Nove partite non si vincono per caso".
PERCHE' LA LAZIO E' PRIMA - "La Lazio gioca meglio degli altri, che magari la sottovalutano e non credono alla sua forza. Gattuso ha saputo valorizzare giocatori che erano stati emarginati come Noslin, Belahyane, Tavares e Isaksen. E non solo. Gattuso ha avuto il coraggio di lanciare un giovane come Floriani e ha inciso in molte scelte, quelle di Frattesi e Sutalo in particolare. Se la rosa è corta? Non sono d’accordo perché la Lazio ha un solo impegno a settimana e oggi ci sono fuori giocatori come Cataldi, Marusic, Rovella e Gudmundsson".
STADIO VUOTO - "Gattuso lo sapeva e sa anche, come sostengo io, che i tifosi non torneranno perché la frattura con Lotito è insanabile".
SOGNO SCUDETTO - "Alla fine del girone di andata valuteremo dove si troverà la Lazio e giudicheremo. È un campionato senza padroni, l'Inter non è più come prima, la Roma ha tanti impegni, il Como sta nascendo adesso, Juve e Napoli arrancano, il Milan cerca un'identità. Attenzione, perché la Lazio è solida e gioca sempre con molto coraggio, non ha paura di nessuno, proprio come Rino".
