Frosinone - Lazio, Martusciello in conferenza: "Io uomo di Sarri, non sarei mai rimasto"

17.03.2024 07:30 di Jessica Reatini Twitter:    vedi letture
Frosinone - Lazio, Martusciello in conferenza: "Io uomo di Sarri, non sarei mai rimasto"
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La Lazio torna a vincere, con fatica, con orgoglio, nella settimana più difficile della stagione. I biancocelesti riescono a ribaltare lo svantaggio iniziale di Lirola grazie alla rete di Zaccagni e alla doppietta di Castellanos che annulla anche il gol di Cheddira che ha fissato il punteggio finale sul 3-2. Al termine della sfida il tecnico Giovanni Martusciello ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa.

REAZIONE - "Sono stati tre giorni molto travagliati, complicazioni su complicazioni, non è stato bello dopo tanto tempo passato in questo ambiente. Le risposte viste questa sera sono figlie anche di questo senso di appartenenza che si è sprigionato dopo quello che è accaduto in settimana. Mi auguro che il gruppo riesca a mantenere il cuore fatto vedere questa sera. La vittoria ha un significato importante per la squadra, per come è maturata, oltre che per i tifosi e la classifica".

TRADITORE - "Sul discorso del traditore bisogna fare attenzione a quello che si dice perché questa è una piazza particolare. Non c'è nessun tradimento, la squadra è composta da ragazzi per bene. Perdono e vincono le partite ma andare nella direzione additando qualcuno come traditore è brutto. Io sono nel calcio da tanti anni e avverto un senso così sconfortante nell'apostrofare i giocatori come traditori è stato brutto. Ho la certezza che non è così perché sono tre anni che li guardo negli occhi. Si dicono a volte cose che dovrebbero essere dette all'interno di una stanza. Tatticamente non abbiamo cambiato nulla, non c'è stata la necessità, questa squadra è figlia di Sarri io sono un suo collaboratore non avrei potuto modificare nulla. La squadra è andata in campo dopo tre giorni terribili e ha fatto la prestazione. Se fanno tesoro di quello che hanno tirato fuori negli ultimi dieci minuti di gara la Lazio arriverà lontano, a prescindere da chi l'allena".

SARRI - "Sarri essendo una persona molto intelligente ha realizzato che non riusciva più a incidere sul gruppo. Ha preferito fare un passo indietro per portarli a una reazione, non ci sono condizionamenti legati dalla volontà di Lotito o del gruppo, l'allenatore ha preso questa decisione per amore della Lazio. Il ds Fabiani c'è stato davvero male, una persona di 62 anni che piange, vuol dire che ha cercato in tutti i modi di cambiare la decisione. Ora andare a trovare la causa è inutile, tutto è venuto meno".

FUTURO - "In questa settimana tutto ho fatto tranne che andare dietro a tutto quello che si è detto. Da martedì non chiudo occhio, per me è stata una cosa molto forte. Io dovevo gestire da solo, insieme al direttore, una situazione molto borderline. La società mi ha chiesto di rimanere ma io ho solo una faccia e un'etica. La mia disponibilità era fino a quando la Lazio avrebbe preso il nuovo allenatore. Sapevo che era fino a oggi, o fino a domenica, l'ho sempre saputo. Rimanere? No, io sto con Sarri, sono dieci anni che sto con Maurizio non l'avrei mai fatto. Ho dovuto combattere anche contro qualcuno che ha spinto per creare ancora più confusione, già ce n'è abbastanza nella Lazio. Io con Tudor? Non ho mai chieso di rimanere con un altro allenatore".

TUDOR - "Bravissimo allenatore, ma io non lo conosco. Consigli? Ogni gruppo ha la sua soggettività, lo consiglierà la società. Io ho dato disponibilità a Lotito e a Fabiani perché me lo hanno chiesto. Martedì si è dimesso il mister ed era un momento difficile. Mi mancherà l'Olimpico, i magazzinieri, la stampa, mi mancheranno i giocatori, l'ambiente. Sono stato qui tre anni, mi mancherà tutto. Vivo a Roma, un salto a Formello lo farò".

Pubblicato il 16/03