Djordjevic: "Lazio grande squadra con ambizioni europee, faccio il tifo da qui. Klose? Uno stimolo per me"

04.04.2014 07:45 di  Francesco Bizzarri  Twitter:    vedi letture
Fonte: Francesco Bizzarri - Lalaziosiamonoi.it
Djordjevic: "Lazio grande squadra con ambizioni europee, faccio il tifo da qui. Klose? Uno stimolo per me"


Parla già da innamorato Filip Djordjevic. Non si nasconde. Dopo sei stagioni al Nantes il suo cuore è pronto a diventare bianco e celeste. Niente più quel colore giallo canarino addosso: tra poco ci sarà sulla sua pelle l’azzurro del cielo e soprattutto l’aquila. Intervistato dal Corriere dello Sport, il serbo si è raccontato in una lunga intervista parlando un po’ della sua vita, dei suoi sogni e della trattativa che a luglio lo porterà alla Lazio. Una preparazione iniziata già da ora, tre volte alla settimana: studia l’italiano con una professoressa per farsi trovare pronto anche dal punto di vista della lingua. Per lui ultimi mesi in Francia, poi sbarcherà a Roma: continua il suo percorso calcistico nato in Serbia: "Feci due reti con il Radnicki e mi prese la Stella Rossa: un sogno Dopo pochi mesi mi dovette cedere: il nostro calcio non ha soldi”. Parte così l’avventura di Filip: "Non facevo altro che giocare, sono stati i miei genitori i primi a intuire il mio talento. A scuola, con gli amici, di fronte a casa, giocavo ovunque, anche nel corridoio di casa. Ho rotto qualche vetro per la disperazione di mia mamma. La mia prima squadra è stata il Radnicki di Belgrado, avevo otto anni, ci sono rimasto sino a quando ne ho compiuti dodici. Mi è capitato di partecipare a un torneo con la Stella Rossa. Segnai due gol e dopo la partita i dirigenti vennero subito a cercarmi e chiesero di parlare con mio padre, volevano sapere se c’era un modo di prendermi. Qualche mese dopo ho cambiato squadra. Non si poteva dire no alla Stella Rossa. E’ il più grande club della Serbia. Mio padre, mio fratello, io, l’intera famiglia. Tutti a casa siamo tifosi della Stella Rossa. E’ stato un sogno.” Ama il suo lavoro e poco altro: "Hobby? Il mio tempo lo trascorro uscendo con Bum Bum. E’ il mio cane. Un bull dog inglese. Mi piace riposarmi. E vedere partite in tv. Spero di trovare casa vicino a Formello. Non vorrei fare tanti chilometri in macchina per raggiungere il centro sportivo”. Da Belgrado al Nantes: "Il problema fondamentale è questo. La situazione economica del calcio non è eccellente, tutti i migliori calciatori giocano all’estero perché sono pagati meglio, ecco perché sono rimasto solo sei mesi in prima squadra. E’ arrivata subito una proposta buona per me e per la Stella Rossa. Anche i dirigenti erano contenti, così sono stato ceduto al Nantes per 2,5 milioni di euro nel 2008”. E poi la Nazionale, arrivata con Sinisa Mihajlovic in un match contro la Croazia: "Se posso fare un paragone, si tratta di una specie di derby Roma-Lazio, la rivalità è fortissima, la Croazia è il nostro più grande avversario. Abbiamo perso all’andata 2-0 e poi è finita 1-1 al ritorno a Belgrado. Abbiamo trovato un gruppo con molta esperienza, noi non ne avevamo, perché la nostra squadra è composta da molti giovani di qualità, si è vista la differenza per una partita di questo livello. Poi l'amichevole contro il Cile, era il mio debutto in Nazionale, segnai un gol dopo due minuti. Meglio di così non potevo chiedere. E’ un bellissimo ricordo. Non ce l’abbiamo fatta ad andare in Brasile. Il prossimo obiettivo sono gli Europei. Abbiamo un’ottima squadra. Sono sicuro che ce la faremo. Mi piacerebbe tanto tornare qui tra due anni con la Nazionale”. E allora tra relax e fisioterapia, Djordjevic parla a ruota libera:

Buongiorno Djordjevic, quando tornerà ad allenarsi? E quando pensa di rientrare in campo con il Nantes?

"Ho fatto un altro esame di controllo martedì, va meglio rispetto a qualche giorno fa. Trattandosi del ginocchio, i tempi di recupero sono più lunghi, penso servano altre due settimane per giocare una partita. Conto di riprendere a correre dalla prossima settimana”

Le immagini dell’incidente erano preoccupanti. Cosa ha pensato quando si è fatto male durante la partita con il Montpellier?

"Ho avuto paura, ero caduto con tutto il peso sul ginocchio destro, ho pensato al peggio. Il dottore del Nantes mi ha soccorso subito, ha verificato quando eravamo ancora sul campo la stabilità del ginocchio e ha capito che non si era lesionato il crociato. Mi ha detto di stare tranquillo, non era niente di grave, dovevo solo uscire dal campo ed essere sostituito. Per dieci-quindici minuti sono rimasto in tensione, ero sotto stress, poi ho tirato un sospiro di sollievo e mi sono rilassato. Sono rientrato vicino alla panchina per vedere gli ultimi minuti della partita. Quando mi ha telefonato il mio agente ero tranquillo, gli ho detto di non preoccuparsi”

L’obiettivo di Djordjevic, prima di salutare i tifosi del Nantes, qual è?

"Il mio obiettivo è quello di giocare il più possibile in questo finale di campionato, vorrei segnare qualche altro gol, spero che la squadra finisca nella migliore posizione possibile di classifica. Porto rispetto ai tifosi del Nantes, sono stati sempre molto carini nei miei confronti, sin da quando sono arrivato da Belgrado. Mi hanno sempre voluto bene, c’è rispetto reciproco. Dunque il finale di stagione sarà doppiamente importante. Voglio chiudere questo ciclo francese in modo brillante. Sarà il mio modo personale per ringraziare i tifosi del Nantes”

Dopo sei anni, ha scelto di non rinnovare il contratto e ha cercato un’altra avventura nel campionato italiano. Perché?

"La scelta non è stata facile, questo sia chiaro. Dopo sei anni, è molto difficile lasciare il proprio club. Ho capito che potevo andare a giocare in una squadra ancora più importante e che questo era il momento ideale per lasciare Nantes. C’erano le condizioni per farlo”

Cosa l’ha spinta ad accettare l’offerta della Lazio?

"Ho preso un bel po’ di tempo per scegliere, ero a fine contratto e avevo tantissime proposte. Ho parlato molto con il mio agente Alessandro Lucci, con la famiglia e con tutte le persone che mi seguono da tempo, poi ho preso la decisione di accettare l’offerta della Lazio. Penso sia una grandissima squadra, con grandi ambizioni e che vuole restare in Europa. E pensavo di farlo anche per me stesso, per continuare a crescere. Mi interessava la dimensione europea della Lazio”

Alla fine di gennaio si era fatta sotto l’Inter. Ci ha pensato un paio di giorni e poi?

"Questo dovreste chiederlo al mio agente, non ho gestito io la trattativa. Cercavo una squadra in cui poter diventare titolare e in cui avessi maggiori garanzie di giocare. Forse non era il caso dell’Inter”

Sono state decisive le parole di Lotito e Tare oppure i consigli del suo procuratore per scegliere la Lazio?

"Tutto ha avuto importanza. Ho parlato con il presidente Lotito e con il ds Tare, abbiamo discusso a lungo, per molto tempo. Ho capito che la società aveva veramente bisogno di me e che volevano prendere Djordjevic, non un altro attaccante. Questo aspetto l’ho sentito molto e mi ha fatto propendere per la Lazio rispetto ad altri club”

Sta già seguendo le partite della Lazio? E che idea si è fatto?

"Da novembre l’ho seguita sempre. La seconda parte della stagione sta andando molto meglio della prima. Ora la squadra gioca bene. E poi adottando un sistema tattico con un solo attaccante, è la stessa cosa che mi succede qui a Nantes e con la Nazionale serba. Stesso modulo. Per me va bene, ho l’abitudine di giocare in questo modo”

Quali sono le parole del ds Tare che l’hanno colpita maggiormente?

"E’ una persona con un carattere forte, molto determinata, le sue parole pesano. Non parla a vanvera. E’ venuto a trovarmi di persona a Parigi con Alessandro Lucci. Mi ha fatto capire quanto mi volesse alla Lazio. E’ stato un segno di rispetto da parte sua. Per un giocatore è un riconoscimento importante vedere che un direttore sportivo si sposta solo per venire a conoscerti. Il suo interesse non era più solo un nome o parole, ma una realtà”

E’ già stato a Formello oppure no?

"No, non sono mai stato al centro sportivo di Formello. Avevo tre giorni di riposo e sono stato a Roma, ne ho approfittato per visitare la città, per rendermi conto. Sono stato con il mio agente allo stadio Olimpico a vedere Roma-Fiorentina. Ero in vacanza e Tomovic, il difensore della Fiorentina, è un mio grande amico"

Ne ha approfittato per parlare anche con la Lazio?

"No. In quei giorni non ho parlato con la Lazio, ma solo con il mio procuratore"

Ci sono grandi aspettative nei suoi confronti. Avverte la responsabilità?

"Ancora non la sento perché mi trovo qui a Nantes. In un angolo della mia testa la avverto, ma sono pronto a ricevere l’incitamento dei tifosi della Lazio. Sono ansioso di incontrarli, di conoscere i nuovi compagni di squadra, voglio proprio vedere come sarà questa nuova avventura. Quando finirà il campionato francese, risponderò alla convocazione della Nazionale, abbiamo due amichevoli. Poi saprò il giorno in cui arriverò a Roma"

Di quali obiettivi ha parlato la Lazio per convincerla a trasferirsi?

"Le ambizioni sono quelle di giocare sempre in Europa, questo è importante per me, è il mio obiettivo personale. Certamente faccio il tifo perché ora la Lazio risalga la classifica e riesca a centrare il traguardo"

C’è contestazione nei confronti della società: lo sapeva?

"Non conosco il problema, so solo che esiste. Ma ora lo vedo come una cosa lontana"

Domenica c’è Lazio-Samp. La vedrà in televisione?

"Si gioca a mezzogiorno e mezzo, giusto? La vedrò di sicuro. Mi sintonizzerò su BeIn Sport, è un canale francese, fanno vedere tutte le partite del campionato italiano".

Kolarov cosa le ha raccontato della Lazio?

"Quando sono andato a Belfast per la partita della Nazionale, mi ha parlato del club, del centro sportivo di Formello, mi ha spiegato delle pressioni dei tifosi. Di tutto abbiamo discusso"

Tomovic e Ljajic, invece, cosa le hanno raccontato?

"Mi hanno parlato molto del campionato italiano, del campo. Cose tecniche. E poi di come si vive in Italia”

Qual è stato il suo rapporto con Mihajlovic? Avete mai parlato della Lazio?

"No, non abbiamo mai parlato della Lazio, anche perché da quando non è più l’allenatore della Serbia non ho più avuto modo di sentirlo. E’ stato il primo a chiamarmi in Nazionale. Gli devo molto. Ho profondo rispetto e ammirazione nei suoi confronti, ha creduto nelle mie capacità e mi ha offerto una grande opportunità. E’ un allenatore con ottime potenzialità e con doti che lo faranno diventare un grandissimo”

Con Stankovic ha mai parlato? E quali consigli le ha dato?

"Lo conosco, era in Irlanda anche Dejan, ma non abbiamo parlato della Lazio, non c’era ancora niente di certo relativamente al mio futuro. Forse ne parleremo la prossima volta"

Non si conosce ancora il futuro di Klose: spera che possa rinnovare il contratto e di trovarlo alla Lazio nella prossima stagione?

"E’ sempre bene avere accanto un giocatore che abbia esperienza, conoscenza del gioco. Se sei intelligente, può essere uno stimolo, puoi solo captare e apprendere da un grandissimo attaccante come Klose. Non potrei che progredire. Mi piacerebbe se restasse"

Centravanti mancini non ce ne sono tanti in giro: quali sono le caratteristiche di Djordjevic?

"Tutti i miei gol sono fatti in area di rigore, sono un giocatore che si sposta bene vicino alla porta, sento arrivare il gol. Ma non mi va tanto di parlare di me. Lo dovete chiedere all’allenatore come sono in campo"

Qual è il colpo che le riesce meglio? E dove, invece, ritiene di dover migliorare?

"Ognuno vuole migliorare, so bene quello che mi manca. So colpire di testa e conservare il possesso della palla, ho qualità fisiche e di resistenza, posso correre molto, mantengo il ritmo, penso di avere un buon fondo"

Ai tifosi della Lazio cosa promette? Quanti gol pensa di segnare nel prossimo campionato di serie A?

"Non lo posso dire, non lo so, bisogna vedere come andrà. Spero di stare bene, di svolgere una buona preparazione estiva, poi si vedrà. Mi fido dei miei mezzi, voglio portare qualcosa all’interno della squadra. Cosa posso dire ai tifosi? A presto!"

Prenderà la maglia numero 9?

"Spero di continuare ad avere il 9. Se il numero è libero, perché no?"

Le hanno già parlato del derby con la Roma?

"Sì, ne ho parlato con il mio agente, con Ljajic. So che per i tifosi è la partita più importante della stagione. E’ un grande derby, non posso dire di più, se non che lo aspetto. Dopo averlo giocato, potrò essere più preciso e rispondere meglio a questa domanda, altrimenti farei teoria"

Ha parlato di Crespo come suo centravanti preferito. Conferma o ci sono altri modelli?

"Quando ero ragazzino, era il mio attaccante preferito. Mi piaceva il suo modo di colpire di testa, il modo di rifinire i passaggi, è stato un grande attaccante. Un bomber"

Meglio Ibrahimovic o Cavani?

"Ibra è straordinario, da solo può fare la differenza. A livello fisico è il miglior attaccante in circolazione, ma anche Cavani ha le sue qualità, lavora molto per la squadra ed è lo stesso un grande goleador"

Chi è l’allenatore a cui si sente più legato?

"Der Zakarian. Era già l’allenatore del Nantes quando sono arrivato qui, sono molto legato. Mi piace molto lavorare con lui, è un ottimo tecnico. Ho sempre potuto parlare di tutto con lui, anche della squadra. Oggi sono il capitano. Questi dialoghi mi hanno aiutato a crescere, a maturare, mi hanno fatto molto bene”.