Lazio, l'Inferno di Napoli per continuare a sognare il Paradiso...

08.11.2026 02:00 di  Antoniomaria Pietoso  Twitter:    vedi letture
Fonte: Alessandro Zappulla - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, l'Inferno di Napoli per continuare a sognare il Paradiso...

Il sogno diventa follia quando la sfida pretende di vincere sull'impossibile. E la follia, da sempre, è il carburante della nostra incredibile storia. Quella di una Lazio che ha imparato a convivere con gli estremi, a cadere e rialzarsi, a sfidare il destino anche quando il destino sembrava aver già pronunciato la sua sentenza.

Alti e bassi. Picchi e precipizi. Vette e burroni. Scudetti e quasi fallimenti. Inferno e Paradiso. E poi, di nuovo, l'Inferno.

Nell'inesorabile Divina Commedia laziale, Napoli-Lazio è un altro girone da attraversare. Un'altra prova da superare per continuare ad ambire alla vetta. Perché arrivare in cima è difficile, ma restarci, quando tutti cominciano a guardarti, può diventare tremendamente complicato. E questa Lazio, prima in classifica, si presenta al Maradona con un'occasione che va ben oltre i tre punti: dimostrare che il sogno non è un capriccio del calendario, ma un'ambizione da difendere sul campo.

Napoli come l'Antinferno, quello degli ignavi, dei «senza infamia e senza lode». Una terra di passaggio, un confine da oltrepassare. Di fronte, il Napoli di Allegri. Una squadra ferita, un avversario da rispettare, un ambiente nel quale non sarà concesso distrarsi. Ma la Lazio di Gattuso non può permettersi di fermarsi a contemplare la montagna. Deve scalarla. Correre, attraversare, combattere, vincere. E soprattutto follemente sognare.

Senza Zaccagni, il capitano, l'uomo capace di accendere la luce quando il buio sembra avere la meglio. Con Noslin chiamato a raccoglierne l'eredità sulla sinistra, Pinamonti riferimento offensivo e Isaksen pronto a colpire. Con Tavares che stringe i denti, con una squadra che ritrova qualche alternativa ma deve ancora fare i conti con le assenze. Cambiano gli uomini, possono cambiare gli equilibri, magari anche il modo di interpretare la partita. Non può cambiare l'ambizione. 

Gattuso conosce il peso delle sfide. Conosce Napoli, conosce il Maradona, conosce il rumore di uno stadio che può diventare una bolgia. Ma soprattutto conosce il valore di una squadra che ha imparato a credere in se stessa. E quando dice di voler rendere orgogliosi i tifosi, indica una responsabilità che va oltre la classifica. Perché questa maglia non chiede soltanto risultati. Chiede coraggio, appartenenza, identità.

Non sappiamo dove porterà questa cavalcata. Non sappiamo se il Paradiso sia davvero alla portata. E non serve promettere ciò che nessuno può garantire. Serve, però, non avere paura di provarci. Perché la differenza tra una squadra che sogna e una che può diventare grande sta tutta lì: nel coraggio di affrontare l'impossibile senza sentirsi già sconfitta.

Anche senza Zaccagni. Anche nelle difficoltà. Anche con una formula diversa.

Napoli è un altro girone da oltrepassare. Senza se e senza ma. Nessun passo indietro, nessuna resa, nessuna paura. Perché chi vuole arrivare in Paradiso deve trovare il coraggio di attraversare l'Inferno.

Avanti Lazio! «Non ragioniam di lor, ma guarda e passa!»

Antoniomaria Pietoso
autore
Giornalista pubblicista dal 2007, laziale dalla nascita. Bilancia ascendente scorpione, dimentico di rispondere spesso ma abbiate fiducia prima o poi recupero tutto. Scrivere è l'unica cosa che mi riesce bene.