Onorato e la Lazio: "Lotito, il Flaminio, Gattuso e i miei ricordi: vi dico tutto"

07.11.2026 19:15 di  Andrea Castellano  Twitter:    vedi letture
Onorato e la Lazio: "Lotito, il Flaminio, Gattuso e i miei ricordi: vi dico tutto"

Lungo intervento dell'Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Alessandro Onorato a 'Mezzo Destro & Mezzo Sinistro', il podcast di Open Comunicazione. Nell'intervista ha parlato quasi interamente della sua lazialità, dei suoi ricordi della Lazio del passato e di quella attuale di Gattuso. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Non ho la possibilità di andare a tutte le partite allo stadio per impegni familiari o professionali, però ho rotto la protesta del tifo organizzato e sono andato a vedere Lazio-Milan. Siccome le mie figlie sono della Lazio, avevo paura che non frequentando lo stadio potevano essere portate sulla cattiva strada. Io credo molto nel ‘di padre in figlio’. Io scelsi la Lazio perché in classe nessuno era della Lazio, amo le minoranze in assoluto. La mia prima volta allo stadio? Era il 1992, sono andato in pullman. Andai con un amico di mio fratello del liceo, perché i miei fratelli erano della Juve e i miei genitori non avevano grande interesse nel calcio. Ricordo che il gol del 2-1 lo segnò Karl Heinz Riedle di testa”.

“Peggio Lotito come presidente della Lazio o Meloni come presidente del Consiglio? Oddio! Vabbè, Meloni come presidente del Consiglio… Una cena con Lotito o Renzi? Lotito è una delle persone più simpatiche del mondo. Se vuoi andare a farti due risate, scegli Lotito in assoluto. Ma sicuro devo pagare la cena… Dopodiché, averci a che fare invece sullo stadio non è facilissimo”.

“Nostalgia della Lazio di Cragnotti? Certo, anche perché era in età adolescenziale, Con Cragnotti ogni giorno era una notizia, si poteva comprare chiunque. Addirittura stavamo per prendere Ronaldo il Fenomeno. C’erano giocatori incredibili, era una Lazio che poteva tutto, si poteva sognare. Anche se Cragnotti non è stato un modello vincente perché sappiamo cos’è successo, i bilanci gonfiati, migliaia di risparmiatori che tra Cirio e Parmalat hanno perso le pensioni… È un tema serio, una truffa gigantesca. Io riesco a scindere l’amore nei confronti di Cragnotti tra tifoso e cittadino, ed è stata una pagina imbarazzante. Ricordo che all'epoca Agnelli, Berlusconi e Moratti non riuscivano a stargli dietro sugli acquisti. Credo che oggi il calcio sia chiamato a una professionalizzazione della vicenda: ormai è molto complesso che una famiglia o un singolo imprenditore possa riuscire a competere a livelli altissimi, perché ora i livelli sono globali. E questo è un dramma”.

“Il mio look da stadio? Solo la sciarpa. Al massimo sciarpa e maglietta. C’è l'idea di vivere in maniera viscerale lo stadio, ma non mi diverto più. Per tanti anni sono stato in Curva Nord, poi mi sono un po' imborghesito e sono passato in distinti. Ho addirittura convinto mio fratello a non essere più della Juventus. L’aquila allo stadio? Sui bambini ha un effetto incredibile. Allo stadio ho avuto il periodo del ‘Non mollare mai’, il coro. Però quello che più mi fa battere il cuore è l’inno. Io l’associo a quando entri, vedi la luce dello stadio, il campo… ho questo ricordo romantico di quando ero bambino”.

“Gualtieri è un ottimo sindaco. Come Conte sembra sempre super composto, ma quando parlano della Roma sono ingestibili, sono due tifosi ultras incredibili. Io ho il 90% degli amici che sono della Roma, e poi ho fatto pure un anno di liceo insieme a Daniele De Rossi, con cui ci conosciamo da bambini. Sono cresciuto solo in mezzo ai romanisti, a Ostia. Per questo quando mi sono spostato a Roma Nord, sono rimasto sconvolto. Lì ho trovato la maggioranza di tifosi che sono della Lazio”.

“La Lazio quest’anno ha fatto il miracolo di San Gennaro. Nessuno se l'aspettava così in alto. La mia candidatura eventuale alle primarie? L’importante è fare un buon risultato. Utilizzerò il metodo San Gennaro Gattuso (ride, ndr.). Noi vogliamo partecipare, non vogliamo vincere, neanche Gattuso voleva vincere. Battute a parte, credo che possiamo essere la vera novità delle primarie, su questo non ho dubbi. Poi vinci o non vinci, a noi non interessa. Vogliamo solo vincere le politiche”.

“Nesta o Mihajlovic? Questa è una cattiveria, li amo follemente tutti e due. Mihajlovic è un pezzo di cuore, ogni volta che incrocio la famiglia mi viene da piangere. Mihajlovic mi ha fatto gioire clamorosamente per i gol: scelgo lui, però amo anche follemente Alessandro Nesta. Mihajlovic o Veron? Quando giocavano, come stile, avrei detto Veron, perché era proprio una poesia, con questo calzettone un po' abbassato sugli stinchi, cioè quasi avevo una pulsione sessuale nei suoi confronti. Veron era poesia. Veron o Simeone? Simeone. Simeone o Nedved? Nedved era tecnicamente superiore, però il romanticismo di Simeone… ho dei ricordi adolescenziali, nello scontro fisico mi appassionavo. Simeone o Roberto Mancini? Quella era una squadra senza senso: non soltanto erano super forti, ma erano dei cervelli clamorosi. Mancini alla Lazio si è consacrato, era poesia. Mancini o Salas? Mancini era un fuoriclasse assoluto, Salas no, però... L’ho rincontrato e ci sono rimasto male, me lo ricordavo figo, con i capelli lunghi… I miti devono rimanere così (ride, ndr.”.

“Vittoria dello scudetto della Lazio oppure vittoria del centrosinistra elezioni politiche il 2027? Non lo so, entro in crisi, vado in analisi. Prima di morire voglio vedere la Lazio che rivinca uno scudetto, quello precedente non me lo so goduto perché non andai allo stadio, non ci credevo. Quest’anno io credo che la Roma possa vincerlo, il Circo Massimo è già prenotato. La Roma quest'anno ha la squadra più forte di tutte e Gasperini è un grande allenatore: sulla carta non può non vincere lo scudetto. La Lazio adesso ci fa divertire, ce la giochiamo alla giornata. Ma non abbiamo aspettative, solo la salvezza, poi si vedrà. Sicuramente perderemo la prima partita al derby e la Roma vincerà lo scudetto, me lo sento (ride, ndr.)”.

Andrea Castellano
autore
Roma, classe 2003. Giornalista pubblicista da ottobre 2023. Redattore e inviato per Lalaziosiamonoi.it. Inviato e speaker per Radio Laziale.