Scalata Lazio, la Procura fa ricorso in cassazione: i dettagli
RASSEGNA STAMPA - La Procura generale della Corte d’appello di Roma ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l’annullamento della sentenza dell’8 maggio scorso in cui erano stati assolti tutti gli imputati del processo alla scalata della Lazio tra cui anche diversi appartenenti agli “Irriducibili”: Yuri Alviti, Fabrizio Toffolo, Paolo Aricivieri, Guidocarlo Di Cosimo, Giuseppe Bellantonio e Fabrizio Di Marziantonio.
Come riporta l’edizione odierna de Il Messaggero i giudici di secondo grado hanno fatto cadere le accuse con la formula “perché il fatto non sussiste”. Agli atti ci sono le minacce di morte subite dal presidente della Lazio Lotito, da settembre 2005 a ottobre 2006, per costringerlo a cedere le sue quote della società biancoceleste. A queste si sommano anche le intimidazioni alla moglie Cristina Mezzaroma.
Nel ricorso in Cassazione si afferma che la sentenza di secondo grado “si limita a una descrizione meramente anagrafica del gruppo” degli Irriducibili “e non individua il ruolo assunto dai singoli imputati nel direttivo, né spiega perché le specifiche acquisizioni probatorie siano prive di rilievo ai fini della valutazione della loro forza intimidatoria”. E ancora: “non ha dato conto in modo esauriente dei motivi per i quali ha ritenuto di sovvertire la sentenza di condanna emessa in primo grado, fornendo una motivazione apparentemente incongrua”.
La Corte d’appello, secondo la Procura, “omette di confrontasi con le dichiarazioni rese da Claudio Lotito e Cristina Mezzaroma”.
© Articolo redatto da Lalaziosiamonoi.it. La riproduzione, anche parziale, dell’articolo senza citazione è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.
