Ex Lazio | Murgia: "Dal gol in Supercoppa agli anni con Inzaghi: vi racconto tutto"
L'ex calciatore della Lazio, Alessandro Murgia è intervenuto ai microfoni di Radio Laziale per ricordare i suoi momenti con la maglia biancoceleste e per esprimersi sull'avvio di stagione della squadra di Gattuso. Di seguito le sue dichiarazioni: "Mi vengono ogni volta i brividi quando rivedo le immagini di Lazio -Juve e qualche tifoso me lo ricorda. Certo che me lo ricordo è emozionante oggi e per sempre perché è stato un momento fantastico per me e per tutto il popolo laziale perché era una finale che fino a pochi minuti dalla fine sembrava vinta e poi sembrava arrivare la fase peggiore invece quel gol all'ultimo minuto ha cambiato le sorti di quella partita".
"In campo c'è stata questa altalena di emozioni. Io sono entrato sul due a zero ed era una partita non in controllo ma quando stai due a zero sull'ottantesimo vedi l'arrivo vicino ci sono stati quel gol il primo e poi specialmente il secondo dove affrontare quella Juve con l'esperienza che aveva, con la visione dei supplementari e altri due tempi da 15 minuti era molto pesante. Io quando è ripartita l'azione ero molto indirizzato verso la porta ma per istinto, non ho visto qualche dettaglio che mi ha portato a buttarmi avanti poi nel momento in cui Jordan ha saltato De Sciglio ho trovato una posizione in area di rigore, dove ero solo e con le braccia lo chiamavo a gran voce e lui mi da la palla al momento giusto con la forza giusta e l'intensità giusta. Trovandomi in posizione ho messo il piattone del piede e quando ho visto la palla toccare la rete della porta è scoppiata l'emozione più grande"
"Lukaku aveva una capacita di corsa, una potenza, una velocità che pochi giocatori hanno; è stato un po' sfortunato perché dal punto di vista fisico ha avuto qualche problemino di troppo però anche lui ha fatto vedere di avere grandi qualità. Mi ricorda un po' Nuno Tavares, ha delle somiglianze con lui. Entrambi hanno questo passo importante, questa gamba importante, sono due giocatori che sotto alcuni aspetti si somigliano. Forse tecnicamente Tavares è leggermente superiore, si vede anche dall'ultimo gol che ha fatto che al di là della potenza fa vedere una coordinazione e un impatto sulla palla non indifferente".
"Sulla difficoltà emotiva nella finale di Supercoppa contro la Juve? Secondo me non è un caso che quella partita è finita cosi come ne sono finite tante altre all'ultimo minuto. Una caratteristica del mister era non mollare mai, lo rispecchiava alla grande perché eravamo una squadra che lottava fino all'ultimo nonostante episodi negativi, la qualità e la mentalità era quella di andare a vincere le partite. Anche negli anni successivi la Lazio ha vinto diverse partite all'ultimo minuto, si chiamava la zona Caicedo qualche periodo dopo. Non era un caso ma una mentalità".
"Contro il Monza ero allo stadio . La Lazio di Gattuso sicuramente mi fa un'impressione positiva perché la classifica parla di un buon lavoro fatto finora e di risultati che nonostante lo scetticismo iniziale stanno arrivando. Io ovviamente essendo sempre stato tifoso della Lazio sono stracontento, mi ha fatto emozionare tornare allo stadio e assistere a una vittoria di una squadra che sta facendo bene quindi soltanto positività posso vedere in questo momento. Qualche giocatore simile a me? Forse potrei avere qualcosa io di loro perché sono giocatori tutti fantastici. da un punto di vista di come interpreto io il calcio mi piace tantissimo Taylor: lo reputo un giocatore che ha il calcio in testa, delle visoni, tempi di inserimento tempi di gioco, è un giocatore che mi piace moltissimo però ovviamente la rosa della Lazio è una rosa competitiva".
"Lazio-Inter del 2018? molto probabilmente è una delle partite migliori che posso aver fatto con la Lazio nel contesto di tutta la partita, al di là del gol con la Juve e del primo gol col Torino. Per quanto riguarda De Vrij io posso dirti soltanto delle parole belle su di lui perché è un professionista esemplare. Si è sempre comportato al meglio delle sue possibilità. In quel momento probabilmente non era facile per lui e per tutto il contesto, io poi avevo vent'anni, pensavo solo ad allenarmi, ad andare forte e a sfruttare ogni singolo allenamento, ogni singolo minuto quindi non posso dirti precisamente cosa è successo nel dettaglio ma posso dirti che Stefan è un professionista esemplare e per la Lazio e il popolo laziale ha sempre dato tutto, ha giocato in condizioni fisiche non ottimali ed è un giocatore che non molla mai"
Sulla Lazio di oggi: "Sicuramente non mi aspettavo questi risultati, però analizzando il modo di giocare, l'atteggiamento e l'unione che ha creato, mi aspetto che possano continuare a fare così. Penso che Gattuso vada lasciato lavorare come sta facendo, la squadra penso che vada sostenuta perché la Lazio è sempre la Lazio. In questo momento sta facendo un buon lavoro e quello che conta sono i risultati e vano fatti i complimenti e va sostenuta per il bene della Lazio".
Su Frattesi: "Tante volte si fanno delle scelte per diverse motivazioni. Io non lo conosco personalmente ma posso sicuramente dire che è un grandissimo giocatore, ha un intensità e una facilità di corsa e di inserimento, di trovare il gol, non indifferente tanto che ha già segnato non solo una volta. La qualità del giocatore parla da sola, ha fatto questo step nella sua carriera calcistica, sicuramente da quello che diceva aveva bisogno di più continuità, cosa che all'Inter non riusciva a trovare per potersi esprimere al 100 per cento e migliorare le sue doti realizzative e di leadership dentro una squadra".
"Inzaghi? Posso dire che era completo sotto tutti i punti di vista, aveva un gestione tecnico-tattica importante, uno staff completo e una gestone umana del giocatore fantastica. Si metteva allo stesso livello dei giocatori e in altri momenti sapeva essere una persona molto autorevole. Era un allenatore completo. Se lo sento? Sono una persona molto riservata, non voglio disturbare nessuno però se dovessi incontrarlo lo saluterei e ci parlerei molto volentieri".
"Cataldi? Se è stato capitano alla Lazio un motivo ci sta: è un ragazzo di valore che rispecchia le doti di un laziale dal punto di vista sia tecnico che umano. Sono contento che ha fatto questa carriera, può dare ancora tanto perché è un giocatore che vale"
"La mia carriera? Penso che nella carriera di ognuno di noi ci sono momenti di alti e bassi. Ci sono occasioni e scelte fatte in alcuni momenti dovute a tante situazioni, col senno del poi è facile dire è successo altro. Io sicuramente avevo delle aspettative alte però non rinnego niente e non rimpiango niente. è stato un percorso di vita e sportivo che sto ancora vivendo fino in fondo. Sono maturato tanto dal punto di vista umano, ho fatto un' esperienza all'estero in Romania e non l'avrei mai pensato quando ero giovane. Un po' di rammarico ce l'ho sempre perché sono legatissimo alla Lazio e lo sono tuttora ovviamente dall'esterno, però dall'interno lo ero tantissimo e forse questo è l'unico rimpianto che ho: essermi slegato dalla Lazio. Sono comunque contento di tutto quanto".
"Scambierei il gol in finale di Supercoppa per tutta la carriera alla Lazio: ho provato troppe emozioni a giocare all'Olimpico con quella maglia addosso davanti ai tifosi laziali"
"Guidonia? gli obiettivi sono fare partita dopo partita. Abbiamo una squadra molto forte, il campionato di Serie C è molto difficile e ogni partita può succedere di tutto. Ad oggi l'obiettivo è quello di risalire ancora di più di livello e affrontare ogni partita a testa alta e volerle vincere tutte quante e vedere dove siamo".
