Lazio, Gattuso: "Abbiamo una strada sola, ma non guardiamo la classifica..."

27.10.2026 21:20 di  Andrea Castellano  Twitter:    vedi letture
Lazio, Gattuso: "Abbiamo una strada sola, ma non guardiamo la classifica..."
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La Lazio batte il Sassuolo per 6-2 al Mapei Stadium. Dopo la partita, il tecnico biancoceleste Gennaro Gattuso è intervenuto in conferenza stampa. Di seguito le sue parole.

Quanto ti diverti?

"Tanti di questi ragazzi non erano protagonisti, oggi stanno facendo qualcosa di straordinario. A inizio stagione abbiamo provato a fare qualcosa di diverso, smontando la squadra. La prima partita non era andata bene, ma ero tranquillo perché si cominciava a vedere quello che volevamo fare. Ci siamo messi sotto, loro hanno continuato e il segreto è questo. La loro continuità sta migliorando di partita doo partita, l'unica strafa adesso è quella del lavoro. Non guardiamo la classifica, non siamo abituati. L'unica strada è la serietà e fare le cose a mille allora. Oggi abbiamo fatto grandissime cose, sia a sinistra che a destra. Il Sassuolo è forte, ci ha messo in difficoltà, poi siamo stati avvantaggiati anche dall'espulsione".

Quali sono i margini di miglioramento di questa Lazio? Forse il centravanti...

"Voi fate il vostro mestiere. Per me non sono importanti di gol di Noslin, dobbiamo vedere cosa fa, con quale veemenza va in pressione, va sempre a mille allora. Anche contro il Parma è stato importantissimo. Siamo contenti quando gli attaccanti segnano, questo è importante. Quando non si va a pizzicare e non si va forte, bisogna fare il blocco difensivo. A livello tecnico, tutti stanno facendo robe eccezionali. L'unico limite nostro è andare in avanti e coprire palla, quando la scopriamo siamo vulenerabili e dobbiami migliorare".

La squadra sembrava un tutt'uno con i tifosi...

"Alla squadra l'ho detto, oggi è martedì e c'erano 10mila persone allo stadio. Gli ho detto che è merito loro, per l'attaccamento e per quello che stanno dimostrando. Posso solo ringraziare tutti, è stata una serata incredibile. Quando mi sono rilassato, ho chiuso gli occhi e ho pensato: 'Che bello quello che stiamo facendo, se anche a casa nostra potessi vedere una cosa del genere...'. Il loro ritorno? Io ci spero dal primo giorno, abbiamo un obiettivo con i ragazzi e non so se ci riusciremo. Ma facciamo vedere di star onorando questa maglia e di far cambiare idea ai nostri tifosi".

Questa è la squadra di tutti?

"Sì, qualcuno meriterebbe anche di giocare di più. Ma poi devo fare delle scelte. Oggi me la sono rischiata un po', era giusto fare turnover e ho cambiato solo Diogo Leite. Volevo dare continuità, lavorano tutti con grande veemenza e voglia, meritano di fare minutaggio. Poi bisogna essere bravi perché qualche legnata arriverà, spero il più tardi possibile. Lì vedremo a che livello siamo. Dobbiamo essere bravi. Così l'obiettivo è solo uno, che si fanno le cose con serietà e voglia di lavorare".

Marusic e Rovella sono ancora titolari o faranno fatica? Taylor? 

"Taylor l'ho tolto per non rischiare, era pure ammonito. Il livello della partita si stava alzando, per questo l'ho fatto uscire. Poi io spero di avere tutti a disposizione, i tre che sono fuori. L'altro giorno Marusic e Rovella hanno fatto qualcosa con noi. Loro stanno vedendo cosa stanno facendo i compagni, ma abbiamo bisogno di tutti. Non mi piace vedere giocatori che lavorano in disparte e in fisioterapia. Poi vediamo".

Questa atmosfera chi l'ha creata? E quanto è importante?

"Io propongo con il mio staff, dall'altra parte ci devono essere ragazzi che ti seguono e si fanno voler bene. Ci sono tante componenti, ma la cosa più bella è che tutti si sono messi a disposizione. Ieri la paura più grande era di giocare una partita infrasettimanale e i test dicevano che non avevamo recuperato benissimo. Quindi abbiamo fatto due tre giochi, abbiamo riso per mezz'ora e la partita l'abbiamo preparata in sala video. Poi dopo l'allenamento abbiamo solo chiamato i reparti per studiare la partita. A volte fare sempre le stesse cose diventa pesante, loro si divertono così, noi cambiamo spesso allenamento. L'estero mi ha fatto capire che fare sempre le stesse cose non piace ai giocatori, mentalmente si stancano. E noi cerchiamo di andare in questa direzione".

Andrea Castellano
autore
Roma, classe 2003. Giornalista pubblicista da ottobre 2023. Redattore e inviato per Lalaziosiamonoi.it. Inviato e speaker per Radio Laziale.