RIVIVI LA DIRETTA - Lazio, Gattuso: "La mentalità conta più della classifica"
FORMELLO - Avanti con il Cagliari, sotto a chi tocca. Gattuso parlerà alle 14 in conferenza stampa per presentare la sfida di domani coi rossoblù: segui la diretta scritta delle sue parole su Lalaziosiamonoi.it.
Terza gara in una settimana: come sta la squadra fisicamente e mentalmente? Dobbiamo aspettarci un cambio solo?
Vediamo oggi, diamo continuità a quello che stiamo facendo sui test. Ci basiamo molto sui recuperi o meno dei giocatori. I test di ieri dicono che i giocatori stanno recuperando bene. Ieri abbiamo spinto un po', i giorni prima abbiamo fatto poco, con le 3 gare siamo stati più tranquilli. Vediamo oggi dall'ultimo dato che viene fuori.
Sono passati 7 mesi da Zenica: si sente di dire che c'è stato un riscatto rispetto a quanto detto nei suoi confronti?
Nessun riscatto. Il calcio è fatto di episodi, in quella partita ci hanno e mi hanno condannato, è un dato di fatto. Nella vita gli errori si pagano, il bello del calcio invece è che ti permette di riscattarti. L'importante è migliorarsi, non deprimersi, questo te lo danno le persone che ti stanno vicino e ti aiutano se ti vogliono bene. Io ho la fortuna di avere da 30 anni mia moglie al mio fianco, nei momenti di difficoltà è sempre stata presente, mi appoggio molto a lei nei momenti di difficoltà.
Cosa è cambiato in Noslin?
Io non parlo di Noslin per i gol, ma per come tiene il campo. È il primo nostro difensore, fa le doppie scalate, salta di testa contro marcantoni e la prende lui, pressa tutti. Questa caratteristica domani non deve mancare, non vanno fatte le cose a metà. Ci vogliono atteggiamento e voglia, dobbiamo fare il nostro calcio ed essere umili. Giocare contro Milan e Juve è facile, si preparano da sole queste sfide. Noi dobbiamo dare continuità e rispettare l'avversario andando a 100 all'ora pure domani.
Cosa dobbiamo aspettarci dal Cagliari?
Una gara ostica per le caratteristiche e il gioco che ha il Cagliari. Si mettono a 3 contro squadre a 3, possono giocare con diversi interpreti davanti, però le caratteristiche sono quelle. Si difendono e ripartono bene, Pisacane è giovane e li allena bene. Sono le caratteristiche di una gara difficile, contro la Roma il Cagliari ha tirato tante volte in porta. Dobbiamo continuare con quello che stiamo facendo, con veemenza e voglia.
Quando si dovrà e potrà guardare la classifica?
L'obiettivo sono i 40 punti. Lo dicono pure i giocatori, non so se mi prendono in giro o lo fanno per scaramanzia. Io non sono abituato a vedere classifiche così, abbiamo una strada e dobbiamo prepararci bene. Tocchiamo con mano che se giochiamo con entusiasmo va meglio. A Reggio Emilia abbiamo preso gol e siamo subiti ripartiti. Non dobbiamo subire l'evento. Qualche ripartenza poi va messa in preventivo e accettata. Dobbiamo lavorare senza accontentarci, mancano altre 29 partite, sono tanti punti. Poi vedremo dove arriveremo.
Come si gestisce meglio col blocco basso?
Bisogna imparare a giocare di reparto. Se ci mettiamo blocco basso e ognuno fa di testa sua, non va bene.
Ha paura di perdere qualcuno a gennaio per il mercato?
Non ci sto pensando, conosco bene questo mondo. So come funziona, gli agenti fanno il loro lavoro. Col rapporto che ho coi miei giocatori per ora non è venuto nessuno nel mio ufficio e spero non venga nessuno. Potrei chiudere la porta a chiave (ride, ndi)... Al di là delle battute, ora penso solo alla squadra e a mettere forza nei giocatori che devono migliorare. Poi vedremo che succederà, spero nulla perché sarebbe un peccato.
Il nuovo metodo arbitrale può aiutare la Lazio e penalizzare le squadre che speculano?
Dipende da che ottica si vede la situazione. L'anno scorso ho viaggiato tanto e ho visto tante partite da ct. Il campionato non era bello come quest'anno, i meriti sono oggettivi. Sul minutaggio che si è alzato e le proposte delle squadre. Ci siamo avvicinati un po' allo stile Premier League, ci sono tanti gol, abbiamo visto dei record di gol nelle giornate. Non si fa il cinema, quando prendi una botta rimani 1 minuto fuori ed è dura. Che non si perde tempo sui falli laterali... è un cambiamento incredibile. Ci siamo sempre lamentati che facessimo i furbi. Poi l'errore arbitrale ci sarà sempre. Ho discusso coi miei giocatori in allenamento facendo l'arbitro, poi dopo la seduta ho visto col match analyst che avevo toppato 3 decisioni su 3. Fare l'arbitro è difficile. Poi è vero che c'è anche il var, ma dipende dalle direttive e come si organizzano tra loro. Oggi vanno fatti i complimenti, è un calcio più giocato e veloce, sono contento di questo.
Tra tutti gli aspetti di cosa è più orgoglioso?
Della mentalità, il fatto di vedere i giocatori che non si risparmiano e ragionano con una testa sola. Chi entra lo fa sempre a mille all'ora, ci dà una grandissima mano. So che non è semplice, sono orgoglioso di come stanno insieme e si allenano. Poi è normale che qualcuno ha la faccia più triste, ma quando vedo gente incazzata ci sta. Fa parte del lavoro che facciamo e vuol dire aver amor proprio.
Ha parlato con Lotito? Le ha fatto i complimenti?
Parlo spesso col presidente, è molto presente, stasera viene a mangiare con noi come le altre volte prima delle partite in casa. Giusto che lui sia presente, che parli coi giocatori. Poi è normale che vede alcune cose diverse da me, ma c'è grande rispetto e comunicazione da parte nostra.
Il Cagliari la preoccupa?
Tutte le partite mi preoccupano, il Cagliari può metterci in difficoltà, sa stare nel "capanno", scivolano bene e sono tremendi quando ripartono. Noi dovremo essere bravi quando arriverà una legnata, speriamo il più tardi possibile. L'importante è che quando succederà, gli avversari saranno stati più bravi e che non li avremo sottovalutati. Dobbiamo portare avanti il nostro dna e mentalità, poi se ci batteranno gli faremo un applauso. Non dobbiamo sbagliare sul coraggio.
Qual è il segreto?
Sta a noi con il nostro modo di giocare e la voglia di far fatica. Il segreto è là, dobbiamo andare forte, se non lo facciamo diventiamo vulnerabili. Col Sassuolo abbiamo preso 2 gol perché ci siamo addormentati, il secondo soprattutto non lo dobbiamo mai prendere per come vogliamo difendere. Dobbiamo andare forte, il segreto non sono i gol o altro. Sembra che ci sia una testa sola per tutti i giocatori.
Quanto è andato oltre le aspettative? Si aspettava questo gruppo e questa classifica?
A livello di gruppo sì, pensavo si potesse fare così. Per quello che è successo l'anno scorso, anche grazie al lavoro di Sarri, tante squadre si sarebbero "accappottate". Ora i calciatori stanno continuando, hanno voglia di ascoltare e stare insieme. Allenarsi e fare fatica, quando si fa la fatica vera alcuni pomeriggi le gambe e i muscoli bruciano. Poi sono sincero, non avrei mai pensato dopo 9 giornate di avere questi punti. Ci speravo, ma non ci ho mai pensato. Gli obiettivi erano altri, di lavorare e continuare così. Quello che dobbiamo fare ora, con voglia intatta.
In un'ottica di miglioramento arbitrale, c'è l'utilizzo maggiore del monitor rispetto ad adesso?
Loro hanno il loro modo di arbitrare, anche loro fanno riunioni. Sono regole, ora questa è la linea Orsato. Lui chiede di fare delle scelte, gli altri anni si stava più al Var che in campo per giocare. Poi se vedono una cosa evidente devono intervenire quelle 3-4 persone nella sala Var. Ora credono in questa linea fortemente e dobbiamo accettarlo.
Quanto le dà soddisfazione Zaccagni?
Lui tante volte non è venuto quando ero ct perché non stava bene, però mi è sempre piaciuto, l'ho sempre convocato. Si parla degli assist e dei gol, ma Zac è un fenomeno su altre cose. Le qualità calcistiche le sanno tutti, lui aveva bisogno di mettere forza nelle gambe. Un capitano vero, sempre a disposizione dei compagni, certe volte brontola perché non vuole mollare nulla. Per noi è importantissimo, non solo a livello tecnico e tattico, ma a 360 gradi. Se fossi un compagno di Zac, lo metterei in una cristalliera. Non sbaglia nulla dal punto di vista umano.
Cosa ha provato quando sono arrivati i cori dei tifosi nei suoi confronti? Le sono mancate cose così?
Io mi emoziono quando gioco a carte con mio figlio, io voglio sempre vincere. Se non provo emozioni o non ho il formicolio, è meglio andare a fare le passeggiate con la moglie e il cane. Quando ho preso mazzate, ho sempre avuto il fuoco dentro. Io vivo per queste cose, mi sono sentito vivo, ho ringraziato i tifosi per lo spettacolo che hanno mostrato. Di martedì sembrava una festa scudetto, non sembrava la nona giornata ma che ci stessimo giocando qualcosa di importante. Il merito è dei ragazzi e della loro mentalità, hanno creato questo entusiasmo e speriamo di continuare.
