Reja dice addio: "Giusto cambiare, bisogna ritrovare entusiasmo. Futuro alla Lazio? Non a breve" - FOTO & VIDEO
AGGIORNAMENTO ORE 14 - L'ormai ex tecnico biancoceleste si è fermato a parlare anche ai cronisti presenti fuori dai cancelli di Formello."Era già una decisione che avevo preso 15 giorni fa, poi con il presidente eravamo rimasti che si risentivamo, ci siamo risentiti, ma è giusto iniziare un altro ciclo. E’ giusto anche cambiare, l’ambiente è particolare e bisogna dare qualcosa di fresco. Non so se sarà Pioli o chi verrà, ma è giusto che inizi un nuovo ciclo con un altro tecnico. Il presidente voleva convincermi, mi ha sempre dimostrato riconoscenza per quanto fatto. Se avessimo centrato l’Europa il discorso sarebbe stato diverso, ma adesso inizia un nuovo ciclo ed è giusto cambiare anche l’allenatore". Il fattore ambientale ha pesato sulla scelta di Reja che indica la strada per riportare il sereno in casa Lazio. "Bisogna ricompattare l’ambiente e tornare ai vecchi entusiasmi. C’è voglia di lazialità, bisogna fare una Lazio competitiva che possa lottare per la quarta, quinta, sesta posizione, lottare per posizioni importante. Bisogna tornare ad avere un rapporto importante con il pubblico laziale perché non è possibile vedere lo stadio con 4-5 mila, i laziali devono avvicinarsi alla squadra perché la Lazio non può andare avanti in questo modo, la gente deve riavvicinarsi e per fare questo bisogna riaprire un ciclo con giocatori importanti. L’allenatore conta relativamente, sono i giocatori a fare la differenza. La voglia del presidente è quella di fare una squadra altamente competitiva, la squadra che sta nascendo mi piace, si capisce dove intervenire”. Rescisso il contratto, adesso il tecnico friulano è libero, ma non è escluso un ritorno alla Lazio, tra qualche anno. "Io l’ho sempre detto, ho un rapporto con il presidente che si è chiuso tranquillamente. Abbiamo rescisso cosi ognuno è libero. Il futuro? Ho qualcosa in ballo, ma con il presidente mi sono lasciato bene. Ci sono eventuali prospettive di ritorno, ma non a breve”


Il momento della verità, tutto è deciso. Anche l'ultimo incontro con Lotito è andato in scena, Edy Reja ha deciso il suo futuro: "È giusto cambiare, alla Lazio servono nuovi stimoli", dichiara il tecnico goriziano ai microfoni di Lazio Style Radio 100.7. È il passo d'addio, il mister di Lucinico saluta. Il suo è un intervento lungo e appassionato, che Lalaziosiamonoi.it vi propone integralmente.
"CICLO CHIUSO, SE AVESSIMO CENTRATO L'EUROPA..." - "Quando ci siamo salutati a fine campionato - esordisce Reja -, Lotito mi aveva rinnovato stima e fiducia. Io gli dissi che avevo l'impressione che il rapporto fosse chiuso. Era giusto cambiare ed è quindi giusto che si cambi allenatore, per avere nuovi stimoli". L'ormai ex allenatore della Lazio entra nel dettaglio della sua decisione: "La situazione ambientale così non può continuare, bisogna trovare il sistema giusto per riacquistare entusiasmo. Per questo serve che il club operi nel modo giusto, da quello che vedo mi pare che la società si stia muovendo. Lotito e Tare volevano che rimanessi, ma gli ho detto che ritenevo chiusa la mia esperienza. Devo molto alla Lazio, abbiamo vissuto tanti momenti positivi. Ci sono state anche molte critiche nei miei confronti, come giusto che sia. Nell'ultimo periodo abbiamo fatto buoni risultati, ma non abbiamo centrato l'Europa. Per me è stata una delusione forte, una mazzata. Sarebbe bastato vincere col Torino. Se avessimo centrato questo obiettivo, magari le mie considerazioni sarebbero state diverse. Sicuramente ci sarebbe stato un altro scenario, con l'Europa i giocatori hanno più interesse a trasferirsi. Non dico che questo non possa avvenire anche adesso, leggo tanti nomi importanti, la società sta operando in questo senso".
"BISOGNA RIAVVICINARE I TIFOSI" - Nelle parole di Reja, la necessità di ricreare un clima positivo s'intreccia a doppio filo con la sua decisione: "Ora è finito un ciclo, bisogna iniziarne un altro. Ho l'impressione che Lotito voglia fare non bene, ma benissimo, questo è l'unico modo per tornare a suscitare entusiasmo. Vedere lo stadio vuoto fa male al cuore, soprattutto conoscendo la passione dei laziali. C'è gente che ha scelto malvolentieri di venire più allo stadio, c'è grande voglia di lazialità. Le mie riflessioni sono state legate anche a questa situazione, perché bisogna ridare nuova linfa. Senza di me, adesso tanti giocatori magari si sentiranno messi in discussione (ride, ndr). Il calciatore ha bisogno del supporto della gente, è chiaro che qualcosa è venuta meno. Il rendimento è comunque sempre stato positivo, per carità, ma sicuramente qualcosa in più poteva venire fuori. Sono stato criticato per le mie posizioni, ma nelle mie interviste non sono mai andato contro la tifoseria. Ora bisogna ricreare lo spirito giusto, la gente deve riavvicinarsi alla squadra. La società deve trovare il modo di riavvicinare i tifosi nel modo di operare, di esporsi, di far partecipare gli stessi sostenitori".
"CHAMPIONS, LA MIA DELUSIONE PIÙ GRANDE" - Il tecnico friulano ripercorre la sua doppia avventura alla Lazio: "Se non alleni a Roma, non puoi dire di essere un allenatore. È stata un'esperienza straordinaria, non hai mai un momento di pace, non puoi sbagliare nulla. Da questa esperienza vengo fuori più temprato, è stato più probante rispetto a quella di Napoli. Ho sempre guardato con simpatia alla Lazio, anche quando c'era Petkovic. Mi piacerebbe che ritornasse l'entusiasmo tipico dei derby. Mi ricordo quando ne abbiamo vinti due di seguito, fu il picco più alto. Vorrei che tornasse quel clima. Il mio primo anno è stato particolare, difficile - ricorda Reja -. L'anno successivo è stato bello, una cavalcata fermata solo dalla differenza reti con l'Udinese. Arrivare in Champions è sempre stata la mia più grande ambizione, rimarrà la mia delusione più grande".
"RINGRAZIO TUTTI PER L'AFFETTO" - Adesso è arrivato davvero il momento dei ringraziamenti e dei saluti: "Col presidente ieri ci siamo lasciati, abbiamo strappato anche l'accordo che avevamo, perché io non vivo di contratti. Ringrazio chi sperava che io restassi. Ma ora è giusto rinnovare, non solo la squadra ma anche il tecnico. Avrò sempre affetto nei confronti della Lazio, del presidente. Spero di aver fatto bene. Mi dispiace per chi non ha avuto molta riconoscenza nei miei confronti, mentre ringrazio chi mi ha dimostrato sostegno. Tutte le cose, anche quelle belle, sono destinate a finire. Saluto tutti i tifosi laziali - conclude Reja -grazie per l'affetto".
