Agnelli e gli attacchi a Lotito: ma da che pulpito viene la predica?

La Lazio rirpende gli allenamenti con rigidi criteri di sicurezza e viene travolta da insulti e critiche. Mentre chi scappa dalla quarantena...
21.03.2020 07:05 di Marco Valerio Bava Twitter:    Vedi letture
Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
Agnelli e gli attacchi a Lotito: ma da che pulpito viene la predica?

La Lazio riprende ad allenarsi da lunedì? Si va in questa direzione, con tanto di comunicato ufficiale emesso nei giorni scorsi. Una linea che era stata intrapresa anche da altri club di Serie A, ma ovviamente la shit storm mediatica e social s’era scatenata solo sul club biancoceleste, come se Lotito avesse tutto l’interesse a far ammalare i propri calciatori, il proprio staff tecnico e poi diffondere il virus in giro per Roma. Dall’indignazione agli insulti è stato un attimo. Va così, a smentire la storiella secondo cui la situazione che stiamo vivendo ci abbia reso tutti un po’ più solidali e comprensivi. La premessa è che quando si dice “riprendere gli allenamenti” non s’intende il classico lavoro di gruppo, tutti e 25 in campo agli ordini di Inzaghi per effettuare la consueta attività atletica e tattica. No. I giocatori della Lazio si alleneranno a Formello a gruppi di due-tre, in ambienti sanificati e rispettando tutte le misure di prevenzione che sono state indicate dalle autorità sanitarie.

DIFFERENZE - È giusto così? L'estensore dell'articolo avrebbe evitato, ma è un’opinione personale e non supportata da argomentazioni scientifiche. Il direttore sanitario del club, per esempio, che ne sa più di chi scrive e di tanti censori, ha dato l’ok a questo modus operandi. Lotito ovviamente non agisce di testa sua, ma si appoggia al parare di professionisti del settore. Il comportamento della Lazio, dicono però alcuni, può influire sulla condotta sociale dei cittadini: “Perché loro si allenano e io non posso andare a farmi la corsetta per strada?”. Intanto perché l’allenarsi di quei giocatori non è un passatempo, ma un lavoro. E poi si ritiene che una persona mediamente intelligente capisca le differenze tra essere un calciatore, avere a disposizioni spazi specifici ed essere sotto costante controllo medico e il runner amatoriale che invece di queste precauzioni non può godere. Ma torniamo alla voce “indignazione”. Fa sorridere, amaramente, che testate nazionali, giornalisti attivi sui social, abbiano criticato e continuino a bacchettare la Lazio e Lotito per una parziale ripresa dell’attività sportiva della rosa e poi sorvolino sulla fuga di alcuni giocatori juventini. Higuain, Bentancur, Khedira, Pjanic sono fuggiti da Torino per tornare in patria o dalle famiglie residenti non in Italia. Un comportamento irresponsabile, questo sì da censurare, considerando che i dipendenti della Juventus sono in quarantena dopo i casi di positività al COVID19 di Rugani e Matuidi. 

FAZIONI - Immaginate cosa sarebbe successo, quale baraonda si sarebbe scatenata, se a lasciare l’isolamento fossero stati giocatori laziali dopo la positività al coronavirus di alcuni compagni. Il bersaglio ancora oggi, è il presidente della Lazio, mentre alcuni quotidiani si dimenticano del gesto dei calciatori della Juve. Juventus che - secondo le indiscrezioni - sapeva della volontà dei propri tesserati e non ha fatto nulla per bloccarli. Vero che questi giocatori sono risultati negativi ai tamponi, ma è pur vero che l’isolamento di 14 giorni è misura imprescindibile per chi è venuto a contatto con dei contagiati, anche perché il coronavirus - se non lo si fosse capito - è nemico ancora in parte imperscrutabile e sul quale le informazioni non sono totali, ma parziali. La realtà è che il virus ci sta confermando che dietro alla maschera della finta solidarietà, della finta unità, si nasconde una faziosità che fa parte del dna italiano e del calcio in particolare. A farla da padrone è sempre il tifo, la mancanza di oggettività nel pesare i comportamenti e dar loro il risalto necessario. Se un quotidiano mette in prima pagina Lotito e non il comportamento dei giocatori della Juventus si comporta da fanzine.

GIOCHI DI POTERE - Se davvero al primo posto c’è l’emergenza sanitaria, come giustamente si ripete, perché Lotito diventa un cinico calcolatore e i giocatori della Juventus sono invece immuni dagli strali di certa stampa? Perché Lotito è un cieco pazzo e Agnelli un santo moderno? Se l’interesse è la salute, cosa dire dei giocatori bianconeri che recandosi in aeroporto sono venuti meno a tutte le regole imposte dalle autorità e dal buonsenso? Chi oggi si scaglia contro Lotito, si interessa che i giocatori della Lazio siano protetti e che non si ammalino o sfogano così la propria avversione verso i colori biancocelesti? Il gioco dei buoni contri i cattivi, in questa situazione, risulta ancor più stucchevole e manifesta invece gli interessi di parte che ci sono dietro certe macchie d’inchiostro e dietro opinioni di giornalisti che hanno abdicato al ruolo per diventare influencer sui social, interessati più ai cuoricini di Twitter e Instagram o ai pollici alti di Facebook che a raccontare la realtà dei fatti. Il virus non ha fatto altro che confermare che i giochi di potere esistono in lega calcio e pure nel mondo dei media. La Lazio è debole e può essere fustigata a piacimento, tacciata di irresponsabilità e noncuranza, mentre di altri è meglio non parlare. Sia mai che il cuore tifoso possa sanguinare a causa di una penna che lo infilza. 

Pubblicato il 20/03 alle ore 14:20