Napoli in vendita? De Laurentiis incontra Rizzetta: "Ecco com'è andata"

22.10.2026 18:15 di  Simone Locusta   vedi letture
Napoli in vendita? De Laurentiis incontra Rizzetta: "Ecco com'è andata"
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Il Napoli non è in vendita, almeno per adesso. Il presidente azzurro allontana nuovamente le indiscrezioni su un possibile cambio di proprietà e chiarisce la propria posizione dopo l'ultimo confronto con Matt Rizzetta. L'imprenditore italo-americano continua a guardare con interesse al club partenopeo, ma la strada per arrivare a un accordo appare ancora in salita. A pesare, oltre alle questioni finanziarie, ci sono la tutela del lavoro svolto negli ultimi 22 anni e una visione del futuro che oggi porta De Laurentiis in un'altra direzione.

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, il patron azzurro ha ricostruito la genesi dei contatti con Rizzetta: "Circa un anno fa io ricevo una richiesta di incontro da Matt Rizzetta, che io non conoscevo. Io per educazione rispondo e accetto l'incontro. Lui mi introduce a un paio di fondi che lui rappresentava. Questi fondi volevano comprare il Napoli. È accaduto fino a febbraio-marzo scorsi. A un certo punto abbiamo messo i nostri e i loro avvocati a confrontarsi. Prima di dare un valore effettivo - dissi - bisogna fare una due-diligence. E io avevo messo a disposizione tutta l'amministrazione del gruppo. Ma questa due-diligence non iniziava mai. Per me era strano perché è la prima cosa che si fa quando vuoi acquistare qualcosa. Alla fine questa cifra di 2 miliardi e 260 milioni volevano pagarla una parte subito alla firma e un'altra parte in tre anni. Il mio ruolo si sarebbe così ridotto sempre di più, fino a diventare solo presidente onorario. Allora dissi: cari signori, voi che garanzie mi date che il lavoro di 22 anni non vada a ramengo? Io ho responsabilità verso la città, verso la regione, verso un popolo che già la Nielsen certificò in 83 milioni di supporters nel mondo occidentale".

Per De Laurentiis, la questione non si esaurisce nella valutazione del Napoli. La solidità finanziaria di chi intende acquistare il club e la capacità di garantire continuità al progetto rappresentano aspetti decisivi. Il presidente ha insistito proprio sulla distanza tra le risorse annunciate e le modalità di pagamento ipotizzate: "Al di là dei soldi, che sono importanti ma sono l'ultima cosa. Quando mi viene detto che alle spalle ci sono 2-3 fondi, ma poi non ci sono i soldi e vuoi dilatare il pagamento in 2-3 anni...".

Il tema è tornato d'attualità anche durante il faccia a faccia avvenuto ieri in un albergo di Napoli. I due si sono incontrati dopo un invito legato a una partita di basket, ma Rizzetta avrebbe approfittato dell'occasione per sondare ancora una volta la disponibilità del presidente a vendere. La risposta ricevuta è stata piuttosto eloquente: "Ci siamo visti vis-a-vis in un hotel perché lui mi ha invitato a vedere una partita di basket. Io ho accettato volentieri. Ci ha riprovato, mi ha chiesto se fossi interessato a vendere. Io gli ho detto: "Matt, abbi pazienza. Non ricominciamo con questa telenovela". È importante rimanere in buone relazioni. Io voglio fare lo stadio, che sarà un grande impegno, anche fisico perché bisognerà mettersi il cappello del costruttore sulla testa e stare lì tutti i giorni a mettere mattone dopo mattone per creare una realtà che ad oggi non esiste. Lui probabilmente avrebbe accettato il Maradona, ma secondo me al Maradona sarebbe molto utile fare un parco lì a Piazzale Tecchio, riempirlo di verde, una volta fatto uno stadio nuovo".

Poi ha aggiunto: "Per il momento non ho deciso di vendere, ma se decidessi di vendere preferirei vendere a un napoletano e non a un americano perché ognuno conosce casa propria, conosce le persone con le quali si deve rapportare e il rapporto poi è nella quotidianità".

Simone Locusta
autore
Roma, classe 1999. Laureato in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo. Redattore per Lalaziosiamonoi.it.