La Lazio accoglie "rei do meinho" Cabral: la 10 sulle spalle e la danza nel sangue

04.02.2022 07:20 di Elena Bravetti Twitter:    vedi letture
Fonte: Elena Bravetti - Lalaziosiamonoi.it
La Lazio accoglie "rei do meinho" Cabral: la 10 sulle spalle e la danza nel sangue

Da Capo Verde al Portogallo. Da Lisbona a Roma. Per Jovane Cabral, acquisto della Lazio nella sessione invernale di calciomercato, si apre una nuova esperienza. Dopo anni tra le fila dello Sporting, il classe '98 è pronto ad aggiungersi alla rosa biancoceleste per fare, sotto la guida di Maurizio Sarri, l'ennesimo passo avanti in carriera. L'approdo nella squadra lusitana non è stato certamente semplice. Impaurito dalla maggiore competizione e dall'altissima intensità, in quel caso si confidò col padre: "Qui è impossibile restare". Solo con determinazione e voglia di inseguire il proprio sogno, il giovanissimo Jovane riuscì a ritagliarsi un posto di primo piano nel gruppo portoghese. Con orgoglio ha sottolineato la stima nei confronti dei giocatori che, prima di lui, avevano indossato la maglia dello Sporting Lisbona: Figo, Ronaldo, Quaresma e Nani. "Essere qui è un sogno", come una sorta di mantra da ripetere a chiunque. 

"LA DEZ" - Si diede del tempo, poi il timore di fallire, di non essere all'altezza, passò. Indubbiamente grazie alla sua personalità, ma anche per l'intervento del padre. "È venuto con me in Portogallo, segue ogni mia partita", ha rivelato Cabral in una recente intervista. La famiglia, rimasta a Capo Verde, ha giocato e gioca tuttora un ruolo fondamentale nella vita dell'attaccante. Jovane va quando può a fargli visita ma mantiene una certa vicinanza con loro seppur fisicamente a distanza. In attesa di comprendere se lo stesso accadrà a Roma, sponda Lazio, di una cosa c'è certezza: il cambio di maglia. Agli esordi indossava la 10, poi passò alla 77 appena arrivato allo Sporting, per poi cambiare nuovamente appena la "dez" s'è resa nuovamente disponibile. Ora entrambi i numeri sono occupati, il primo da Luis Alberto, il secondo da Marusic. E per Cabral è già partito il toto-numero

LEÃO, AMICO O NEMICO? - "Mi piace chiedere più che rispondere, non racconto molto della mia vita". E in effetti Cabral è tutt'altro che poco discreto. Perlomeno è questo quello che si evince dando un'occhiata ai suoi profili Instagram o ai siti che parlano di lui. Sui social tante foto che lo ritraggono in campo, di vita privata poco o nulla. Non sembra esser al suo fianco alcuna ragazza, ma tanti amici. Tra questi, ce n'è uno d'eccezione. Si tratta di Rafael Leão, suo compagno di squadra quando entrambi giocavano nelle giovanili dello Sporting. Il loro legame è andato oltre le diverse casacche indossate. Il rossonero ha continuato a seguirlo e sostenerlo anche dopo il passaggio al Lille, tanto da guadagnarsi le critiche dei suoi ex tifosi. Apparentemente single, non manca certo chi è in grado di fargli compagnia. Dorme - o meglio dormiva - nel suo letto, il suo cane, un dobermann di cui Cabral va fierissimo: "Ora è troppo grande, non dorme più con me". 

QUESTIONE DI RITMO La 10 sulle spalle, la danza nel sangue. Se volessimo presentare Jovane in due parole, probabilmente non ce ne sarebbero di migliori. DJ negli spogliatoi, il neo-acquisto biancoceleste "delizia" i suoi compagni mettendo musica rap e canzoni capoverdiane. E quest'abitudine sembra aver portato bene: "Quando metto la mia musica, vinciamo". Non solo disc-jockey, Cabral sembra avere tutte le carte in regola per reinventarsi provetto ballerino. Lui stesso l'ha confermato in una recente intervista: "Ho un talento per ballare. Mi piacerebbe prendere lezioni ma non ho tempo. Non potrei neanche arrivare stanco agli allenamenti dopo esser stavo in sala prove". Ma le sue qualità non finiscono qui. I suoi outfit sono sempre particolarmente alla moda, curati. Proprio come il suo fisico, sempre definito: "Non ho problemi col cibo, posso mangiare qualsiasi cosa". 

NOTE DOLENTI - Ma dopo una sfilza di cose positive, arrivano anche per lui le note dolenti. Nel 2019 venne fermato dalle autorità poiché stava guidando un'automobile senza avere la patente. Una "distrazione" che fu un boccone particolarmente amaro da digerire per lo Sporting, che commentò l'accaduto con una dura nota: "Il giocatore sarà oggetto a procedimento disciplinare e punito severamente". Arrivarono le scuse di rito, il "piccolo" Jovane imparò la lezione e da allora fu irreprensibile, in campo e fuori. Il suo talento, finora a disposizione del club di Lisbona, sarà ora nelle mani del "Comandante" Sarri. Quest'ultimo può contare sulla "raccomandazione" di Bruno Fernandes nei confronti di Cabral. L'attuale centrocampista dello United non ha mai nascosto l'affetto nei confronti di Jovane, sottolineando a più riprese le sue qualità. E di fronte a una "garanzia" di questo tipo, la Lazio non può far altro che accogliere nel migliore dei modi quello che in patria è stato immediatamente ribattezzato "rei do meinho" (re del torello). Chissà perché...

Pubblicato il 2/2
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