Lazio, Sarri è una rivoluzione: così Lotito manda un messaggio...

L'arrivo del Comandante a Formello è l'attestazione della volontà di crescita della società. Sarri è una rottura evidente rispetto al passato....
10.06.2021 07:25 di Marco Valerio Bava Twitter:    Vedi letture
Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Lazio, Sarri è una rivoluzione: così Lotito manda un messaggio...

Un colpo di scena, una rivoluzione. Due settimane fa, quando Inzaghi lasciava la Lazio dopo cinque anni da allenatore, con un clamoroso voltafaccia, sembrava impossibile immaginare l’approdo di Maurizio Sarri nella Capitale. Quello di Lotito e Tare è un cambio di passo evidente, deciso, una rottura clamorosa rispetto a quanto accaduto negli ultimi 17 anni. Mai sulla panchina biancoceleste s’era seduto un tecnico di questo calibro, un allenatore da 342 punti nelle ultime quattro stagioni in Serie A, reduce da uno Scudetto con la Juventus e una Europa League con il Chelsea. Titoli, carisma, bel gioco. Un concentrato di entusiasmo per un popolo, quello laziale, scottato dall’addio di Inzaghi e da recenti trattative sfumate sul più bello. Sarri è rivoluzione, è discontinuità, è voglia di puntare su quanto di meglio potesse offrire il mercato, lasciando da parte una strada - quella seguita finora da Lotito - fatta di crescita ponderata, costante sì, ma senza strappi. Sarri è invece un big bang, un’esplosione che può creare un nuovo sistema solare il cui perno sarà la bellezza, la ricerca del gioco, l’imposizione dell’idea. Estetica come esperienza, come percezione del bello, quasi indefinibile, eppure coinvolgente. Questo è stato Sarri per quasi tutta la sua carriera, soprattutto quando ha trovato ambienti capaci di farlo lavorare senza l’assillo del contesto, del risultato a tutti i costi e che comunque, alla fine, ha raggiunto, percorrendo anche la strada della praticità. A Londra e Torino non s’è snaturato Sarri, s’è adattato, dimostrando intelligenza, duttilità tattica e umana.

CRESCITA - Eppure Maurizio resta un artista del campo, un uomo capace di trasmettere concetti, di dare identità e anima, di forgiare un calcio visionario, ammaliante, ipnotico. Il suo Napoli, ma anche l’Empoli, erano inni alla grazia del gioco, luoghi ameni dove respirare e uscire dai labirinti del pragmatismo esasperato. Vedremo se la Lazio sarà capace di diventare una creatura di Sarri, se avrà la voglia e la capacità di accettare la sfida del bello, ma intanto è giusto godersi la ventata di novità, il senso di rottura col passato, la sensazione di poter davvero puntare alle stelle. Sarri è un messaggio che la Lazio manda. Un messaggio di forza, l’attestazione che la crescita degli ultimi cinque anni era vera, reale, non una nube pronta a dissolversi con l’addio di Inzaghi. Sarri ci dice che non era Simone a fare grande la Lazio, ma che dietro all’ascesa biancoceleste c’era un progetto, una voglia di scalare la montagna del calcio italiano che era imperterrita e che aveva un input chiaro dal capocordata. Una scalata che ha conosciuto anche rallentamenti, momenti di difficoltà, ma non s’è arrestata. Anzi. È pronta a ripartire, puntando a salire di più, ancora di più. Dove porterà? Quale cima sarà conquistata? Non lo possiamo sapere. L’aquila, però, vola alta e ora può vegliare fiera sul suo Comandante. 

Pubblicato il 9/06