Roma | Ospedale e Pronto Soccorso: cambiano le regole!
Il sistema dell'emergenza-urgenza sanitaria nel Lazio si prepara a una svolta strutturale. La giunta regionale, guidata dal presidente Francesco Rocca, ha licenziato il nuovo «Piano regionale per la gestione del flusso di ricovero», un provvedimento atteso che sostituisce le vecchie disposizioni risalenti al 2022 con l'obiettivo dichiarato di debellare il fenomeno cronico del sovraffollamento nei Pronto Soccorso e di eliminare le interminabili attese dei pazienti sulle barelle in corridoio.
La necessità di una riorganizzazione profonda nasce da un quadro epidemiologico e assistenziale particolarmente complesso. Analizzando i dati dell'ultimo anno, la rete ospedaliera laziale ha gestito un volume imponente di accessi, sfiorando quota 1,82 milioni di ingressi nei reparti d'emergenza. Di questi, ben il 70 per cento è rappresentato da codici verdi e azzurri, ovvero situazioni a bassa o media priorità clinica, mentre il 20 per cento dei pazienti (circa 366 mila persone) ha raggiunto le strutture a bordo di un'ambulanza. Complessivamente, la rete ha registrato oltre 815 mila dimissioni tra ricoveri ordinari e day hospital, evidenziando una popolazione di pazienti sempre più anziana, fragile e affetta da patologie croniche, con oltre la metà dei ricoveri ordinari concentrata nella fascia d'età superiore ai sessantacinque anni.
Il cuore del nuovo piano ruota attorno alla gestione centralizzata e dinamica dei posti letto all'interno di ciascun presidio ospedaliero. Il provvedimento istituisce infatti un nuovo organismo operativo attivo ventiquattro ore su ventiquattro, denominato "Toh" (Team Operativo Ospedaliero). Questa centrale interna monitorerà in tempo reale la disponibilità dei letti in reparti chiave come Geriatria, Medicina Generale, Pneumologia e Gastroenterologia, provvedendo a riassegnarli tempestivamente ai pazienti in attesa di ricovero, soprattutto in vista dei consueti picchi di accesso legati alle sindromi influenzali e respiratorie invernali.
Vengono inoltre fissati standard temporali rigorosi e vincolanti per le strutture. Per i codici arancioni l'inizio della visita medica dovrà essere garantito entro quarantacinque minuti in almeno l'ottanta per cento dei casi, mentre la permanenza complessiva all'interno del Pronto Soccorso — inclusa la decisione clinica finale di dimissione o ricovero — non potrà superare le otto ore. Per quanto riguarda il passaggio dai reparti d'emergenza ai reparti di degenza ordinaria, il tetto massimo viene fissato a dodici ore, con un'attenzione particolare ai flussi nei giorni festivi e prefestivi e l'obbligo di completare i trasferimenti entro le ore 20.
Un capitolo di rilievo riguarda il divieto assoluto per gli ospedali di rifiutare l'accesso alle ambulanze in arrivo: qualora si verificassero blocchi o rallentamenti ingiustificati, la responsabilità clinica, legale e assistenziale del paziente verrebbe trasferita interamente e formalmente al personale del Pronto Soccorso. Il piano introduce infine disposizioni mirate a coinvolgere la rete delle cliniche private accreditate e a potenziare i programmi di donazione di organi e tessuti, con l'obiettivo di innalzare gli standard qualitativi e assistenziali dell'intera sanità regionale.
