Lazio, Gattuso: "Se rallentiamo arriva una legnata sui denti"
FORMELLO - La viglia di Lazio-Parma, Gennaro Gattuso parlerà in conferenza stampa alle ore 14.30: segui la diretta scritta delle sue parole su Lalaziosiamonoi.it.
Come si rimane umili? Che segnali ha visto in settimana?
Abbiamo fatto un pochino meno rispetto alla scorsa settimana, c'era un giorno in meno di lavoro. La squadra è viva, abbiamo avuto qualche problemino con Taylor che ha saltato un allenamento e mezzo, ma ieri si è allenato con la squadra. Però l'atteggiamento è giusto. Ho rivisto la partita, dobbiamo giocare con la stessa intensità, voglia e veemenza. Se ci abbassiamo, domani diventa molto molto dura. Il segreto nostro è questo ora, se vogliamo gestire la partita o andare a una marcia in meno, prenderemo una legnata nei denti che ci ricorderemo per tanto tempo.
Tre partite ravvicinate, ci saranno rotazioni?
Priorità a domani, dopo sicuramente dovremo fare delle scelte. Però pensiamo solo a domani, poi da domenica ci metteremo al lavoro per capire cosa fare dopo.
La Lazio atleticamente ha brillato con la Juve: può diventare lo standard?
Io non cerco il volume nei dati, mi interessa l'intensità, i picchi massimi. Quello è un dato che mi interessa e ricerchiamo in settimana, è quello che fa la differenzia. Il volume dei km dipende come li fai... Frattesi domenica ha toccato pochissimi palloni, ma ne ha toccati 5 nell'area piccola, andava a pizzicare gli avversari. Si possono sbagliare degli appoggi, ma l'importante è andare forte con criterio senza le amnesie avute in alcune gare. Questa è la mentalità che voglio.
Hanno segnato 10 giocatori: casuale o una ricerca?
Io ve lo dicevo che i moduli contano poco, vanno occupate le zone. Quante volte avete visto i centrali nell'area avversaria? Questione di occupazioni. Ci muoviamo senza rimanere nei ruoli specifici, questo aiuta a portare in gol tanti diversi giocatori.
Vede una squadra che fiuta il pericolo? Dia, prima di affrontare la Juve, ha parlato del suo lavoro post-Mantova...
È semplice, abbiamo una strada, la mentalità e la voglia. Arrivare prima e forte sul pallone. L'errore fa parte del gioco, di gare ne ho fatte tante, sappiamo come può andare. L'errore più grande è sottovalutare, oggi non si può fare con nessuno. Le partite non finiscono mai. Il Parma ha tirato tanto contro il Toro. Anche se abbiamo fatto 7 partite abbiamo fatto tante esperienze. A volte ci è andata bene, qualcuno ci ha voluto bene lassù. Col Milan abbiamo rischiato, col Monza uguale. Non si dice una cosa e non c'è un interruttore immediato, va acceso già oggi, anzi già da ieri. Noi dobbiamo pensare a me stessi. Io, lo staff, i giocatori e il club. Su quello che dicono gli altri non possiamo farci nulla. Dobbiamo preparare bene le situazioni.
Questa settimana si è tolto un paio di giorni l'elmetto? Si sta divertendo e godendo il momento?
Ho un difetto, gioisco poco per le cose, anche da giocatore ero così. Penso sempre a quello che deve venire. Sono contento, sì. Anche orgoglioso. Vedere in partita o in settimana come i miei calciatori vivono lo spogliatoio, stanno bene insieme. Sono andato sotto la curva a ringraziare, ma i meriti sono loro. Zac mi ha buttato nel mischione, ho apprezzato molto. Dal primo giorno hanno dimostrato grande attaccamento e voglia. La cosa che mi piace è vederli bene insieme. C'è gente che gioca poco, qualcuno a volte ha la faccia triste, fa parte del gioco.
Quali sono i due-tre aspetti su cui non transige?
Il rispetto, la puntualità, gli orari sono fondamentali. Sennò diventa un circo, lì si va duro. Un calciatore a una cosa sola deve pensare, per una volta può essere una scusa il cancello di casa… All’Olgiata qualche cancello si blocca quando piove, magari a quel punto scavalca e cominci a correre forte, mi è successo due settimane fa… (ride, ndr). Bisogna allenarsi forte e ci vuole rispetto, preferisco qualcuno che mi dice che è andato a dormire tardi, che ha fatto una serata o ha bevuto un bicchiere in più. Ma non permetto a nessuno di rovinarmi l'allenamento, ne bastano 2 che non si allenano bene per far calare l’intensità. La porta del mio ufficio poi è sempre aperta, so ascoltare, non porto rancore, se ho un battibecco con uno mi passa tutto dopo poco. Oggi i calciatori vivono col telefono in mano, vanno sul lettino e si guardano le loro cose. Per me, prima, una cosa del genere era impensabile per uno che si va curare. Anche perché si deve concentrare e magari aiutare anche il fisioterapista. Ma loro sono fatti così, non posso arrabbiarmi. A volte facciamo dei test per valutare la stanchezza. Sappiamo se abbiamo sforato o siamo andati oltre col lavoro. Ascoltare i calciatori a volte va bene, poi però non voglio sentire lamentele. Quando chiedo una cosa si deve fare quella. Non si fanno le “mezze cose”. Credo in ciò che facciamo e si va, su tante cose non si può barattare. Su altre sì, ma sul lavoro in cui credo tanto no. Lì non si baratta.
Nella squadra vede il senso di rivalsa rispetto alle passate stagioni?
Sicuramente, se uno non ce l'ha deve smettere. Se un atleta non ha motivazioni, non può fare sport ad altissimi livelli. Chi non ce l'ha attacchi il chiodo sul muro con gli scarpini. Io vedo questo. Si fa settimanalmente, si costruisce tutto questo, la strada è quella dell'amor proprio e del lavoro.
Come sta Taylor? Ha risolto i problemi?
Ieri ha fatto l'allenamento, oggi vediamo le condizioni. Domani valutiamo.
Cataldi?
Solo una scelta mia, da 10-12 giorni sta bene. Quando arriverà il momento giocherà. Ci sta dando una grandissima mano nello spogliatoio e negli allenamenti. Sicuramente arriverà anche il suo momento.
Isaksen è uno come Tavares? Si può tirare fuori di più da lui?
Gustav è forte, ha la sesta marcia, ma deve stare bene. Anche l'altro giorno è stato fatto un po' di casino. Quando parlavo dell'allenamento invisibile... Per me è il recupero. Quando dai uno-due giorni a volte è più importante degli allenamenti. Deve essere bravo su quello. Lo dico per esperienza, io non riposavo mai. Poi mi sono aggiornato, ho studiato un po', ho capito che il recupero a volte è più importante del lavoro. Lui non deve andare sempre in "over".
Con la Juve nel finale abbniamo visto 4 terzini...
Me la sono sentita così, mancavano pochi minuti e volevamo portare a casa il risultato.
Lo staff medico ha parlato di tabelle per gli infortunati: torneranno la settimana prossima?
Non mi piace che un giorno un calciatore mi guarda storto per una ricaduta perché abbiamo spinto. DIpende dalle lesioni che uno ha. Sappiamo che dati e che allenamenti stiamo facendo da quando siamo qui. Devono essere pronti. Inutile che lo facciamo venire in campo e poi poco dopo ci piangiamo addosso. Per essere pronto servono accelerazione, decelerazione, cambi di direzione, ecc ecc. Per questo loro non sono ancora in gruppo. Ora Marusic e Rovella stanno a parte, lavorano bene, hanno avuto infortuni importanti. Se c'è una ricaduta ci facciamo del male da soli. Gudmundsson speriamo che tra 10 giorni riesca a correre da solo senza dolori, speriamo di riaverlo prima di Napoli a disposizione. Ma è una mia idea. Su Rovella e Marusic, ringraziando Dio se non succede nulla, forse tra 4-5 giorni faranno del lavoro parziale con noi.
