Buon compleanno Lazio! Vocazione d'amore, atto di fede, vita nostra

09.01.2022 07:25 di Marco Valerio Bava Twitter:    vedi letture
Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
Buon compleanno Lazio! Vocazione d'amore, atto di fede, vita nostra
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Le carrozze passavano tra Ponte Regina Margherita e Piazza della Libertà, si lasciavano dietro lo scorrere placido del Tevere, il passeggiare delle dame e il fumo delle pipe che si alzava da signori con i baffi imbevuti di tabacco, all'alba di un '900 che tutti immaginavano e speravano portasse con sé una nuova Italia. Luigi Bigiarelli lasciata la casa di Vicolo degli Osti, incontra suo fratello Giacomo e altri sette amici, quella mattina del 9 gennaio, decidendo di chiamare Lazio il suo concetto di innovazione. Un nome che non sarà mai una debolezza, ma sempre vanto, territorio meraviglioso in cui l’epopea di Roma ha preso vita, sostanza, per incastonarsi nella storia dell’Occidente. Roma e la Lazio hanno stretto un legame indissolubile da quel giorno di 122 anni fa, quando Bigiarelli mosse un passo incontro al domani per dare a tutti l'opportunità di fare sport, senza vincoli economici e sociali, per battezzare la neonata con i crismi di pioniera, di valori e ideali che sarebbero rimasti unici nel panorama della Capitale. Luigi Bigiarelli, quel 9 gennaio, diede vita a un prodigio, cambiando per sempre le vite di chi sarebbe stato scelto per amare e difendere un nome che si apre uno spazio totale nei cuori e nelle anime di chi ne è ispirato. Scelto, sì. Perché la Lazio è vocazione d’amore, atto di fede, impronta identitaria contro chi spaccia altro come romanità. La forza, il legame con una tradizione che ha spinto migliaia di atleti nelle loro imprese sportive e forma chi alla Lazio vota la propria esistenza. E a loro, che stanotte si sono ritrovati ancora una volta, come sempre, in Piazza della Libertà che idealmente Luigi Bigiarelli consegna l'eredità di questo patrimonio inestimabile. A loro che dopo aver salutato il 122esimo compleanno della propria amata, la seguiranno a Milano per non lasciarla sola e sostenerla nonostante tutto. Innamorati di una donna d'altri tempi e d'altri sguardi. Ti sceglie, non si fa scegliere. Donna che ci fa perdere il sonno donandoci sempre un nuovo sogno, ti conquista al primo sguardo, senza lasciarti più andare. Orgoglio e amore, coraggio e passione, contro il romanismo da salotto, da commedia, riverberato da un sistema mediatico accondiscendente. Una massa che è sempre stata rumorosa ma insofferente, mossa da invidiosa ammirazione verso chi Roma l’ha fatta sua per scelta e non per imposizione. Non serve ostentare quando si è. E la Lazio è la figlia primogenita di Roma. La Lazio è Roma da sempre: la Lazio è Roma in chi si tuffava nel Tevere in cerca di refrigerio nelle caldi estate d'inizio secolo, nei ragazzini che correvano per i vicoli dei rioni e in quelli che tirano i primi calci al pallone sui prati che odorano di primavera. La Lazio è Roma in chi ha dato la vita durante la Grande Guerra, sacrificando la giovinezza nel fango delle trincee, la Lazio è la sua città in un campo da gioco mutato in orto di guerra per dare sostentamento a una popolazione sull’orlo del collasso. La Lazio è l’Italia e Roma nella sua storia, nelle sue contraddizioni, nella sua follia. La Lazio è una banda di matti che un Maestro amalgama per consentirle di  salire sul tetto d’Italia. La Lazio è l’esodo d’un popolo per evitare il baratro, l'urlo liberatorio che riafferma la presenza ed è la rinascita che la porta essere la stella più luminosa d’Europa. È di nuovo l’oblio che avanza, ma si ferma di fronte all'ostinazione del popolo biancoceleste ed è poi la nuova risalita che la fa diventare la compagine più titolata di Roma. La più grande. L’unica. 

Pubblicato l'8/01/2022