Calciomercato Lazio, vietato emozionarsi!

L'editoriale del direttore Alessandro Zappulla dopo la chiusura della sessione estiva del calciomercato della Lazio tra contraddizioni e difetti...
07.10.2020 12:15 di Alessandro Zappulla   Vedi letture
Fonte: Alessandro Zappulla - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
Calciomercato Lazio, vietato emozionarsi!

A volte aspettare alcune ore aiuta a distendere i nervi e a riconciliare i pensieri. Stavolta invece la solfa non cambia. Il mercato è finito, è chiuso. A meno di colpi di scena da innesti a gettone o di uscite clamorose verso lidi esotici (il mercato in Qatar chiude il 25 ottobre), nulla cambierà più sino a gennaio. La Lazio fa i conti con se stessa, dunque, e con la profondità della propria rosa. Nell'anno del Covid Atto II, il campionato 2020/2021, dalle parti di Formello riparte sotto il segno delle "riserve". Tare & Co hanno lavorato per allungare la panchina e fornire a Inzaghi qualche alternativa in più. Gli arrivi in sordina di: Hoedt, Akpa Apro, Escalante, Reina, Fares, Pereira e Muriqi hanno regalato al tecnico laziale maggiore opportunità di scelta, ma a partita in corso. È difficile infatti immaginare che Super Simo possa scegliere parte di questi calciatori per l'undici titolare. Caso a sé fa Fares che, da alterego di Lulic, è diventato per necessità il suo successore. Oppure Muriqi che è costato un occhio della testa ed è giusto immaginarlo in lizza perenne per una maglia con Correa e Caicedo nell'affiancare Immobile. Allungare il parco giocatori è il sogno di ogni allenatore, ma farlo con numerose scommesse da vincere, nella stagione in cui l'età potrebbe trasformarsi in zavorra, quello no. È chiara la fragilità in difesa di questa Lazio.

DIFESA - Se si siede Acerbi la Lazio è in ginocchio. A sinistra gioca Radu che, alla vigilia dei suoi 34 anni e con molti km sulle spalle, si è bloccato per un infortunio muscolare. Stefan è fuori dalle liste del campionato (ne avrà per almeno un mese), la Lazio per ora lo ha sacrificato per dare chance a Vavro (mai pervenuto l'anno passato), ma nell'arco di un mese e mezzo conta di reinserirlo, proprio a discapito dello slovacco. A destra sulla linea a tre Patric e Luiz Felipe si giocano il posto, mentre Hoedt da cavallo di ritorno scalpita per riprendersi la scena. Cosa dire poi di Bastos che resta a galleggiare nella terra del limbo, nonostante sembri essere più difensore di molti altri. La linea è tracciata: il mercato ê chiuso. Poco, troppo poco verrebbe da dire, con una coperta cortissima in difesa e davvero poche alternative sugli esterni.

CAPITOLO ESTERNI - Se infatti dietro la carenza strutturale è problematica, sugli esterni rischia di diventare cronica. Per diverse stagioni il solo Lulic a sinistra, ha indossato i galloni del titolare della cattedra, senza mai contare su una supplenza. Il paradosso per Inzaghi, però, arriva da questa sessione estiva di mercato. La Lazio individua Fares come rinforzo da subordinare al capitano. L'acquisto sulla carta determinerebbe uno scatto in avanti sulla rosa degli esterni, al netto però di uno stop di Senad, ormai ai box da nove mesi. La gravità della situazione che coinvolge la condizione dell'eroe del 26 maggio nella Lazio è arcinota, tuttavia, questo non spinge la dirigenza a cambiare strategia di mercato. Ecco che Fares ai nastri di partenza della stagione si ritrova titolare e dietro di sé il nulla cosmico. Dunque Marusic inizia a fare il jolly da vice esterno (a sinistra e a destra) con Djavan Anderson che invece spera di potersi ritrovare all'altezza da vice in una Lazio da Champions.

ASPETTATIVE E REALTA' - In tutto ciò Leiva stenta a garantire il passo di sempre, soprattutto in vista delle 50 gare da disputare e al suo posto in cabina di regia il casting non esalta. Problemi, dubbi ed incertezze, le solite verrebbe da dire, rese forse ancor più allarmanti dall'anno del Covid, in cui tutte le grandi squadre faranno leva nei 5 cambi e nella profondità della rosa a disposizione. Questione di obiettivi e aspettative ovviamente, che obbligano a dimensionare le valutazioni. E nel caso della Lazio, che all'alba di questa stagione sognava lo scudetto (cit. Di Arturo Diaconale), il livello di attesa è altissimo. Si chiude dunque il periodo dei sogni partito in estate da David Silva e passato attraverso la telenovela Kumbulla. Il sipario di scena è levato. Lo spettacolo è iniziato. Poco importa se lo spessore delle nuove entrate ha visto infrangersi anche la convinzione del salto di qualità attraverso il mercato da "Champions". Ora gioca la Lazio e la speranza è sempre quella di ritrovare un bruco trasformarsi in farfalla. La squadra di Inzaghi parte da un'ossatura fortissima di primo livello e, malgrado il mancato aiuto per il salto di qualità sperato, resta sempre viva la chance di fare bene. Questione di carattere e di spirito di corpo. Questione di dna che nella Lazio non ha mai tradito.

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